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Voto: 7.5/10 Titolo originale: The Endless , uscita: 05-11-2017. Budget: $1,000,000. Regista: Justin Benson.

The Endless – Viaggi nel tempo: la recensione del film di Benson e Moorhead

11/10/2017 recensione film di Sabrina Crivelli

Dopo Spring, i due registi - e attori - confermano la loro visionarietà con un horror sulle sette originale e intelligente

The Endless 3

Notevole a livello visivo, ancor più se si pensa che si tratta di una pellicola indipendente low budget, The Endless – Viaggi nel tempo di Justin Benson e Aaron Moorhead riesce a rappresentare l’inquietante mondo delle sette sotto una nuova luce, passando dallo psicologico al paranormale.

Protagonisti sono i due registi stessi che, al loro debutto davanti e non più dietro alla camera da presa, mantengono i loro veri nomi e interpretano una coppia di fratelli incapaci di reinserirsi fruttuosamente nella società, dopo essere scappati da una setta in tenera età. D’improvviso, tuttavia, arriva loro una video cassetta in cui una vecchia conoscenza li invita a tornare, così, dopo qualche recalcitranza di Justin, Aaron lo convince recarsi nel luogo da cui molti anni prima erano fuggiti senza tante cerimonie.

the endless film 2017 posterIncontrano una realtà ben differente da quanto paventato, una pacifica comunità che vive della vendita di birra artigianale e che è guidata dal conciliante Hal (Tate Ellington). Da una parte vengono dunque messe in discussione le memorie di nefandezze forse solo immaginate, compreso un presunto suicidio di massa che avrebbe portato Justin ad abbandonare il gruppo, che costituiva l’unica famiglia sino ad allora conosciuta, destinando così lui e il fratello minore all’emarginazione.

Dall’altra, però, c’è qualcosa di davvero strano in quei boschi, come nell’eccessiva gioia e affabilità delle persone, un segreto fosse celato ed inquietante si nasconde dietro la superficie.

Il senso di mistero è ben costruito in The Endless, in un crescendo che lascia lo spettatore per buona parte del minutaggio a interrogarsi su quale sia la vera natura del culto a cui i due protagonisti fanno ritorno. Tutto sembra idilliaco, un’utopica collettività che vive in auto-sussistenza e sfugge al grigiore dell’esterno e inumano capitalismo, dove i componenti si aiutano, ciascuno ha un proprio ruolo che lo soddisfa e tutti cantano al suono di chitarra intorno al fuoco.

Eppure il non detto aleggia sui volti amichevoli quale inespressa minaccia, alcune frasi troncate a metà che rimandano a non si sa bene quale verità; poi ci sono alcuni strani individui, un tizio iroso che brancola per il vicinato che incontrano quando arrivano sul posto, una donna che piange disperata per la scomparsa del marito, tutti infausti sentori.

Certo la percezione di sospensione è mantenuta molto alta e chi guarda è più volte portato a diffidare delle apparenze, per quanto rassicuranti siano. La sensazione è peraltro rinforzata dalla ripetizione in più punti del film di House Of The Rising Sun degli Animals, che rimanda alla tematica cultuale e a più indefiniti sviluppi.

Da una parte è edificata allora la suspense da thriller psicologico incentrato su una setta, ma non è l’unico elemento della narrazione di The Endless, forse nemmeno quello portante. Gli aspetti più interessanti sono legati alla presenza di entità paranormali nella zona, che prima si presentato attraverso i soliti segni, gli scricchiolii, i rumori, le masse fisiche che impediscono il passaggio d’un proiettile a cui non corrisponde nulla di visibile. Siamo indotti a pensare che si tratti di un qualche mostro che prima o poi rivelerà le sue terribili sembianze, e certo di sovrannaturale si può tranquillamente parlare, ma per fortuna supera il cliché per arrivare a lidi inaspettati, che stupiscono decisamente.

The Endless 2L’idea, il fulcro alla base della storia è inventivo, inedito, sebbene ci sia qualcosa che vagamente ricordi della serie Lost, ma è l’ingegnosa resa visiva dell’arcano che, con gli originali meccanismi narrativi, costituisce il maggiore merito dei due registi. Molteplici sono i mirabilia che rimandano a una qualche possente entità o energia, dalla fune tirata da una forza nelle tenebre che si leva piano verso l’alto per diversi metri alle due lune (le scena sono contenute nel trailer), a molto altro.

La realizzazione delle immagini più d’impatto non ricade peraltro nell’abuso di effetti speciali, che spesso finiscono solo per dare la sensazione di posticcio, ma è risolta con intelligenti trovate visive, che concretizzano suggestioni plausibili; fatto ancor più meritevole visto la limitatezza dei fondi, come dichiarato dai filmmaker stessi in sala durante l’anteprima al Festival di Sitges.

Dopo Spring del 2014, con The Endless una volta ancora Justin Benson e Aaron Moorhead dimostrano che nel cinema indie più che nel mainstream si trovano le idee e i progetti più interessanti e come i fondi hollywoodiani non possono comprare l’originalità, anzi spesso l’affossano.

Di seguito il trailer :

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