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Cronaca di un pomeriggio a Lucca col maestro Mamoru Oshii

di Redazione Il Cineocchio

La nostra intervista in esclusiva con il Sensei, a Lucca per presentare il suo nuovo film Garm Wars - L'ultimo druido

In questi giorni siamo al Lucca Comics & Games 2015, in compagnia di molti amanti di comics, anime, manga, action figures, videogiochi e cosplayers, e proprio nel giorno di apertura abbiamo avuto l’occasione – e l’onore – di intervistare Mamoru Oshii, maestro indiscusso dell’animazione giapponese.

Autore di alcune pietre miliari, si devono a Oshii – tra gli altri – The Sky Crawlers – I cavalieri del cielo (2008) e i primi due film di Ghost in the Shell, oltre a lavori su serie anime storiche come Patlabor e Lamù, il Sensei ha presentato il suo ultimo film Garm Wars – L’ultimo druido.

Prima di parlare con lui in ‘tête-à-tête’, abbiamo potuto anche assistere alla conferenza stampa e a una bellissima ‘tradizione nascente’: ogni grande artista che passerà d’ora in avanti al festival di Lucca dovrà lasciare su una lastra l’impronta delle proprie mani e la firma, che andrà d’ora in poi ad impreziosire una autoctona Walk of Fame del fumetto e dell’animazione lungo il percorso delle mura.

La trama racconta di un lontano futuro, sul pianeta Annw, perennemente in guerra, in cui diverse fazioni si combattono tra di loro, senza che nessuna prevalga. Qui un clone, Khara (Melanie St-Pierre), riesce a salvarsi dalla distruzione della propria nave, avvenuta durante un scontro, e si ritrova in fuga con un gruppo di improbabili compagni di viaggio. Cercherà dunque di scoprire qualcosa sulla propria origine facendo una terribile scoperta e trovandosi ad affrontare la più grande battaglia della sua vita.

La pellicola, che verrà distribuita nelle nostre sale a gennaio 2016 da Notorious Pictures, è in realtà frutto di un progetto di lunghissima data: pensato nel lontano 1995, era previsto come un ibrido tra animazione, live action e computer grafica. Il lavoro era però stato abbandonato, secondo la dichiarazione di Oshii stesso durante la conferenza stampadacché “nel momento in cui è stato pensato non c’erano le condizioni per realizzarlo”.  A distanza di vent’anni, sempre secondo le sue parole, sono invece state sì perfezionate “le tecnologie, ma l’economia giapponese non era più quella di una volta, per cui andare in Canada è stata una scelta obbligata” e si è così optato per una co-produzione tra la nipponica Production IG e Bandai Namco Games e la canadese Lyla Films.

Nell’inverno del 2013 sono quindi iniziate le riprese a Montréal in Québec.

Nel corso di un’intervista faccia a faccia – che riportiamo di seguito – il nostro caporedattore Alessandro Gamma ha approfondito con Mamoru Oshii diversi aspetti legati alla produzione della pellicola e non solo.

Un cast di lingua inglese

Alla domanda su come fossero stati scelti gli attori, più nello specifico se ci fosse un determinato disegno nell’aver optato per due veterani del genere sci-fi come Lance Henriksen (Aliens ‑ Scontro finale) e Kevin Durand (The Strain), Oshii ha replicato che ad occuparsene sia stato esclusivamente il direttore del casting, ma che la scelta dei due principali interpreti maschili lo ha molto soddisfatto.

Si è poi soffermato sulla delicatissima ricerca della protagonista femminile, che per contratto avrebbe dovuto essere canadese. In questo caso, da una rosa di otto nomi è stata fatta una selezione attraverso provini in video, fino ad arrivare all’esordiente Melanie St-Pierre. Di lei il regista ha raccontato, sorridendo: “E’ arrivata per l’audizione, aveva una parrucca a caschetto con la frangetta e un vestito perfetto per l’occasione. Per questo motivo l’abbiamo scelta.” Secondo le sue dichiarazioni inoltre, l’attrice si è sottoposta a un durissimo allenamento per poter meglio ‘entrare nelle vesti’ del suo personaggio: “Aveva degli esercizi da fare tutti i giorni per arrivare all’inizio delle riprese con un fisico adeguato all’uniforme che avrebbe dovuto indossare”.

Una pellicola tagliata in partenza

Al quesito se, essendo diversi passaggi del film piuttosto nebulosi, alcune scene siano state eliminate dalla versione finale, il Sensei ha risposto: “Per come avevamo pensato il copione all’inizio sarebbe dovuto uscire un film di circa due ore e mezza e quindi sono stati necessari diversi tagli.”

Interrogato poi riguardo la natura dei tagli, la maggior parte delle scene sono “state tagliate prima delle riprese”, quindi mai girate. Per Oshii è stato “un vero peccato, ma per un film di questo genere per quanti soldi possano esserci, non bastano mai…”.

Le musiche di Kenji Kawai

Per quello che riguarda la collaborazione con Kenji Kawai anche per le musiche di Garm Wars, il Maestro ha affermato che “sono state più le volte che ho lavorato con lui di quelle che non l’ho fatto. E’ stata una cosa naturale che mi sia rivolto a Kenji”, sottolineando che lo score questa volta “è meraviglioso come non succedeva da un po’ “.

I progetti futuri

Interrogato in ultimo sui suoi progetti futuri, il regista ha raccontato che l’ultimo anno è stato un periodo particolarmente frenetico, nel quale ha seguito la realizzazione di 3 differenti film, tutti in live-action: a Game Wars, si aggiungono infatti Tokyo Mukokuseki Shojo The Next Generation – Patlabor (nuovo capitolo della saga), non ancora distribuiti all’estero, ma solo in madrepatria. “A causa” ha detto “o per merito di questi tre film sono stato molto impegnato e quindi sono abbastanza stanco. Penso di ritornare a fare qualcosa dall’anno prossimo”. Strizzando un po’ l’occhio al nostro caporedattore ha però confidato: “Ho già delle idee, ma, visto che c’è seduto lì il produttore, non posso dire niente di più…”.

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