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Voto: 5/10 Titolo originale: The Neighbor , uscita: 19-08-2016. Regista: Marcus Dunstan.

[recensione da Sitges 49] The Neighbor di Marcus Dunstan

11/10/2016 recensione film di Sabrina Crivelli

Il regista rielabora col suo stile alcuni classici del passato, realizzando un thriller che soddisfa lo spettatore di questo genere di prodotto

Con The Collector (2009) – e il suo seguito The Collection (2012)Marcus Dunstan ha dimostrato una certa maestria nel creare atmosfere claustrofobiche e suspense all’interno di un ambiente domestico. In linea con quanto già fatto, il suo ultimo lavoro, intitolato The Neighbor, rappresenta allora una sua peculiare variazione sul tema, che mantiene e rielabora alcuni degli elementi principali dei precedenti film.

The NeighborSempre girato in ambienti chiusi, con una serie di trappole e inseguitori malintenzionati, allo stesso modo la vicenda ruota intorno a un criminale, John (Josh Stewart), questa volta un ricettatore esperto e non più uno scassinatore improvvisato. L’uomo abita con Rosie (Alex Essoe) in una villa sperduta nel mezzo del nulla, dove manda avanti i suoi loschi traffici, in attesa di raggiungere la cifra necessaria e andarsene insieme a lei. Tuttavia i piani della coppia sono rovinati da un evento casuale, la donna spiando il vicino lo vede uccidere un ragazzo ed è scoperta dall’assassino, che ovviamente la rapisce e porta nel suo scantinato. John insospettito dalla fuga immotivata della fidanzata, si addentra allora nella proprietà confinante e sopre che non è l’unica a essere tenuta prigioniera dal losco dirimpettaio e dai suoi due figli.

In un complesso insieme di influenze con opere sue personali e non solo, il regista riprende anzitutto, oltre che The Collector, anche La finestra sul cortile (e di riflesso il più recente Disturbia). Uno degli elementi centrali è difatti proprio il reciproco controllo, l’osservazione da lontano attraverso una lente ingrandente degli eventi occorsi nel vicinato, in un’allegorica riproduzione delle dinamiche visive del cineocchio. Non solo. Viene riproposto un secondo elemento diegetico fondamentale del classico di Alfred Hitchcock: l’introduzione nell’altrui abitazione, quivi però per soccorrere la propria consorte e non per sapere la verità sul presunto omicidio di una conosciuta scomparsa misteriosamente. In ultimo, una forte somiglianza è riscontrabile anche nelle maschere indossate dai sequestratori, che sembrerebbero richiamare in qualche modo la silohuette facciale del Jigsaw di Saw – L’Enigmista, di cui Dunstan ha sceneggiato gli ultimi quattro capitoli, ma anche di Most Likely to Die. Se dunque si tratta dell’elaborazione di molteplici spunti, il regista riesce ad amalgamare tutto con una certa armonia, inserendo tra l’altro, come inframezzi, alcuni spezzoni di girato vintage, che creano un senso di stacco e al contempo contribuiscono a destabilizzare lo spettatore.

The Neighbor 2Infine, in un costante succedersi di eventi, la suspense viene sempre tenuta altissima e i personaggi non ricadono mai in elucubrazioni vane – aspetto fastidioso che di tanto in tanto affligge questo genere di film – ma vanno dritti allo sgozzamento, al colpo di pistola o alla percossa con oggetti contundenti letali, senza pensarci troppo. Unica, ma non trascurabile, pecca? Molta della violenza è descritta solo fuori campo, o in maniera poco dettagliata, facendo perdere alle sequenze molto in termini di gore, auspicabile in un prodotto simile.

Sebbene nulla di eccezionale, The Neighbor rimane un thriller ben strutturato e ritmato, che dà allo spettatore il prodotto che ha cercato quanto ha iniziato la visione.

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