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Voto: 6/10 Titolo originale: Coyote vs. Acme , uscita: 17-08-2026. Budget: $72,000,000. Regista: Dave Green.

Coyote vs. Acme, recensione: Warner voleva farlo sparire, ma per una volta il piano è fallito

01/09/2026 recensione film di William Maga

Dave Green mescola live action e animazione in una commedia affettuosa e irriverente che ritrova spesso lo spirito dei Looney Tunes, pur senza raggiungerne l’anarchia

Will Forte in Coyote vs. Acme (2026) film

Il paradosso di Coyote vs. Acme è quasi troppo perfetto per essere vero. Un film in cui Wile E. Coyote porta in tribunale una gigantesca corporation accusandola di avergli venduto per anni prodotti difettosi è stato completato da Warner Bros., accantonato per ragioni finanziarie e infine salvato da un’altra società. La realtà, per una volta, sembra essersi messa a scrivere una gag dei Looney Tunes.

Dopo anni trascorsi in quello che sembrava destinato a diventare uno dei casi più discussi di film cancellati a produzione ultimata, Coyote vs. Acme arriva finalmente al pubblico grazie a Ketchup Entertainment. E il risultato rende ancora più difficile capire perché qualcuno avesse pensato che non valesse la pena distribuirlo.

La premessa nasce da un articolo satirico pubblicato da Ian Frazier sul New Yorker nel 1990 ed è tanto semplice quanto efficace. Dopo decenni di dinamite esplosa tra le zampe, razzi fuori controllo e marchingegni puntualmente incapaci di catturare Road Runner, Wile E. Coyote decide di fare causa alla ACME Corporation.

Ad assisterlo è Kevin Avery (Will Forte), avvocato di Albuquerque specializzato in piccole richieste di risarcimento e ormai rassegnato a una carriera senza grandi ambizioni. Dall’altra parte trova Buddy Crane (John Cena), arrogante legale della multinazionale e suo vecchio rivale.

La sceneggiatura di Samy Burch trasforma così il classico inseguimento tra Coyote e Road Runner in una commedia giudiziaria, aggiungendo progressivamente una cospirazione aziendale e una quantità impressionante di personaggi dell’universo Looney Tunes.

Il merito principale di Dave Green sta nell’aver trovato un equilibrio visivo credibile tra attori reali e personaggi animati. Wile E. Coyote conserva la propria natura muta, comunica attraverso espressioni e cartelli e continua naturalmente a precipitare da dirupi o diventare vittima dei propri piani.

L’integrazione con il live action è fluida e i numerosi cameo non sembrano semplici decorazioni. Bugs Bunny, Daffy Duck, Titti, Taz, Foghorn Leghorn ed Elmer Fudd vengono inseriti nella storia sfruttando spesso la loro personalità classica, mentre John Cena trova alcuni dei momenti più divertenti prendendo tremendamente sul serio situazioni completamente assurde.

john cena film COYOTE vs ACME 2026Funziona anche Will Forte, soprattutto quando lascia che siano i personaggi animati a occupare la scena. Kevin e Wile condividono inoltre una caratteristica che permette al film di andare oltre il semplice esercizio nostalgico: entrambi sono persone – o cartoni – che hanno smesso di credere che tentare possa davvero servire a qualcosa.

È proprio nel confronto con i cortometraggi originali che emergono però i limiti di Coyote vs. Acme. Le gag funzionano, il ritmo è vivace e l’affetto per quel mondo è evidente, ma manca spesso quella sensazione di anarchia assoluta che rendeva irresistibili i cartoon diretti da Chuck Jones.

Il vecchio Wile E. poteva essere schiacciato da un’incudine, esplodere o precipitare per centinaia di metri senza che la storia avesse bisogno di giustificare nulla. Qui, invece, ogni gag deve anche servire una trama fatta di prove, indagini e segreti aziendali. Quando quest’ultima prende il sopravvento, soprattutto nella parte finale, il film perde parte della leggerezza della prima ora.

Anche la satira sulle corporation resta piuttosto innocua. Il bersaglio è evidente – aziende interessate al profitto più che alla qualità di ciò che vendono – e la storia produttiva del film rende tutto involontariamente più pungente, ma il copione non spinge mai davvero questa idea fino alle sue conseguenze più feroci.

Coyote vs. Acme non è quindi il nuovo Chi ha incastrato Roger Rabbit?, né riesce a riprodurre completamente l’energia distruttiva dei migliori Looney Tunes. Ma possiede abbastanza invenzioni visive, humour e genuino affetto per i personaggi da funzionare molto meglio di tanti ibridi tra animazione e live action costruiti esclusivamente attorno alla nostalgia.

Soprattutto, non dimentica mai chi dovrebbe essere il protagonista. Wile E. Coyote resta un perdente incapace di arrendersi, ed è proprio questa ostinazione a rendere ironicamente perfetta la travagliata esistenza del film stesso.

Dopo essere stato completato, accantonato e praticamente condannato a sparire, Coyote vs. Acme ha finito per fare esattamente ciò che Wile E. Coyote tenta da quasi ottant’anni: rialzarsi dopo l’ennesima caduta e riprovarci ancora una volta. E stavolta, almeno in parte, il piano ha funzionato.

Nei cinema il 2 settembre.

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