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Un finto omicidio finisce in tragedia: se hai amato Obsession, devi recuperare il primo film del suo regista (puoi vederlo gratis)

18/06/2026 news di Andrea Palazzolo

Obsession è il fenomeno del momento, uno di quei film horror come pochi, ma come ha iniziato il regista Curry Barker? Ecco come vedere il suo primo film.

Inde Navarrette in Obsession (2025) film finale

La nuova generazione di cineasti horror non nasce nelle aule delle scuole di cinema, ma su YouTube. Curry Barker, classe 1999, è la dimostrazione vivente di questa rivoluzione silenziosa che sta ridisegnando i confini dell’industria cinematografica. Prima di firmare la regia di uno dei film più apprezzati dell’anno, Obsession, con la potente Blumhouse Productions, la casa di produzione dietro M3gan e una lunga serie di successi horror, Barker ha caricato il suo primo film direttamente sul suo canale YouTube, rendendolo disponibile gratuitamente per chiunque volesse vederlo.

Il titolo è Milk and Serial, un found footage estremo che è costato l’irrisoria cifra di 800 dollari ma che ha accumulato quasi 3 milioni di visualizzazioni, dimostrando che talento e idee possono valere più di qualsiasi budget faraonico. Un’ora e dieci minuti di puro terrore psicologico che i distributori tradizionali avevano snobbato, convinti che non ci fosse mercato per un prodotto così crudo e disturbante. Si sbagliavano di grosso.

La storia segue Seven, interpretato da Cooper Tomlinson, e Milk, ruolo ricoperto dallo stesso Curry Barker, due content creator di successo specializzati in prank video estremi. Il loro canale social vive di scherzi sempre più pericolosi e al limite del lecito, perché l’algoritmo premia chi osa di più e il pubblico chiede contenuti sempre più shock. Per il compleanno di uno dei due, decidono di superare ogni limite: organizzeranno un finto omicidio con pistole a salve, una messinscena talmente realistica da garantire la viralità assoluta e milioni di visualizzazioni.

Michael Johnston e Inde Navarrette in Obsession (2025)

Ma qualcosa va storto. Qualcuno muore davvero. Qualcun altro scompare. E la paranoia si diffonde tra gli amici che non riescono più a distinguere tra realtà e finzione, tra scherzo e crimine vero. È qui che Milk and Serial mostra la sua natura profondamente disturbante: non è un horror di mostri o fantasmi, ma un ritratto spietato di una generazione che non riesce più a vivere senza una telecamera puntata addosso.

Barker non si limita a dirigere: scrive, recita, monta e compone anche le musiche del film. È un controllo totale sulla visione artistica che rivela un talento multiforme e una determinazione fuori dal comune. La sua opera decostruisce il found footage tradizionale, quel genere reso celebre da film come The Blair Witch Project, dove il pretesto narrativo era sempre il ritrovamento casuale di filmati horror. In Milk and Serial l’artificiosità è manifesta, dichiarata. Non fingiamo di aver trovato queste immagini: sono state create apposta, per essere viste, per generare visualizzazioni e like.

È questo il vero orrore del film: la creazione di contenuti diventa un processo disturbante di per sé, alimentato da voyeurismo, megalomania e un’attrazione morbosa verso la sofferenza altrui. Il film affronta temi tremendamente attuali: la viralità a tutti i costi, l’escalation di contenuti sempre più estremi, il gaslighting, il cyberbullismo che alimenta TikTok e Instagram. Ma soprattutto esplora quella tensione schizofrenica tra essere ed esibire che caratterizza la vita sui social. Per la generazione di Milk e Seven non basta esistere: bisogna esistere davanti a una telecamera, essere guardati, commentati, validati da uno schermo.

Barker rappresenta una nuova categoria di autori: quelli cresciuti su YouTube, che hanno imparato a dominare l’algoritmo piuttosto che lasciarsi dominare, usando le logiche della viralità per raccontare proprio la perversione di quelle stesse logiche. Un cortocircuito narrativo che funziona perfettamente e che segna l’arrivo di un nuovo autore destinato a lasciare una traccia profonda nel panorama horror mondiale. Per chi ha amato Obsession, questa è un’occasione imperdibile.

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