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Titolo originale: One Night Only , uscita: 28-07-2026. Budget: $25,000,000. Regista: Will Gluck.

One Night Only ha tagliato gran parte del sesso: il pubblico non vuole più vederlo al cinema?

12/08/2026 news di William Maga

Il regista Will Gluck ha eliminato molta della nudità dopo le reazioni del pubblico ai test screening. Ma dietro il caso della rom-com con Monica Barbaro e Callum Turner potrebbe esserci qualcosa di più interessante del semplice ritorno al puritanesimo

Callum Turner e Monica Barbaro in One Night Only (2026) sesso

Un film costruito intorno all’unica notte dell’anno in cui è consentito fare sesso ha scoperto, durante il montaggio, che mostrare troppo sesso rischiava di mettere a disagio il pubblico. Il paradosso arriva da One Night Only – Quando tutto è possibile, nuova commedia romantica di Will Gluck, regista di Easy A e Tutti tranne te, con Monica Barbaro e Callum Turner.

Intervistato da Variety, Gluck ha raccontato di aver eliminato dal montaggio finale una quantità considerevole della nudità originariamente girata. Non perché il materiale fosse estraneo alla storia: semmai era vero il contrario. Il sesso fa letteralmente parte del world-building del film. Ma durante le proiezioni di prova il regista ha notato qualcosa che lo ha convinto a intervenire.

«Ho tagliato tantissimo. C’era così tanta nudità in questo film che avevamo girato per le strade.»

Il problema, secondo Gluck, era la reazione fisica degli spettatori. Bastava che la macchina da presa incontrasse sullo sfondo due persone nude impegnate in un rapporto sessuale perché l’attenzione si spostasse dai protagonisti alla sala stessa: gli spettatori si giravano verso chi era seduto accanto a loro, diventavano consapevoli della presenza degli altri e, per qualche istante, uscivano dal film.

One Night Only: La notte del giudizio, ma con il sesso

La scelta appare ancora più curiosa considerando la premessa di One Night Only. Gluck immagina infatti una realtà alternativa nella quale il sesso prematrimoniale è illegale per 364 giorni all’anno. Esiste però una finestra di dodici ore durante la quale il divieto viene sospeso: la “One Night” del titolo.

In altre parole, qualcosa di simile a La notte del giudizio, ma sostituendo l’omicidio legalizzato con il sesso.

one night only monica barbaro film 2026È durante questa notte che si incontrano Allie (Monica Barbaro), aspirante cantante costretta a prestare la propria voce a imbarazzanti jingle pubblicitari, e Owen (Callum Turner), proprietario di una pizzeria la cui fidanzata decide di approfittare della ricorrenza per andare a letto con altre persone. I due continuano a incrociarsi attraverso una New York trasformata per dodici ore in un enorme carnevale sessuale.

Per rendere credibile questo universo, Gluck non si era limitato ai protagonisti. La produzione aveva costruito minuziosamente ciò che accadeva dietro di loro: cartelloni pubblicitari, graffiti, prodotti modificati per la ricorrenza, coppie che si baciano e persone impegnate in attività sessuali. Per le scene più intime sono state coinvolte anche coppie realmente legate sentimentalmente, sotto la supervisione di un intimacy coordinator.

Gran parte di quel lavoro è però diventato troppo evidente. Invece di far percepire la sessualizzazione dello spazio come qualcosa di normale all’interno di quell’universo, la nudità attirava continuamente l’attenzione su se stessa.

Il pubblico è davvero diventato più puritano?

È qui che il racconto produttivo di One Night Only diventa più interessante del semplice aneddoto. Gluck sostiene di aver incontrato lo stesso problema già durante il montaggio di Tutti tranne te e ritiene che il disagio verso sesso e nudità sul grande schermo non riguardi esclusivamente la Gen Z o la Gen Alpha.

La sua ipotesi è diversa. Il sesso non sarebbe necessariamente diventato più scandaloso: sarebbe diventato più privato.

La disponibilità pressoché illimitata di immagini sessuali sugli schermi personali avrebbe modificato anche il contesto nel quale siamo abituati a consumarle. Telefono, tablet e computer permettono una fruizione individuale, controllabile e soprattutto sottratta allo sguardo degli altri. Una sala cinematografica funziona esattamente al contrario: decine o centinaia di sconosciuti guardano contemporaneamente la stessa immagine.

Per Gluck è proprio questa dimensione collettiva a produrre una parte del disagio. Non necessariamente ciò che appare sullo schermo, quindi, ma la consapevolezza di guardarlo insieme agli altri.

È una distinzione importante, perché parlare semplicemente di una nuova generazione “puritana” rischia di trasformare un fenomeno complesso in un’etichetta generazionale.

Cosa dicono davvero gli studi sulla Gen Z e il sesso al cinema

Esistono però dati che mostrano un cambiamento nelle preferenze degli spettatori più giovani. Nel 2023 il Center for Scholars & Storytellers della UCLA ha rilevato che il 47,5% degli intervistati tra i 13 e i 24 anni riteneva che il sesso non fosse necessario alla trama della maggior parte di film e serie televisive. Il 51,5% chiedeva invece più storie concentrate su amicizie e rapporti platonici.

L’anno successivo il dato è diventato ancora più netto: il 62,4% degli intervistati ha dichiarato che sesso e contenuti sessuali non sono necessari per far avanzare una storia, mentre il 63,5% ha espresso interesse per narrazioni maggiormente concentrate sulle relazioni amicali.

Ma proprio UCLA invita a non leggere questi risultati semplicemente come un rifiuto della sessualità. Già commentando lo studio del 2023, la fondatrice del centro Yalda T. Uhls sottolineava come la richiesta dei giovani riguardasse soprattutto una maggiore varietà nelle relazioni rappresentate sullo schermo: non necessariamente meno desiderio, quindi, ma meno automatismo nell’associazione tra personaggi, sesso e relazione romantica.

Callum Turner e Monica Barbaro in One Night Only (2026) sesso filmIl report 2025 ha confermato almeno una parte di questa tendenza: il 59,7% degli adolescenti intervistati desiderava più storie nelle quali le relazioni centrali fossero amicizie, mentre il 54,9% chiedeva che amicizie tra persone di genere diverso non venissero necessariamente trasformate in storie romantiche.

Dire che “i giovani non vogliono vedere sesso” è quindi molto più semplice di ciò che suggeriscono effettivamente i dati.

Dal sesso come trasgressione al sesso come immagine privata

Il caso di One Night Only solleva allora una questione più ampia. Per gran parte della storia del cinema commerciale, la sala è stata anche uno spazio nel quale vedere collettivamente immagini che nella vita quotidiana rimanevano private o inaccessibili. Il corpo, il desiderio e la sessualità possedevano anche per questo una particolare forza spettacolare.

Oggi quella scarsità è scomparsa. Immagini sessuali molto più esplicite di quelle consentite nel cinema mainstream sono disponibili istantaneamente e privatamente. È plausibile, quindi, che sia cambiato non soltanto quanto sesso vogliamo vedere, ma che cosa significa vederlo in pubblico.

La reazione descritta da Gluck è significativa proprio per questo. Quando gli spettatori si voltano verso il proprio accompagnatore durante una scena esplicita, per un momento smettono di essere soltanto spettatori del film: diventano spettatori gli uni degli altri. L’immagine cinematografica rende improvvisamente visibile la situazione sociale nella quale viene consumata.

Ed è forse questo il paradosso più interessante. Non è detto che il sesso sia tornato a essere un tabù; potrebbe essere diventata più problematica la sua visione collettiva. Più immagini sessuali consumiamo individualmente, più la loro condivisione in uno spazio pubblico può apparire insolita, imbarazzante o invasiva.

In questo senso, One Night Only finisce quasi involontariamente per diventare un piccolo esperimento sul pubblico contemporaneo. Un film che immagina una società ossessionata dal controllo del sesso ha dovuto a sua volta regolare attentamente quanto sesso mostrare, non per ragioni censorie ma per evitare che la propria premessa interferisse con il coinvolgimento emotivo degli spettatori.

Gluck lo riassume con un’espressione semplicissima: troppo sesso “ti porta fuori dal film”. Ed è forse proprio lì che si trova la questione più interessante: non chiedersi soltanto perché il cinema mostri meno sesso, ma come sia cambiato il nostro modo di guardarlo quando intorno a noi ci sono altre cento persone che stanno facendo esattamente la stessa cosa.

One Night Only – Quando tutto è possibile arriverà nei cinema italiani il 26 agosto.

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