Altro che I Mercenari e Sylvester Stallone, questo film action con Scott Adkins è una bomba
25/09/2026 news di Andrea Palazzolo
Il film con Scott Adkins che conclude una trilogia action e che è in gradi di rivaleggiare perfino con I Mercenari.

One Last Shot, terzo e presumibilmente conclusivo episodio della saga che vede protagonista Scott Adkins nei panni del Navy SEAL Jake Harris. Un franchise che ha saputo ritagliarsi uno spazio nell’affollato panorama dei thriller d’azione, pur rimanendo confinato al mercato home video e streaming, lontano dai riflettori delle sale cinematografiche.
Scott Adkins non è certo un volto nuovo per chi frequenta il mondo dell’action di qualità. Attore e artista marziale britannico, si è fatto le ossa nella franchise Undisputed, combattendo fianco a fianco con Michael Jai White in alcuni degli scontri coreografati più spettacolari degli ultimi due decenni. La sua carriera ha toccato anche produzioni più mainstream: da The Expendables 2 fino a un ruolo in John Wick: Chapter 4, dove ha dimostrato che il suo talento merita palcoscenici più ampi. Eppure, la maggior parte del suo lavoro continua a vivere nell’ecosistema dei rilasci diretti, come l’agente FBI Del Byrne in The Rip per Netflix, o il recente film di arti marziali Prisoner of War.
La serie One Shot è iniziata nel 2021 con un concept relativamente semplice: Jake Harris deve trasferire un prigioniero da un sito nero della CIA situato su un’isola remota. Naturalmente, le cose vanno storte quando la struttura viene attaccata, trasformando quella che doveva essere una routine in una lotta disperata per la sopravvivenza. L’elemento distintivo del primo film era proprio nel titolo: girato con la tecnica del piano sequenza continuo, o quantomeno dando l’illusione di un’unica ripresa ininterrotta, creando un’immersione totale nell’azione.
Il seguito, One More Shot del 2024, ha spostato l’ambientazione a Washington D.C., affidando a Harris un’altra missione ad alto rischio, mantenendo la formula vincente di tensione costante e combattimenti corpo a corpo che hanno reso Adkins una figura di culto tra gli aficionados dell’action puro. La struttura seriale ha permesso di esplorare diverse sfaccettature del personaggio, sviluppando una mitologia interna che premia chi ha seguito la trilogia sin dall’inizio.
One Last Shot alza ulteriormente la posta in gioco. Questa volta Harris viene inviato in una missione completamente off-the-record, un’operazione che, secondo il governo degli Stati Uniti, non esiste ufficialmente. L’obiettivo è localizzare e neutralizzare un gruppo di mercenari guidati da un ex commilitone di Harris, ora passato dall’altra parte. Il piano di questo ex amico è tanto ambizioso quanto devastante: disattivare i sistemi di difesa missilistica americani su tutto il territorio nazionale, lasciando il paese completamente vulnerabile.
È qui che entra in scena la dimensione emotiva che distingue questo capitolo dai precedenti. Non si tratta più solo di sopravvivere o completare una missione, ma di confrontarsi con qualcuno che un tempo era un fratello d’armi. Quel tradimento personale, quel voltafaccia di chi conosceva codici e valori condivisi, aggiunge uno strato di complessità che va oltre le esplosioni e gli scontri a fuoco. Harris deve fare i conti non solo con una minaccia alla sicurezza nazionale, ma con il fantasma di un’amicizia perduta e della fiducia infranta.
Confrontare One Shot con franchise più noti come The Expendables e la saga Has Fallen non è un esercizio gratuito. Tutte e tre le serie condividono DNA simile: missioni coperte, minacce alla sicurezza nazionale, protagonisti d’azione con background militare, e un’estetica che celebra l’eroismo individuale contro forze superiori. The Expendables ha puntato sul cast corale di veterani action, Has Fallen su Gerard Butler come guardia del corpo presidenziale indistruttibile, mentre One Shot ha scelto la strada del film più intimo, meno corale, più concentrato su un singolo operativo e le sue capacità.
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