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	<title>Cinema - Il Cineocchio</title>
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		<title>Il thriller su Netflix in cui Ben Affleck va a caccia del genio criminale con la sindrome di Asperger</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/il-thriller-su-netflix-in-cui-ben-affleck-va-a-caccia-del-genio-criminale-con-la-sindrome-di-asperger/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il film con Ben Affleck del 2016 su un geniale contabile con sindrome di Asperger che lavora per la malavita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/il-thriller-su-netflix-in-cui-ben-affleck-va-a-caccia-del-genio-criminale-con-la-sindrome-di-asperger/">Il thriller su Netflix in cui Ben Affleck va a caccia del genio criminale con la sindrome di Asperger</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Christian Wolff è un uomo che vive in due mondi paralleli. Dietro la facciata di un modesto studio contabile di provincia si nasconde uno dei professionisti più ricercati dalla criminalità organizzata internazionale.<strong> Un matematico geniale affetto dalla sindrome di Asperger</strong>, più a suo agio con i numeri che con le persone, <strong>capace di far quadrare bilanci impossibili e far sparire milioni di dollari</strong> con la precisione di un orologiaio svizzero.</p>
<p><strong>The Accountant, diretto da Gavin O&#8217;Connor e interpretato da Ben Affleck</strong>, è un <strong>thriller d&#8217;azione del 2016</strong> che sfida le convenzioni del genere. Non è il solito action movie muscolare e senza cervello, ma un film che intreccia dramma psicologico, tensione investigativa e sequenze d&#8217;azione calibrate con intelligenza. La durata di 128 minuti permette alla narrazione di respirare, di costruire strati su strati fino a rivelare un protagonista complesso, sfaccettato, umano.</p>
<p><strong>La storia si sviluppa su binari paralleli che progressivamente convergono</strong>. Da una parte c&#8217;è Christian, che opera sotto la supervisione di una figura misteriosa nota solo come &#8220;La Voce&#8221;, broker invisibile tra lui e i cartelli della droga, le organizzazioni mafiose, i trafficanti internazionali. Il suo compito è semplice sulla carta: riconciliare conti, individuare perdite, ottimizzare flussi finanziari illeciti. Una competenza tecnica che lo rende indispensabile ai peggiori criminali del pianeta.</p>
<p><iframe title="The Accountant - Trailer Ufficiale Italiano | HD" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/7u_s3ne_-S0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dall&#8217;altra parte troviamo Raymond King, interpretato da un magistrale J.K. Simmons fresco di Oscar per Whiplash. King è il capo della Divisione anti-crimine finanziario del Dipartimento del Tesoro, e Christian Wolff rappresenta la sua ossessione personale, la sua &#8220;Moby Dick&#8221; come viene definito nel film. <strong>Per stanarlo, King si affida a Marybeth Medina, un&#8217;analista con un passato turbolento che diventa fondamentale nell&#8217;indagine.</strong></p>
<p><strong>Quello che doveva essere un lavoro di routine si trasforma rapidamente in un vortice di violenza.</strong> Avvicinarsi alla verità significa scoperchiare segreti che qualcuno è disposto a proteggere a qualunque costo. I cadaveri iniziano ad accumularsi, le minacce si moltiplicano, e Christian si trova costretto a utilizzare competenze che vanno ben oltre la ragioneria forense.</p>
<p><iframe title="The Accountant - Clip dal film &quot; Cambiare le mie abitudini&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/PF_txF5e1t4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Perché il contabile Wolff nasconde un&#8217;altra identità: è un combattente letale, addestrato sin dall&#8217;infanzia dal padre</strong> alle arti marziali e all&#8217;uso delle armi. La sua formazione è stata brutale, quasi disumana, ma funzionale a trasformare quello che molti considererebbero un limite – la sindrome di Asperger con le sue difficoltà sociali e le sue rigidità comportamentali – in un&#8217;arma. La capacità di concentrazione assoluta, l&#8217;attenzione maniacale ai dettagli, la resistenza al dolore fisico ed emotivo: tutto diventa parte del suo arsenale.</p>
<p><strong>The Accountant è un thriller intelligente che merita attenzione. Un film che dimostra come si possa costruire un action movie adulto</strong>, dove l&#8217;azione nasce dalla caratterizzazione dei personaggi e non viceversa, dove il cervello conta quanto i pugni, dove la diversità neurologica diventa forza senza scadere nella caricatura. Un contabile che fa i conti con la malavita, con il proprio passato e con la possibilità di una redenzione impossibile.</p>
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		<title>Narnia: Il Nipote del Mago, il trailer svela la rivoluzione di Greta Gerwig: rock, magia e un mondo tutto da creare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Carey Mulligan]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Craig]]></category>
		<category><![CDATA[Meryl Streep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La regista di Barbie reinventa l'universo di C.S. Lewis con un'estetica psichedelica e suggestioni rock: Meryl Streep presta la voce ad Aslan, Emma Mackey interpreta Jadis</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/narnia-il-nipote-del-mago-il-trailer-svela-la-rivoluzione-di-greta-gerwig-rock-magia-e-un-mondo-tutto-da-creare/">Narnia: Il Nipote del Mago, il trailer svela la rivoluzione di Greta Gerwig: rock, magia e un mondo tutto da creare</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le porte di Narnia stanno per riaprirsi, ma questa volta non ci sarà alcun armadio da attraversare. È arrivato il <strong>primo trailer ufficiale italiano di <em>Narnia: Il Nipote del Mago</em></strong>, il nuovo kolossal fantasy scritto e diretto da <strong>Greta Gerwig</strong>, che dopo il successo di <em>Barbie</em> affronta uno degli universi letterari più amati del Novecento.</p>
<p>Il film, prodotto da Netflix e destinato a una distribuzione cinematografica internazionale, adatta per la prima volta l&#8217;omonimo romanzo di <strong>C.S. Lewis</strong>, pubblicato nel 1955. Anziché riproporre le avventure già raccontate nei precedenti adattamenti, Gerwig sceglie di tornare alle origini del mondo fantastico, raccontando gli eventi che precedono <em>Il leone, la strega e l&#8217;armadio</em>.</p>
<p>Le prime immagini rivelano però una scelta estetica sorprendente: <strong>colori psichedelici, suggestioni rock e un immaginario visivo lontano dal fantasy tradizionale</strong>, accompagnati dalle note di <em>Stairway to Heaven</em> dei Led Zeppelin.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Narnia: Il Nipote del Mago, il trailer mostra la nascita del mondo fantastico</span></h2>
<p>Protagonisti della storia sono <strong>Digory Kirke</strong> e <strong>Polly Plummer</strong>, interpretati dai giovani David McKenna e Beatrice Campbell. I due bambini scoprono l&#8217;esistenza di anelli magici capaci di trasportarli tra universi differenti, dando inizio a un&#8217;avventura che li condurrà ad assistere alla creazione di Narnia.</p>
<p>Il trailer si apre in una Londra dai toni relativamente sobri, prima che l&#8217;esperimento magico dello zio Andrew, interpretato da <strong>Daniel Craig</strong>, spalanchi le porte a paesaggi fantastici, dimensioni cosmiche e creature straordinarie.</p>
<p>Tra queste compare naturalmente <strong>Aslan, il grande leone al quale presta la voce Meryl Streep</strong>. Nel romanzo di Lewis è proprio il suo canto a dare origine a Narnia, un&#8217;immagine che Gerwig sembra voler tradurre in uno spettacolo visivo di proporzioni cosmiche.</p>
<p>La regista ha spiegato a Netflix quanto questa particolare idea l&#8217;abbia affascinata fin dall&#8217;infanzia: il concetto di un universo che nasce attraverso la musica è rimasto con lei molto prima che immaginasse di diventare una cineasta. <cite></cite></p>
<p>Il film introdurrà inoltre <strong>Jadis, interpretata da Emma Mackey</strong>, destinata a diventare la Strega Bianca. La sua presenza permette di esplorare le origini di uno dei personaggi più importanti dell&#8217;intera saga, mostrando come il male sia entrato nel mondo di Narnia.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Greta Gerwig reinventa Narnia tra rock, psichedelia e anni Cinquanta</span></h2>
<p>Uno degli aspetti più discussi del trailer riguarda l&#8217;impostazione estetica scelta dalla regista. Le immagini alternano scenari fantastici fortemente digitalizzati, colori saturi e composizioni visionarie che si allontanano dall&#8217;iconografia medievaleggiante associata ai precedenti film della saga.</p>
<p>Come osservato da <em>World of Reel</em> e <em>GeekTyrant</em>, l&#8217;insieme richiama in alcuni momenti l&#8217;estetica delle illustrazioni fantasy psichedeliche e della cultura rock, con suggestioni che sembrano avvicinare l&#8217;universo di Lewis a un immaginario più contemporaneo.</p>
<p>A rendere ancora più evidente questa direzione è la presenza di <strong><em>Stairway to Heaven</em> dei Led Zeppelin</strong>, utilizzata nel trailer per accompagnare il passaggio dal mondo ordinario alla dimensione fantastica. Secondo <em>The Guardian</em>, Gerwig ha ottenuto personalmente i diritti per utilizzare il brano, coerentemente con il ruolo centrale che la musica assume nella sua interpretazione della creazione di Narnia. <cite></cite></p>
<p>La regista ha inoltre spostato l&#8217;ambientazione terrestre agli <strong>anni Cinquanta</strong>, anziché mantenere il contesto storico del romanzo, collocato all&#8217;inizio del Novecento. Una modifica significativa, che consente di introdurre riferimenti alla cultura britannica del dopoguerra e alla nascente sensibilità rock.</p>
<p>Non si tratta dunque soltanto di una nuova veste visiva, ma di una rilettura che potrebbe modificare il rapporto tra il mondo reale e quello fantastico, pur conservando i personaggi e gli eventi fondamentali del libro.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Un cast stellare e un budget da 280 milioni di dollari</span></h2>
<p>Accanto ai due giovani protagonisti, <em>Narnia: Il Nipote del Mago</em> riunisce un cast che comprende <strong>Daniel Craig, Emma Mackey, Meryl Streep, Carey Mulligan, Ciarán Hinds, Denise Gough, Susan Wokoma e Kobna Holdbrook-Smith</strong>.</p>
<p>La colonna sonora originale è affidata a <strong>Mark Ronson e Andrew Wyatt</strong>, già collaboratori di Gerwig per <em>Barbie</em>, mentre la fotografia è firmata da Seamus McGarvey. <cite></cite></p>
<p>Le dimensioni produttive sono altrettanto considerevoli. Secondo quanto riferito da <em>World of Reel</em>, citando dichiarazioni dello stesso McGarvey, il film avrebbe un <strong>budget di circa 280 milioni di dollari</strong>, cifra che lo collocherebbe tra le produzioni più costose mai realizzate da Netflix.</p>
<p>Un investimento che trova riscontro nell&#8217;ambizione delle immagini mostrate dal trailer, dove la nascita di Narnia viene rappresentata attraverso ambientazioni monumentali, creature digitali e spettacolari sequenze cosmiche.</p>
<p>Gerwig sembra quindi intenzionata a costruire un fantasy capace di distinguersi tanto dai precedenti adattamenti cinematografici quanto dalle produzioni contemporanee del genere, puntando su una combinazione di spettacolarità, musica e immaginario fiabesco.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Quando esce Narnia: Il Nipote del Mago in Italia e su Netflix?</span></h2>
<p><strong><em>Narnia: Il Nipote del Mago</em> arriverà nei cinema italiani l&#8217;11 febbraio 2027</strong>, come confermato dal trailer pubblicato da Sony Pictures Italia e dal sito ufficiale di Eagle Pictures. <cite></cite></p>
<p>Negli Stati Uniti e in altri mercati internazionali, l&#8217;uscita è fissata al 12 febbraio, con alcune anteprime IMAX a partire dal 10 febbraio. Il film debutterà successivamente <strong>su Netflix il 2 aprile 2027</strong>. <cite></cite></p>
<p>La distribuzione rappresenta una scelta significativa per la piattaforma, che ha deciso di riservare al kolossal di Gerwig una vera finestra cinematografica internazionale, anziché limitarne la presenza nelle sale a pochi giorni.</p>
<p>Resta da vedere come il pubblico accoglierà questa reinterpretazione, che già dalle prime immagini appare molto distante dal tono dei film diretti da Andrew Adamson negli anni Duemila.</p>
<p>Di seguito, il <strong>trailer ufficiale italiano di <em>Narnia: Il Nipote del Mago</em></strong>.</p>
<p><iframe title="Narnia: Il Nipote del Mago | Trailer Ufficiale | Dall’11 febbraio al cinema" src="https://www.youtube.com/embed/91V7SDP_o-w" width="1035" height="582" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Una famiglia rinchiusa in un bunker per un anno: il thriller su Netflix dai creatori di Stranger Things</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il thriller psicologico dei fratelli Duffer prima di Stranger Things. Una famiglia in un bunker, 301 giorni di tensione e un twist finale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/una-famiglia-rinchiusa-in-un-bunker-per-un-anno-il-thriller-su-netflix-dai-creatori-di-stranger-things/">Una famiglia rinchiusa in un bunker per un anno: il thriller su Netflix dai creatori di Stranger Things</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima di conquistare il mondo con il fenomeno Stranger Things, i fratelli Matt e Ross Duffer hanno firmato nel 2015 un thriller psicologico</strong> che già conteneva tutti i semi del loro talento: <strong>Hidden &#8211; Senza via di scampo.</strong> Un film che mescola tensione claustrofobica, dinamiche familiari sotto pressione e un plot twist capace di ribaltare completamente la percezione dello spettatore. Se amate le atmosfere sospese, i misteri che si svelano strato dopo strato e le storie in cui nulla è come appare, questo titolo merita la vostra attenzione.</p>
<p><strong>Ray, Clare e la loro figlioletta Zoe sono rinchiusi in un bunker antiatomico da 301 giorni.</strong> Trecentouno giorni di buio, di paura, di vita ridotta all&#8217;essenziale. Fuori, sulla superficie, si aggira qualcosa di mostruoso, <strong>conseguenza di una devastante epidemia che ha spazzato via il mondo</strong> come lo conoscevano. O almeno, questo è ciò che crediamo all&#8217;inizio.</p>
<p>Alexander Skarsgård e Andrea Riseborough interpretano i due genitori con una credibilità che regge l&#8217;intero impianto narrativo. Skarsgård, lontano anni luce dal suo Eric Northman di True Blood, costruisce un padre protettivo ma segnato, capace di alternare tenerezza e determinazione spietata. Riseborough porta sullo schermo <strong>una madre dilaniata tra l&#8217;istinto di proteggere la figlia e la necessità di mantenere la lucidità in una situazione al limite della sopportazione umana</strong>. Emily Alyn Lind, nel ruolo della piccola Zoe, completa il triangolo emotivo con una performance che sa essere sia innocente che inquietante, a seconda di come la cinepresa sceglie di inquadrarla.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Hidden Movie Trailer  | We Could Be The Only Left Alive | Warner Bros. UK" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/B5WOS613DGg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Il bunker diventa un personaggio a sé stante. Angusto, buio, umido, con le sue scorte che lentamente si esauriscono e i suoi spazi che si fanno sempre più opprimenti.</strong> I fratelli Duffer dimostrano già qui la capacità di costruire atmosfere sospese, di dosare le informazioni con parsimonia, di giocare con le aspettative del pubblico. Le riprese si sono svolte in Canada, nella zona di Vancouver e nella Columbia Britannica, ma la location vera è quella psicologica: un luogo mentale dove la paura del mondo esterno si mescola alla tensione interna di una famiglia costretta a convivere con se stessa, senza vie di fuga.</p>
<p>Quello che emerge con forza è <strong>la capacità del film di parlare, quasi profeticamente, di temi che sarebbero diventati centrali pochi anni dopo</strong>. La paranoia verso le pandemie, la paura del contagio, l&#8217;isolamento forzato, la necessità di proteggersi da minacce invisibili: Hidden racconta tutto questo nel 2015, molto prima che il mondo si fermasse davvero. Non è un caso se, rivedendolo dopo l&#8217;esperienza del Covid-19, molte scene assumono una risonanza diversa, più profonda, quasi disturbante nella loro capacità di anticipare dinamiche collettive che credevamo lontane.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="HIDDEN - SENZA VIA DI SCAMPO (2015) | Promo tv" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/P3X_nujmh9w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il film si inserisce in quella tradizione del <strong>thriller psicologico che gioca con la percezione dello spettatore, alla maniera di The Others o di certi episodi di The Twilight Zone</strong>. Non cerca lo splatter facile, non punta sugli jump scare gratuiti. Preferisce lavorare sull&#8217;inquietudine strisciante, sul dubbio che corrode, sulla sensazione che qualcosa non quadri. È un approccio che richiede pazienza, che non premia chi cerca emozioni immediate, ma che sa regalare una soddisfazione più duratura a chi accetta di farsi condurre per mano.</p>
<p>Hidden &#8211; Senza via di scampo non è un capolavoro, e sarebbe disonesto presentarlo come tale. È un film con evidenti limiti, specialmente nel finale, dove alcune scelte narrative appaiono meno rifinite rispetto al resto. Ma è anche un&#8217;opera che merita rispetto per l&#8217;intelligenza della sua costruzione, per la <strong>capacità di creare tensione con mezzi limitati, per il coraggio di tentare un ribaltamento audace</strong>. E soprattutto, per chi conosce e ama Stranger Things, è un tassello fondamentale per comprendere da dove vengano i Duffer, quali siano le loro ossessioni narrative, come abbiano imparato a maneggiare suspense e rivelazioni.</p>
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		<title>Siren Head, il film scritto da Zach Cregger sorprenderà i fan: «Non sarà quello che vi aspettate»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 11:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Duffield]]></category>
		<category><![CDATA[Zach Cregger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Brian Duffield aggiorna sull'adattamento cinematografico della creatura virale di Trevor Henderson: il progetto Warner Bros. prende forma con il coinvolgimento diretto del suo creatore</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/siren-head-il-film-scritto-da-zach-cregger-sorprendera-i-fan-non-sara-quello-che-vi-aspettate/">Siren Head, il film scritto da Zach Cregger sorprenderà i fan: «Non sarà quello che vi aspettate»</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle creature più inquietanti nate dalla cultura horror di Internet sta per arrivare al cinema, ma il suo debutto sul grande schermo potrebbe prendere una direzione decisamente diversa da quella immaginata dai fan. Parliamo di <strong><em>Siren Head</em></strong>, il film prodotto per Warner Bros. che vede coinvolti <strong>Zach Cregger</strong>, regista di <em>Resident Evil </em>e <em>Weapons</em>, e <strong>Brian Duffield</strong>, autore di <em>Nessuno ti salverà</em> (<em>No One Will Save You</em>).</p>
<p>Annunciato lo scorso luglio, il progetto è ancora nelle prime fasi di sviluppo, ma Duffield ha finalmente condiviso qualche aggiornamento durante il <strong>New York Comic Con 2026</strong>. E dalle sue parole emerge un dettaglio particolarmente interessante: l&#8217;idea alla base del film non seguirà necessariamente le aspettative di chi conosce già il mostro.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Siren Head: Brian Duffield anticipa un film diverso dalle aspettative</span></h2>
<p>Intervistato da <em>Polygon</em> durante la convention, Duffield ha spiegato che gli impegni professionali suoi e di Cregger hanno rallentato il lavoro sulla sceneggiatura, senza però interrompere la collaborazione.</p>
<p>«Devo fare una telefonata a Zach Cregger, perché sono stato molto impegnato con la promozione, e poi lui era impegnato nel tour promozionale di <em>Resident Evil</em>. È qualcosa su cui dobbiamo metterci al lavoro», ha raccontato.</p>
<p>Il regista e sceneggiatore ha quindi spiegato come sia nata la collaborazione e quale ruolo stia assumendo <strong>Trevor Henderson, l&#8217;artista canadese che ha creato Siren Head nel 2018</strong>:</p>
<p>«Sono davvero entusiasta. È un progetto che Zach mi ha proposto un paio di mesi fa, e nel frattempo è stato molto divertente conoscere Trevor Henderson, il creatore di Siren Head. È stato interessante fargli domande del tipo: “Siren Head può fare questo?”, “Può fare quest&#8217;altro?”, ricevere le sue risposte e sottoporgli le idee che io e Zach stiamo sviluppando, vedendo quanto lo entusiasmino».</p>
<p>Il coinvolgimento diretto di Henderson rappresenta un elemento significativo: anziché limitarsi a utilizzare l&#8217;aspetto della creatura, gli autori stanno cercando di comprenderne le caratteristiche e i limiti, confrontandosi con chi l&#8217;ha inventata.</p>
<p>Ma è soprattutto un&#8217;altra dichiarazione di Duffield a suggerire che <em>Siren Head</em> potrebbe allontanarsi dalla struttura più prevedibile di un monster movie:</p>
<p>«<strong>Penso che l&#8217;idea concepita da Zach Cregger non sia quella che la gente si aspetta, ma la trovo davvero entusiasmante</strong>. È qualcosa che, finora, sembra entusiasmare molto anche Trevor. Non vedo l&#8217;ora di immergermici, dopo essermi concesso un lunghissimo sonno al termine di <em>Whalefall</em>».</p>
<p>Duffield non ha precisato in che cosa consista questa impostazione inaspettata. Al momento, quindi, non è possibile stabilire se il film punterà su una particolare interpretazione della creatura, su una struttura narrativa insolita o su un approccio differente all&#8217;horror soprannaturale.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-318355" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/siren-head-horror-meme-300x168.jpg" alt="siren head horror meme" width="348" height="195" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/siren-head-horror-meme-300x168.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/siren-head-horror-meme-768x430.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/siren-head-horror-meme.jpg 1024w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" />Chi è Siren Head, il mostro diventato un fenomeno su Internet?</span></h2>
<p>Creato da Trevor Henderson nel 2018, <strong>Siren Head è un&#8217;entità mostruosa alta circa dodici metri</strong>, caratterizzata da un corpo scheletrico, dall&#8217;aspetto quasi cadaverico, e da due enormi sirene al posto della testa.</p>
<p>La sua anatomia impossibile, che combina caratteristiche organiche ed elementi meccanici, è diventata rapidamente riconoscibile nell&#8217;immaginario dell&#8217;horror online. Il personaggio ha alimentato racconti, illustrazioni, videogiochi e video che ne hanno progressivamente ampliato la mitologia.</p>
<p>Secondo i dati riportati da <em>Bloody Disgusting</em>, il fenomeno ha generato <strong>circa tre miliardi di visualizzazioni su TikTok, un miliardo su YouTube e milioni di sessioni di gioco su Roblox</strong>.</p>
<p>Una popolarità che rende comprensibile l&#8217;interesse di Hollywood, ma pone anche una difficoltà creativa: trasformare una figura nata soprattutto per provocare inquietudine attraverso immagini e brevi racconti in un personaggio capace di sostenere un intero lungometraggio.</p>
<p>È proprio in questa prospettiva che potrebbe rivelarsi importante il contributo di Cregger, già interessato nei suoi precedenti lavori a sovvertire le aspettative del pubblico e a costruire storie horror che cambiano direzione nel corso del racconto.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Zach Cregger e Brian Duffield: a che punto è il film?</span></h2>
<p>Il progetto è stato annunciato nel luglio 2026 per <strong>Warner Bros.</strong>, con Cregger e Duffield impegnati nella scrittura della sceneggiatura e quest&#8217;ultimo indicato come probabile regista.</p>
<p>Entrambi sono però coinvolti in altri lavori. Cregger è impegnato con il nuovo <em>Resident Evil</em> e ha in preparazione anche il progetto fantascientifico <em>The Flood</em>, mentre Duffield sta promuovendo <em>Whalefall</em>, il suo nuovo film in uscita nell&#8217;ottobre 2026.</p>
<p>Le dichiarazioni raccolte da <em>Polygon</em> confermano che i due stanno sviluppando idee insieme a Henderson, ma suggeriscono anche che <strong>la sceneggiatura non sia ancora stata completata</strong>. Non sono stati annunciati interpreti, una data di inizio delle riprese o una finestra di distribuzione.</p>
<p>Per il momento, l&#8217;aspetto più promettente di <em>Siren Head</em> resta dunque l&#8217;intenzione dichiarata di evitare un adattamento troppo convenzionale. La sfida sarà conservare il potere perturbante di una creatura ormai familiare a milioni di utenti, riuscendo comunque a mostrarla sotto una luce completamente nuova.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/siren-head-il-film-scritto-da-zach-cregger-sorprendera-i-fan-non-sara-quello-che-vi-aspettate/">Siren Head, il film scritto da Zach Cregger sorprenderà i fan: «Non sarà quello che vi aspettate»</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Cosa farebbe un padre per salvare suo figlio: Ben Affleck nel thriller Netflix che tutti stanno guardando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 08:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ben Affleck dirige e interpreta un thriller crime su un padre che deve salvare il figlio rapito. Con Kerry Washington e Gillian Anderson.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A tre anni di distanza da Air, <strong>Ben Affleck torna a sedersi sulla sedia di regista con Animals, un thriller crime che ha debuttato su Netflix</strong> il 9 ottobre. E come nelle sue migliori prove dietro la macchina da presa Affleck sceglie ancora una volta di metterci la faccia, interpretando il protagonista di una storia che scava nelle contraddizioni del potere, della famiglia e dell&#8217;istinto di sopravvivenza. <strong>Animals è un viaggio all&#8217;inferno che pone una domanda scomoda</strong>, antica quanto l&#8217;umanità stessa: fino a dove sei disposto a spingerti per proteggere chi ami? E soprattutto, cosa rimane di te quando attraversi quel confine?</p>
<p>Mark Kimball è il favorito alle elezioni per la poltrona di sindaco di Los Angeles. <strong>Ha investito tutto nella sua campagna elettorale: soldi, tempo, energie, persino il suo matrimonio</strong> con Abigail, psicoterapeuta interpretata da Kerry Washington. Lei lo ama, forse lo ha amato, ma la corsa al potere ha logorato ogni intimità, facendo emergere crepe profonde che nessuno dei due ha più voglia di nascondere. Sono a pochi giorni dal voto quando, <strong>nella notte di Halloween, il loro figlio Denny viene rapito.</strong> La richiesta è di sette milioni di dollari. Soldi che Mark non ha più, bruciati nella costosa macchina elettorale.</p>
<p><strong>La situazione precipita in una spirale di scelte impossibili. Mark non può rivolgersi alla polizia senza compromettere la campagna</strong> e perdere la fiducia degli elettori. Non può pagare il riscatto perché è al verde. E non può permettersi di perdere suo figlio. Quando il suo braccio destro, interpretato da Steven Yeun, gli suggerisce di contattare Dayle Burton, una risolutrice senza scrupoli con il volto di Gillian Anderson, Mark accetta. Ma quella telefonata spalanca le porte di un labirinto di inganni, tradimenti e violenza dal quale non sarà facile uscire.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Animals | Official Trailer | Netflix" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/mlBfQJ8oxB0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Come spiega uno dei personaggi del film, <strong>siamo solo animali che raccontano delle storie. Quando la minaccia colpisce i nostri affetti più cari, l&#8217;istinto primordiale prende il sopravvento</strong>. Le regole sociali, l&#8217;etica, persino la legge diventano ostacoli da aggirare. Mark Kimball si presenta come un idealista, un uomo del popolo che vuole cambiare Los Angeles senza distinzioni di etnia o classe sociale. Ma quando si trova con le spalle al muro, scopre cosa si nasconde davvero sotto la maschera del politico integerrimo.</p>
<p><strong>Affleck costruisce un doppio binario narrativo: da una parte il thriller puro, fatto di tensione crescente</strong>, colpi di scena e una regia che sa quando accelerare e quando lasciare respirare lo spettatore.<strong> Dall&#8217;altra, una dolorosa terapia di coppia tra Mark e Abigail</strong>, dove i non detti esplodono con la forza di una bomba a orologeria. Lei lo ha tradito, lui l&#8217;ha trascurata. Il rapimento del figlio diventa il catalizzatore che fa crollare definitivamente le apparenze.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Animals | Official Trailer #2 | Netflix" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ZkN2M4ODdys?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Kerry Washington regala una prova intensa, lontana dai personaggi che l&#8217;hanno resa celebre</strong>. Ma <strong>è Affleck a dominare la scena</strong>. Come attore, restituisce un uomo che si sgretola pezzo dopo pezzo, scoprendo che i propri valori possono essere negoziabili quando la posta in gioco è la vita di tuo figlio. Come regista, dimostra ancora una volta di avere un controllo totale del mezzo cinematografico: la tensione non cala mai, i personaggi sono tridimensionali, la fotografia alternata tra i riflettori accecanti della campagna elettorale e le ombre cupe della Los Angeles notturna dove si consuma il crimine.</p>
<p><strong>Il film pone interrogativi scomodi sulla politica contemporanea</strong>. Non conta tanto la verità, quanto la narrazione che riesci a imporre. Mark impara sulla propria pelle che l&#8217;immagine pubblica può essere più importante della realtà dei fatti. E che per mantenere quella facciata, si è disposti a sacrificare quasi tutto. <strong>È una riflessione amara su un sistema che premia l&#8217;apparenza e punisce la sincerità.</strong></p>
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		<title>River, il trailer del nuovo slasher con Jane Levy e Jessica Rothe: una gita sul fiume diventa un incubo sanguinario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Levy]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Rothe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le star di Evil Dead e Auguri per la tua morte protagoniste dell'horror di Joshua Giuliano: tre fratelli isolati lungo un fiume diventano le prede di uno spietato assassino senza volto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due attrici particolarmente amate dagli appassionati di horror, <strong>Jane Levy</strong> di <em>La casa</em> (<em>Evil Dead</em>, 2013) e <strong>Jessica Rothe</strong> di <em>Auguri per la tua morte</em>, si ritrovano alle prese con un incubo nei boschi nel primo trailer ufficiale di <strong><em>River</em></strong>, nuovo slasher distribuito da Universal Pictures e acquisito da <strong>Blumhouse–Atomic Monster</strong> dopo l&#8217;accoglienza positiva ricevuta al Toronto International Film Festival.</p>
<p>Il film segna l&#8217;esordio nel lungometraggio dello sceneggiatore e regista <strong>Joshua Giuliano</strong>, che recupera gli elementi più riconoscibili dello slasher classico — isolamento, vulnerabilità delle vittime e un assassino apparentemente inarrestabile — per costruire una storia di sopravvivenza ambientata lungo un fiume sperduto.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">River: il trailer e la trama del nuovo slasher</span></h2>
<p>Al centro della vicenda ci sono <strong>tre fratelli che hanno interrotto da tempo i rapporti</strong> e decidono di riunirsi dopo la morte del padre. Il loro obiettivo è raggiungere in barca un luogo isolato lungo il fiume, particolarmente caro all&#8217;uomo, per disperderne le ceneri.</p>
<p>Quella che dovrebbe essere un&#8217;occasione per affrontare il lutto e, forse, ricucire vecchie fratture familiari si trasforma rapidamente in una trappola. Quando l&#8217;imbarcazione si guasta, i tre rimangono bloccati a chilometri di distanza da qualsiasi possibile soccorso, senza copertura telefonica.</p>
<p>È allora che si accorgono di non essere soli: <strong>una figura inquietante, priva di un volto riconoscibile, li osserva dalla riva</strong>. L&#8217;individuo emerge dai boschi e comincia a dar loro la caccia, costringendo i fratelli a mettere da parte i rancori per tentare di sopravvivere alla notte.</p>
<p>Il trailer insiste proprio sull&#8217;assenza di vie di fuga: il fiume, anziché rappresentare una possibilità di salvezza, diventa un ambiente ostile, mentre il bosco circostante nasconde una minaccia dalla presenza quasi mitologica.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Jane Levy e Jessica Rothe contro il killer interpretato da Dane DiLiegro</span></h2>
<p>Accanto a Jane Levy e Jessica Rothe, che interpretano due dei fratelli protagonisti, troviamo <strong>Max Mattern</strong>, già apparso in <em>Devil in Disguise: John Wayne Gacy</em>.</p>
<p>A impersonare il misterioso persecutore è invece <strong>Dane DiLiegro</strong>, interprete particolarmente adatto a ruoli di creature e figure minacciose grazie anche alla sua imponente presenza fisica. Gli appassionati lo ricorderanno soprattutto per aver interpretato il Predator in <em>Prey</em> di Dan Trachtenberg.</p>
<p>La scelta delle due protagoniste costituisce uno degli elementi più interessanti del progetto: Levy aveva già affrontato un assedio brutale nel remake di <em>La casa</em> e nel thriller <em>Man in the Dark</em>, mentre Rothe aveva conquistato il pubblico horror con la combinazione di slasher e commedia temporale di <em>Auguri per la tua morte</em>.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Le prime recensioni: uno slasher vecchia scuola, brutale e senza tregua</span></h2>
<p><em>River</em> ha inaugurato la sezione Midnight Madness del <strong>Toronto International Film Festival 2026</strong> ed è stato presentato anche al Festival di Sitges, dove ha partecipato al concorso ufficiale fantastico. <strong>Blumhouse–Atomic Monster ne ha acquisito i diritti di distribuzione dopo la première di Toronto</strong>, confermando l&#8217;interesse suscitato dal debutto di Giuliano. <cite></cite></p>
<p>Le prime recensioni descrivono un horror che non cerca necessariamente di reinventare le regole del genere, ma le sfrutta con precisione. Nella sua recensione per <em>Bloody Disgusting</em>, Meagan Navarro sottolinea il ritmo serrato, l&#8217;efficacia del cast e soprattutto l&#8217;utilizzo dell&#8217;ambientazione fluviale come parte integrante della tensione.</p>
<p>Le reazioni raccolte nel trailer parlano di un&#8217;esperienza horror viscerale, mentre <em>IndieWire</em> promette un&#8217;immersione nel terrore puro. Al di là dei giudizi promozionali, è soprattutto l&#8217;impostazione essenziale a distinguere il progetto: pochi personaggi, uno spazio apparentemente aperto ma impossibile da abbandonare e un predatore che sembra conoscere ogni possibile via di fuga.</p>
<p>Una curiosità riguarda anche la lavorazione: durante un&#8217;intervista al Toronto Film Festival, il cast ha raccontato le difficoltà delle lunghe riprese notturne sull&#8217;acqua, realizzate sia in un vero fiume sia in uno specchio d&#8217;acqua artificiale. <cite></cite></p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Quando esce River al cinema?</span></h2>
<p>Negli Stati Uniti, <strong><em>River</em> arriverà nelle sale il 15 gennaio 2027</strong>, distribuito da Universal Pictures. Il film ha già ricevuto una classificazione <strong>Rated R</strong> per la forte violenza sanguinosa, alcune immagini particolarmente macabre e il linguaggio esplicito. <cite></cite></p>
<p>Per il momento non è stata annunciata una data di uscita italiana.</p>
<p>Di seguito, il <strong>trailer ufficiale di <em>River</em></strong>, che anticipa l&#8217;incubo fluviale orchestrato da Joshua Giuliano.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="River (2027) | Official Trailer" src="https://www.youtube.com/embed/jW38J-vLbPA" width="1035" height="582" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Questo action che trovi su Netflix è il più folle e violento che vedrai (con un attore di The Boys)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Su Netflix trovi il film con Jack Quaid. Trama, cast e curiosità sul action movie che mescola azione e commedia nera.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un film che sa catalizzare l&#8217;attenzione del pubblico e che mescola azione, commedia nera e una buona dose di splatter con una leggerezza disarmante. Si chiama <strong>Mr. Morfina, titolo italiano di Novocaine</strong>, ed è diretto dal duo Dan Berk e Robert Olsen, registi americani che hanno già dimostrato di saper giocare con i generi in opere come Villains e Significant Other.</p>
<p><strong>Cosa succederebbe se un uomo completamente incapace di sentire dolore si trovasse costretto a diventare un eroe d&#8217;azione?</strong> Nathan Caine, interpretato da Jack Quaid, è nato con una patologia rarissima chiamata CIPA, acronimo di Insensibilità Congenita al Dolore con Anidrosi. Questa condizione genetica gli impedisce di percepire qualsiasi stimolo doloroso e di sudare, costringendolo a una vita di precauzioni estreme. Frulla il cibo per evitare di mordersi inconsapevolmente la lingua, porta sempre con sé un timer per ricordarsi quando andare in bagno, e vive in un regime di iperprotezione che lo ha reso un uomo timido, metodico e abitudinario.</p>
<p>La sua esistenza grigia da impiegato di banca, vice direttore di una piccola filiale, viene sconvolta quando alcuni rapinatori mascherati da Babbi Natale irrompono nel suo luogo di lavoro e prendono in ostaggio Sherry, la giovane stagista di cui Nathan si è perdutamente invaghito. È in quel momento che <strong>la sua maledizione si trasforma in un dono letale. Senza la paura di soffrire, Nathan si lancia in una missione disperata</strong> per salvare la donna che ama, affrontando ostacoli e nemici con una determinazione fuori dal comune. Quello che ne emerge è un action movie demenziale e sopra le righe, dove le scene di violenza si alternano a gag comiche e momenti romantici, il tutto condito da litri di sangue finto e coreografie ardite.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Mr. Morfina | Trailer Ufficiale" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/jHfzwLsJeK0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Jack Quaid, figlio d&#8217;arte di Dennis Quaid e Meg Ryan, porta sullo schermo un personaggio che oscilla tra la vulnerabilità e una forza quasi superumana</strong>. La sua interpretazione riesce a bilanciare i toni contrastanti della sceneggiatura firmata da Lars Jacobson, che mescola thriller, commedia romantica e black comedy in un cocktail esplosivo. Al suo fianco troviamo Amber Midthunder nel ruolo di Sherry, Ray Nicholson, altro figlio d&#8217;arte (stavolta di Jack Nicholson e Rebecca Broussard), nei panni del cattivo Simon, e un cast di supporto che include Matt Walsh, Jacob Batalon e Betty Gabriel.</p>
<p>La regia di Berk e Olsen non si prende mai troppo sul serio. Il duo ha costruito <strong>un film che strizza l&#8217;occhio ai classici action anni Novanta e ai fumetti, con un&#8217;estetica pop e una narrazione che privilegia il ritmo serrato</strong> e l&#8217;intrattenimento puro. Alcune scene costringono letteralmente lo spettatore a girarsi dall&#8217;altra parte: unghie strappate, pollici spezzati, ustioni di terzo grado affrontate con distaccata indifferenza. Eppure, grazie al tono leggero e alla consapevolezza autoironica del film, queste sequenze diventano parte integrante dell&#8217;esperienza, più vicine al cartone animato che all&#8217;horror gratuito.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="MR.MORFINA Trailer Italiano Ufficiale (2025) Jack Quaid" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/iPk6nrsvsZI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Mr. Morfina dura 109 minuti e non conosce cali di ritmo. Riesce a intrattenere senza pretese intellettuali, offrendo allo spettatore esattamente quello che promette: <strong>un&#8217;ora e mezza di evasione adrenalinica, risate nervose e qualche momento di tenerezza.</strong> Il film non reinventa la ruota, ma la fa girare con efficacia, pescando a piene mani dai luoghi comuni del genere senza vergognarsi, anzi facendone una bandiera. È un&#8217;operazione nostalgica per chi ricorda con affetto le commedie action degli anni Duemila, quando film come Kick-Ass o Scott Pilgrim vs. the World dimostravano che si poteva mescolare violenza, humour e romanticismo senza scadere nel cinismo.</p>
<p><strong>Mr. Morfina non è un capolavoro, non ambisce a esserlo</strong>. È un film che sa cosa vuole essere e lo fa con convinzione: un prodotto di intrattenimento puro, capace di far ridere, sussultare e, perché no, persino commuovere in qualche passaggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/questo-action-che-trovi-su-netflix-e-il-piu-folle-e-violento-che-vedrai-con-un-attore-di-the-boys/">Questo action che trovi su Netflix è il più folle e violento che vedrai (con un attore di The Boys)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<item>
		<title>Preparati ad Halloween con questo film fantasy a tinte horror che richiama Dracula</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/preparati-ad-halloween-con-questo-film-fantasy-a-tinte-horror-che-richiama-dracula/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tim Burton e Johnny Depp nel film che trasforma un vampiro settecentesco in un personaggio spaesato nella modernità degli anni '70.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel 2012, Tim Burton e Johnny Depp si sono riuniti per l&#8217;ottava volta</strong>, portando sul grande schermo un adattamento che nessuno si aspettava: <strong>Dark Shadows, trasposizione cinematografica di una soap opera</strong> televisiva che tra il 1966 e il 1971 aveva ipnotizzato il pubblico americano con le sue storie di vampiri, streghe e fantasmi trasmesse in pieno pomeriggio.</p>
<p><strong>Un&#8217;operazione rischiosa</strong>, visto che in Europa quasi nessuno conosceva quella serie cult che aveva segnato un&#8217;intera generazione oltreoceano. Eppure, proprio in questa scommessa risiede uno degli aspetti più affascinanti del film: la capacità di <strong>prendere un prodotto di nicchia e trasformarlo in qualcosa di universale</strong>, giocando con i codici del genere horror e sovvertendoli completamente.</p>
<p>La storia prende avvio sul finire del Settecento, quando <strong>Barnabas Collins, ricco e spietato playboy figlio di immigrati inglesi</strong> che hanno costruito un impero in America, commette l&#8217;errore fatale di spezzare il cuore della bella Angelique. Lei, però, non è una donna qualunque: è <strong>una strega potente e vendicativa che, per punirlo</strong>, uccide la sua amata Josette e lo condanna a un destino peggiore della morte. <strong>Lo trasforma in vampiro</strong> e lo fa seppellire vivo in una bara, dove Barnabas rimarrà intrappolato per due secoli interi.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="DARK SHADOWS | Teaser trailer italiano" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/kWPNBFpMNH0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Nel 1972, una squadra di operai edili scoperchia accidentalmente la sua tomba</strong> durante degli scavi. Barnabas emerge finalmente, assetato di sangue ma soprattutto <strong>disorientato da un mondo che non riconosce più</strong>. Ed è qui che il film di Burton compie la sua mossa più intelligente: invece di mostrarci l&#8217;ennesimo vampiro terrificante che semina il panico, ci presenta un &#8220;non morto&#8221; terrorizzato dalla modernità. Le automobili, i semafori, la musica rock, i McDonald&#8217;s, le lampade al neon: tutto ciò che per noi è ordinario diventa per Barnabas fonte di meraviglia e spavento. Il vampiro, tradizionalmente incarnazione della paura, si trova a essere lui stesso impaurito.</p>
<p>Questa inversione è il cuore pulsante del film. Seth Grahame-Smith, sceneggiatore del progetto, ha dichiarato di aver voluto <strong>evitare sia l&#8217;horror puro sia il romance smielato, puntando invece su un equilibrio tra umorismo nero e atmosfere gotiche</strong>. Il risultato è un&#8217;opera che si prende gioco dei propri stessi codici, una commedia macabra che non chiede di essere presa troppo sul serio ma che allo stesso tempo dimostra un rispetto profondo per il materiale originale.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Dark Shadows - Trailer Italiano - Al cinema dall&#039;11 maggio" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zXzgGOzxmv0?start=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Johnny Depp, fan della serie sin da bambino, è stato non solo il protagonista ma anche uno dei produttori del film. Per lui interpretare Barnabas Collins rappresentava la realizzazione di un sogno coltivato fin dalla metà degli anni Duemila. Il personaggio era stato reso iconico in TV da Jonathan Frid, attore che aveva dato vita al vampiro per cinque anni di programmazione quotidiana. Impossibile cancellare quella memoria dall&#8217;immaginario collettivo, così Depp ha scelto una strada diversa: <strong>invece di rinnegare l&#8217;interpretazione di Frid, ha deciso di omaggiarla, mantenendone la gestualità compassata e l&#8217;impostazione vocale</strong> ma aggiungendo il proprio tocco personale attraverso un linguaggio fiorito, quasi barocco, che rende Barnabas un gentiluomo fuori tempo massimo.</p>
<p>Dark Shadows è un divertissement volutamente esagerato, un caleidoscopio di riferimenti visivi e narrativi che funziona meglio se lo si accetta per quello che è: <strong>non un horror spaventoso, non una commedia demenziale, ma qualcosa a metà strada, un ibrido che celebra l&#8217;artificiosità del cinema</strong> e il piacere del racconto fine a se stesso. È un film che parla a chi ama il gotico in tutte le sue declinazioni, a chi apprezza l&#8217;estetica sopra le righe, a chi non ha paura di mescolare registri e generi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/preparati-ad-halloween-con-questo-film-fantasy-a-tinte-horror-che-richiama-dracula/">Preparati ad Halloween con questo film fantasy a tinte horror che richiama Dracula</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Una coppia di poliziotti e un caso impossibile da risolvere: su Netflix il film che richiama Bad Boys</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 06:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto sul costoso film Netflix con Will Smith. Perché i critici l'hanno stroncato ma il pubblico lo ha premiato con milioni di visualizzazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/una-coppia-di-poliziotti-e-un-caso-impossibile-da-risolvere-su-netflix-il-film-che-richiama-bad-boys/">Una coppia di poliziotti e un caso impossibile da risolvere: su Netflix il film che richiama Bad Boys</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Netflix decise di investire 90 milioni di dollari in Bright, le premesse sembravano quelle di un successo annunciato. <strong>Will Smith come protagonista, David Ayer alla regia</strong> reduce dal discusso Suicide Squad, un concept fantasy ambientato in una Los Angeles contemporanea dove <strong>umani, orchi ed elfi convivono tra tensioni razziali e criminalità</strong>. Un poliziesco urban fantasy con ambizioni da blockbuster, pensato per conquistare sia il pubblico mainstream che gli appassionati del genere. Il risultato, però, è stato uno dei casi più divisivi nella storia dei Netflix Originals.</p>
<p><strong>Uscito il 22 dicembre 2017</strong> in esclusiva sulla piattaforma di streaming, <strong>Bright ha immediatamente polarizzato critica e pubblico</strong>. Da un lato, un massacro quasi unanime da parte dei recensori professionisti: su Rotten Tomatoes il film si è fermato a un misero 26% di gradimento, mentre Metacritic gli ha assegnato appena 29 su 100. Dall&#8217;altro, un riscontro di pubblico decisamente più generoso, con 6,3 su IMDb e soprattutto numeri di visualizzazione che hanno convinto Netflix a confermare immediatamente un sequel.</p>
<p><strong>La trama si sviluppa attorno alla coppia di poliziotti formata da Daryl Ward, interpretato da Smith, e Nick Jakoby, un orco sotto pesante trucco prostetico affidato a Joel Edgerton</strong>. Jakoby è il primo orco nella storia ad entrare nella polizia di Los Angeles, e questo gli vale l&#8217;ostilità tanto dei colleghi umani quanto della sua stessa comunità. Durante un turno di pattuglia, i due si imbattono in Tikka, un&#8217;elfa in possesso di una bacchetta magica: un artefatto di potere immenso che può essere maneggiato solo dai &#8220;Bright&#8221;, individui dotati di particolari capacità. Chi non lo è e tenta di toccare la bacchetta si polverizza all&#8217;istante.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Bright | Trailer ufficiale | Netflix Italia" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/JDOpQk9yqC4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L&#8217;idea di base non manca di fascino. <strong>Immaginare un mondo dove le creature tolkeniane sono sopravvissute fino ai giorni nostri, integrandosi nella società moderna</strong> con tutti i conflitti che questo comporta, <strong>offre spunti narrativi interessanti</strong>. Gli orchi occupano il gradino più basso della scala sociale, vittime di pregiudizi sistemici e segregati nei quartieri più degradati. Gli elfi, al contrario, costituiscono un&#8217;élite ricca e potente. Una metafora nemmeno troppo velata delle dinamiche razziali che attraversano la società americana.</p>
<p>Il problema è che Ayer sceglie di giocare questa carta <strong>in modo incredibilmente superficiale</strong>. Il sottotesto sul razzismo viene appena accennato attraverso battute e situazioni che ricalcano pedissequamente il cliché del buddy cop movie, senza mai sviluppare davvero la complessità del mondo che ha costruito. È come se il regista avesse preso l&#8217;universo narrativo di Shadowrun o di un qualsiasi gioco di ruolo urban fantasy, lo avesse svuotato di profondità e ci avesse infilato dentro l&#8217;ennesimo poliziesco action con sparatorie, inseguimenti e dialoghi che alternano cinismo e battute ironiche.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Bright | Trailer ufficiale | Netflix Italia" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/lI5syrZAlY4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sul piano tecnico, l&#8217;impegno produttivo è innegabile. <strong>Il trucco prostetico degli orchi è convincente, così come la ricostruzione di una Los Angeles alternativa dove insegne elfiche luminose convivono con graffiti e degrado urbano</strong>. Il budget si vede nella cura dei dettagli visivi, negli effetti speciali, nella fotografia cupa e desaturata che Ayer predilige. Ma la confezione patinata non basta a mascherare la mancanza di sostanza narrativa.</p>
<p>In un&#8217;epoca dove le visualizzazioni contano più dei giudizi critici, dove un film può essere considerato vincente anche con recensioni disastrose purché generi ore di visione sulla piattaforma, i parametri tradizionali vacillano. E forse è proprio questo <strong>il vero lascito di Bright: non tanto il film in sé, quanto la dimostrazione che nel mondo dello streaming le regole del gioco sono cambiate</strong>, nel bene e nel male.</p>
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		<title>Godzilla Minus Zero, il nuovo trailer mostra una devastazione apocalittica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 18:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Godzilla]]></category>
		<category><![CDATA[Takashi Yamazaki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Takashi Yamazaki alza la posta nel sequel di Godzilla Minus One: nuove immagini di distruzione, prime reazioni entusiaste e anteprima italiana a Lucca Comics &#038; Games </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/godzilla-minus-zero-il-nuovo-trailer-mostra-una-devastazione-apocalittica/">Godzilla Minus Zero, il nuovo trailer mostra una devastazione apocalittica</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Godzilla è tornato, e il Giappone sta per precipitare nuovamente nell&#8217;incubo.</strong> Plaion Pictures ha diffuso in contemporanea mondiale il <strong>secondo trailer ufficiale di <em>Godzilla Minus Zero</em></strong>, sequel diretto di <em>Godzilla Minus One</em> che riporta dietro la macchina da presa <strong>Takashi Yamazaki</strong>. Le nuove immagini mostrano una devastazione di proporzioni ancora maggiori, tra edifici distrutti, esplosioni e il raggio atomico del Re dei Mostri, mentre si profila una minaccia che potrebbe mettere alla prova persino Godzilla.</p>
<p>Il film arriverà nei cinema italiani <strong>il 12 novembre, anche in IMAX</strong>, ma il pubblico potrà scoprirlo in anteprima nazionale il <strong>31 ottobre a Lucca Comics &amp; Games 2026</strong>.</p>
<p>Dopo i precedenti teaser e il primo trailer, il nuovo filmato approfondisce l&#8217;atmosfera apocalittica del sequel, mostrando un Giappone che, appena due anni dopo la precedente catastrofe, si trova nuovamente sull&#8217;orlo della distruzione.</p>
<p>La storia riparte nel <strong>1949, due anni dopo gli eventi di <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/godzilla-minus-one-recensione-analisi-metafora-guerra/" target="_blank" rel="noopener"><em>Godzilla Minus One</em></a></strong>: il Paese sta ancora tentando di risollevarsi dalle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale e dal precedente attacco del kaiju quando Godzilla riemerge, distruggendo la fragile normalità conquistata dalla popolazione. La sinossi ufficiale non lascia molto spazio all&#8217;ottimismo: <strong>«Non ci sarà una terza volta. Tutto finisce qui».</strong></p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Godzilla Minus Zero: il Trailer 2 mostra un Giappone sull&#8217;orlo dell&#8217;apocalisse</span></h2>
<p>Il nuovo trailer si apre con le inquietanti parole del <strong>dottor Ogata, interpretato da Jun Kunimura</strong>, prima di immergere lo spettatore in una successione di immagini sempre più catastrofiche.</p>
<p>Una donna rimane intrappolata all&#8217;interno di una casa sospesa a mezz&#8217;aria, mentre esplosioni e macerie investono il paesaggio circostante. Il raggio atomico di Godzilla attraversa uno scenario ormai fuori controllo, lasciando dietro di sé una scia di distruzione.</p>
<p>Al centro della storia ritroveremo <strong>Ryunosuke Kamiki</strong> nei panni dell&#8217;ex pilota <strong>Kōichi Shikishima</strong> e <strong>Minami Hamabe</strong> in quelli di <strong>Noriko</strong>. Insieme alla piccola Akiko, i due hanno cercato di ricostruire una vita dopo gli eventi del precedente film, ma il ritorno del mostro minaccia di cancellare tutto ciò che sono riusciti a riconquistare.</p>
<p>È proprio questa vicinanza temporale a rappresentare uno degli elementi sui quali Yamazaki costruisce il sequel. Invece di limitarsi ad aumentare le dimensioni dello spettacolo, il regista torna a confrontarsi con <strong>il trauma provocato da una catastrofe che si ripresenta quando le sue vittime non hanno ancora avuto il tempo di riprendersi</strong>.</p>
<p>Il Trailer 2 suggerisce inoltre che il kaiju potrebbe trovarsi davanti a qualcosa di inedito. Il materiale promozionale parla infatti di una minaccia di proporzioni ancora più devastanti, con la quale persino Godzilla sarebbe destinato a confrontarsi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-321198" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/godzilla-minus-zero-film-2026-300x165.jpg" alt="godzilla minus zero film 2026" width="351" height="193" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/godzilla-minus-zero-film-2026-300x165.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/godzilla-minus-zero-film-2026-768x422.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/godzilla-minus-zero-film-2026.jpg 1024w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" />Già le immagini precedenti, insieme a un misterioso ruggito, avevano alimentato online le ipotesi sulla possibile presenza di <strong>un&#8217;altra creatura</strong>. Per il momento, però, TOHO non ha confermato ufficialmente l&#8217;arrivo di un secondo kaiju, e qualsiasi identificazione con mostri già conosciuti della saga rimane una teoria dei fan.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Standing ovation alla première di New York: le prime reazioni al film</span></h2>
<p>Il nuovo trailer arriva dopo la <strong>prima mondiale di <em>Godzilla Minus Zero</em>, tenutasi il 26 settembre al New York Film Festival</strong>.</p>
<p>Secondo quanto comunicato da Plaion Pictures, la proiezione si è conclusa con una <strong>standing ovation</strong> e il film ha raccolto reazioni particolarmente positive da parte della critica e del pubblico statunitense.</p>
<p>Tra gli aspetti maggiormente apprezzati figurerebbero la spettacolarità delle sequenze d&#8217;azione, la componente emotiva e la capacità del sequel di ampliare la scala narrativa e visiva del precedente capitolo senza rinunciare alla dimensione umana della storia.</p>
<p>Il distributore riferisce inoltre che alcuni commentatori hanno già evocato una possibile nuova corsa agli Oscar, arrivando ad auspicare una candidatura anche nella categoria <strong>Miglior Film</strong>. Si tratta, naturalmente, di valutazioni preliminari e non di riconoscimenti già ottenuti.</p>
<p>Per Yamazaki sarebbe un ulteriore traguardo dopo lo storico <strong>Oscar per i Migliori Effetti Visivi conquistato nel 2024 da <em>Godzilla Minus One</em></strong>, primo film della saga a ottenere la statuetta.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Il primo Godzilla giapponese girato per IMAX</span></h2>
<p>La maggiore scala del sequel passa anche attraverso una novità produttiva importante. <strong><em>Godzilla Minus Zero</em> è il primo film della saga prodotto in Giappone a essere realizzato secondo il programma Filmed For IMAX</strong>, con telecamere digitali certificate e una lavorazione ottimizzata per le caratteristiche visive e sonore delle sale IMAX.</p>
<p>Yamazaki torna a ricoprire contemporaneamente i ruoli di <strong>regista, sceneggiatore e responsabile degli effetti visivi</strong>, proseguendo il lavoro che aveva contribuito al successo internazionale di <em>Minus One</em>.</p>
<p>La distribuzione di <em>Minus Zero</em> segna inoltre un passaggio significativo per il franchise: secondo Plaion Pictures, sarà il primo capitolo giapponese di <em>Godzilla</em> a beneficiare di un lancio globale coordinato.</p>
<p>Negli Stati Uniti, l&#8217;uscita regolare è prevista per il <strong>6 novembre</strong>, con proiezioni anticipate in IMAX il <strong>3 novembre</strong>, in occasione del Godzilla Day.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Godzilla Minus Zero in anteprima a Lucca Comics &amp; Games: quando esce in Italia?</span></h2>
<p>Per il pubblico italiano, il primo appuntamento sarà <strong>sabato 31 ottobre a Lucca Comics &amp; Games 2026</strong>, dove <em>Godzilla Minus Zero</em> verrà presentato in anteprima nazionale.</p>
<p>La proiezione sarà preceduta da un red carpet dedicato al film, inserito nel programma cinematografico della manifestazione.</p>
<p>L&#8217;uscita nelle sale è invece fissata al <strong>12 novembre 2026</strong>, con distribuzione di <strong>Plaion Pictures</strong> nell&#8217;ambito della partnership con TOHO Global. Il film sarà disponibile <strong>sia doppiato in italiano sia in lingua originale sottotitolata</strong>, anche nel formato IMAX.</p>
<p>Dopo che <em>Minus One</em> aveva riportato Godzilla alle sue radici trasformando il kaiju nella manifestazione fisica delle ferite del Giappone del dopoguerra, il nuovo trailer suggerisce che Yamazaki non voglia abbandonare quella prospettiva.</p>
<p>Questa volta, però, il Paese non deve imparare a sopravvivere alla comparsa del mostro: <strong>deve trovare il modo di sopravvivere al suo ritorno</strong>. E se le anticipazioni sulla nuova minaccia troveranno conferma, potrebbe non essere soltanto l&#8217;umanità a dover temere ciò che sta arrivando.</p>
<p><strong>Di seguito potete vedere il Trailer 2 ufficiale di <em>Godzilla Minus Zero</em>.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Godzilla Minus Zero | Trailer 2 Italiano Ufficiale" src="https://www.youtube.com/embed/a1y8wbDMUOg" width="1035" height="582" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>It Ends, il nuovo trailer italiano dell&#8217;horror sulla strada senza fine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 13:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro amici intrappolati in un viaggio notturno senza via d'uscita: l'esordio di Alexander Ullom arriva nei cinema italiani il 28 ottobre</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/it-ends-il-nuovo-trailer-italiano-dellhorror-sulla-strada-senza-fine/">It Ends, il nuovo trailer italiano dell&#8217;horror sulla strada senza fine</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Wonder Pictures ha diffuso un nuovo, ansiogeno trailer italiano di <em>It Ends</em></strong>, l&#8217;esordio nel lungometraggio di <strong>Alexander Ullom</strong>, che arriverà nei cinema italiani <strong>dal 28 ottobre</strong>, giusto in tempo per Halloween. Il film, presentato in anteprima mondiale al SXSW, ha ottenuto un&#8217;accoglienza particolarmente positiva dalla critica, raggiungendo il <strong>95% di recensioni favorevoli su Rotten Tomatoes</strong>. Potete vedere il nuovo trailer in fondo all&#8217;articolo.</p>
<p>Dopo Kane Parsons con <em>Backrooms</em> e Curry Barker con <em>Obsession</em>, Ullom è un altro giovanissimo autore horror cresciuto fuori dai percorsi tradizionali di Hollywood, passando attraverso cortometraggi autoprodotti e YouTube. <em>Filmmaker Magazine</em> lo ha inserito tra le sue “25 New Faces of Independent Film”, mentre <em>It Ends</em> ha attirato l&#8217;attenzione proprio per il modo in cui trasforma una premessa estremamente semplice in un incubo esistenziale.</p>
<p>La storia segue <strong>James (Phinehas Yoon), Day (Akira Jackson), Fisher (Noah Toth) e Tyler (Mitchell Cole)</strong>, quattro amici appena usciti dal college che vogliono trascorrere insieme una delle ultime serate prima che le loro vite prendano direzioni differenti. Alla ricerca di qualcosa da mangiare, imboccano per errore una strada isolata che attraversa un bosco. Ben presto, però, scoprono che non sembra esistere alcun modo per tornare indietro: il percorso continua a ripetersi e ogni tentativo di abbandonarlo fallisce.</p>
<p>Come se non bastasse, fermarsi non è un&#8217;opzione. Quando i ragazzi rimangono fuori dalla loro Jeep Cherokee troppo a lungo, <strong>misteriose presenze emergono dagli alberi e li costringono a riprendere il viaggio</strong>. La strada diventa così uno spazio impossibile, sospeso tra luogo fisico e trappola mentale, nel quale le normali coordinate di tempo e spazio sembrano progressivamente dissolversi.</p>
<p>Il nuovo trailer italiano insiste proprio su questa condizione di intrappolamento, accentuando il contrasto tra l&#8217;apparente immobilità del paesaggio e la minaccia che si nasconde oltre i margini della carreggiata. Ogni tentativo di trovare una via d&#8217;uscita sembra riportare i protagonisti al punto di partenza, mentre la prospettiva di continuare a guidare indefinitamente si fa sempre più angosciante.</p>
<p>Lo stesso Ullom ha descritto <em>It Ends</em> come <strong>l&#8217;incontro tra un <em>hangout movie</em> e un incubo esistenziale</strong>. Ed è proprio questa combinazione a distinguere il film da un più convenzionale survival horror: la Jeep in cui viaggiano i quattro protagonisti diventa uno spazio chiuso nel quale paura e assurdo convivono con conversazioni, silenzi, tensioni e rapporti personali.</p>
<p><em>It Ends</em> si inserisce così nel filone contemporaneo dell&#8217;horror degli <strong>spazi liminali</strong>, che negli ultimi anni ha trovato espressioni molto diverse in opere come <em>Skinamarink</em>, <em>Exit 8</em> e <em>Backrooms</em>. Ullom sembra però utilizzare l&#8217;impossibilità geografica soprattutto per parlare dei suoi personaggi: quattro ragazzi bloccati letteralmente in un limbo proprio mentre stanno attraversando quel momento della vita in cui il passato sta per chiudersi e il futuro non ha ancora assunto una forma precisa.</p>
<p>La strada infinita diventa quindi anche una materializzazione della loro incertezza. Più che affidarsi esclusivamente alla minaccia nascosta nel bosco, il film concentra progressivamente l&#8217;attenzione sulle conseguenze psicologiche di una situazione che non offre spiegazioni né una destinazione. <strong>Il vero terrore non è soltanto ciò che potrebbe aspettarli fuori dall&#8217;auto, ma la possibilità che il viaggio continui per sempre.</strong></p>
<p>Con pochi personaggi, un&#8217;automobile e una strada apparentemente senza fine, Ullom costruisce così un dispositivo narrativo volutamente essenziale, utilizzando l&#8217;horror per riflettere sul tempo, sull&#8217;amicizia e sulla paura di non sapere cosa verrà dopo.</p>
<p><strong><em>It Ends</em> sarà nei cinema italiani dal 28 ottobre con I Wonder Pictures.</strong> Di seguito potete vedere il nuovo trailer italiano.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="IT ENDS | Trailer 2 Italiano Ufficiale HD" src="https://www.youtube.com/embed/dDA7kHRa67U" width="1035" height="434" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/it-ends-il-nuovo-trailer-italiano-dellhorror-sulla-strada-senza-fine/">It Ends, il nuovo trailer italiano dell&#8217;horror sulla strada senza fine</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Al Pacino su Netflix nel suo ruolo più famoso (no, non è Il Padrino)</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/al-pacino-su-netflix-nel-suo-ruolo-piu-famoso-no-non-e-il-padrino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 06:06:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il film di Brian De Palma che è diventato un cult immortale. La storia di Al Pacino e l'icona del cinema criminale che ha definito un'epoca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/al-pacino-su-netflix-nel-suo-ruolo-piu-famoso-no-non-e-il-padrino/">Al Pacino su Netflix nel suo ruolo più famoso (no, non è Il Padrino)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando nel 1983 Brian De Palma porta nelle sale <strong>Scarface</strong>, nessuno avrebbe immaginato che <strong>quel film ultraviolento, quel ritratto spietato dell&#8217;America</strong> reaganiana vista attraverso gli occhi di un rifugiato cubano, <strong>sarebbe diventato qualcosa di più di un semplice gangster movie</strong>. Oggi Tony Montana, il personaggio interpretato da Al Pacino, è un&#8217;icona culturale che trascende il cinema stesso: un simbolo di ambizione divorante, di ascesa e caduta, di eccesso portato alle estreme conseguenze.</p>
<p><strong>La storia è quella di un uomo che parte dal nulla. Siamo nel 1980</strong>, Fidel Castro ha aperto le porte di Cuba permettendo l&#8217;espatrio ai suoi cittadini. <strong>Tony Montana e il suo amico Manny Ribera</strong>, interpretato da Steven Bauer, arrivano in Florida come due tra migliaia di rifugiati. Fanno i lavapiatti, vivono ai margini. Ma Tony ha fame, una fame che non si sazia con un lavoro onesto. <strong>È astuto, spietato, privo di qualsiasi freno morale</strong> quando si tratta di scalare la piramide della criminalità organizzata.</p>
<p><strong>Il film di De Palma è in realtà un remake, dettaglio che molti ignorano</strong>. L&#8217;originale Scarface del 1932, diretto da Howard Hawks, era ambientato nella Chicago del proibizionismo. De Palma, con una sceneggiatura firmata da Oliver Stone, trasferisce l&#8217;azione nella Miami degli anni Ottanta, <strong>sostituendo l&#8217;alcol illegale con la cocaina, il nuovo oro bianco che sta invadendo l&#8217;America</strong>. Il risultato è un affresco brutale, lungo 170 minuti che non concedono respiro, dove la violenza esplode in scene che all&#8217;epoca fecero gridare allo scandalo.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Scarface - Trailer" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/lZMIrD36MG8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Tony Montana non è un eroe, nemmeno un antieroe romantico. È un predatore che costruisce il suo impero</strong> sul traffico di droga, accumulando denaro, potere e una moglie bellissima, Elvira, interpretata da una Michelle Pfeiffer glaciale e disillusa. Ma proprio come nei grandi racconti tragici, la sua ascesa contiene in sé i germi della distruzione. La dipendenza dalla cocaina, la paranoia crescente, l&#8217;incapacità di fidarsi di chiunque: Tony diventa prigioniero del suo stesso delirio di onnipotenza.</p>
<p><strong>La regia di De Palma è barocca, eccessiva quanto il suo protagonista. La macchina da presa non si limita a documentare, ma partecipa all&#8217;orgia di violenza e potere</strong>. Ogni inquadratura sembra urlare, ogni scena è costruita per lasciare il segno. E poi c&#8217;è Pacino, in uno stato di grazia interpretativa che rasenta la possessione. Il suo Tony Montana parla con un accento cubano marcato, gestisce con le mani, esplode in monologhi memorabili. &#8220;Say hello to my little friend&#8221; è diventata una delle battute più citate della storia del cinema, simbolo perfetto di quell&#8217;eccesso che caratterizza ogni fotogramma.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Scarface | Push It to the Limit" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Olgn9sXNdl0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Oggi Scarface è disponibile su diverse piattaforme streaming, permettendo a nuove generazioni di scoprire o riscoprire questo monumento del cinema criminale. <strong>La sua influenza si estende ben oltre il cinema</strong>: nella musica hip-hop Tony Montana è diventato un&#8217;icona, citato in centinaia di canzoni come simbolo di chi parte dal basso e conquista il mondo. Nel videogioco, nella moda, nella cultura pop: ovunque lo sfregiato ha lasciato il suo segno indelebile.</p>
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		<title>Mike Flanagan sogna Lo squalo e Jurassic Park: «Vorrei realizzare un vero horror sui dinosauri»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 22:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Flanagan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il regista di Doctor Sleep e The Exorcist: Martyrs racconta perché ha cambiato idea sui grandi franchise e rivela come affronterebbe due delle saghe più celebri di Steven Spielberg</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver affrontato l&#8217;universo di Stephen King con <em>Doctor Sleep</em> e <em>Carrie</em>, e mentre si prepara a riportare al cinema <em>L&#8217;esorcista</em> con <em>The Exorcist: Martyrs</em>, <strong>Mike Flanagan</strong> ha già in mente altri due franchise ai quali vorrebbe mettere mano. E si tratta di nomi piuttosto importanti: <strong><em>Lo squalo</em> e <em>Jurassic Park</em></strong>.</p>
<p>Il regista, che ha costruito buona parte della propria reputazione grazie a opere come <em>Oculus</em>, <em>Hush</em>, <em>Midnight Mass</em> e <em>Hill House</em>, ne ha parlato durante una sessione di domande e risposte con gli utenti di <strong>Reddit</strong>, riflettendo sul rapporto tra cinema originale, sequel e grandi proprietà intellettuali.</p>
<p>Le sue dichiarazioni, riprese da <em>World of Reel</em>, rivelano un cambiamento di prospettiva rispetto agli inizi della carriera, quando Flanagan non immaginava di dedicarsi così frequentemente a universi narrativi già esistenti.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">Mike Flanagan: «Pensavo che non avrei mai fatto franchise o sequel»</span></h2>
<p>Rispondendo a una domanda sul proprio interesse per le saghe cinematografiche, il regista ha ammesso di aver cambiato idea nel corso degli anni:</p>
<blockquote><p>«<strong>Ho trascorso gran parte della mia carriera pensando che non avrei realizzato film appartenenti a franchise o sequel e&#8230; ops!</strong> Ma adoro davvero la possibilità di entrare in un universo che conosco, rispetto e amo, e di reinterpretarlo a modo mio».</p></blockquote>
<p>Una posizione che trova riscontro nei suoi progetti più recenti. Dopo aver diretto <em>Doctor Sleep</em>, seguito di <em>Shining</em> tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Stephen King, Flanagan ha continuato a confrontarsi con opere preesistenti, dalla nuova serie <em>Carrie</em> fino a <em>The Exorcist: Martyrs</em>, il cui trailer completo è stato diffuso proprio nei giorni scorsi.</p>
<p>Il suo interesse, tuttavia, non sembra rivolto alla semplice riproposizione di storie familiari. Come ha spiegato anche a proposito del nuovo <em>Esorcista</em>, l&#8217;obiettivo è individuare possibilità narrative ancora inesplorate all&#8217;interno di universi conosciuti.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-310394" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2025/08/jurassic-park-film-1993-trex-300x175.jpg" alt="jurassic park film 1993 trex" width="351" height="205" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2025/08/jurassic-park-film-1993-trex-300x175.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2025/08/jurassic-park-film-1993-trex-768x448.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2025/08/jurassic-park-film-1993-trex.jpg 1024w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" />«Vorrei da morire fare un film de Lo squalo»</span></h2>
<p>Tra i franchise che gli piacerebbe affrontare, Flanagan ha citato innanzitutto <strong><em>Lo squalo</em></strong>, il classico del 1975 con cui Steven Spielberg ha ridefinito il cinema di suspense e inaugurato una delle saghe più riconoscibili della storia di Hollywood.</p>
<p>Il regista non nasconde la propria ammirazione per l&#8217;originale, ma ritiene che i suoi sequel abbiano lasciato ampio spazio a nuove interpretazioni:</p>
<blockquote><p>«Sinceramente, <strong>vorrei da morire poter realizzare un film de <em>Lo squalo</em></strong>. È un altro esempio di un&#8217;opera alla quale NESSUNO riuscirà MAI ad avvicinarsi, ma c&#8217;è un enorme margine di miglioramento rispetto ai sequel. Anche un film di <em>Jurassic Park</em> potrebbe essere uno spasso: vorrei renderlo davvero spaventoso. Realizzare un autentico horror sui dinosauri sarebbe fantastico».</p></blockquote>
<p>Il riferimento ai sequel dello <em>Squalo</em> non è casuale. Dopo il successo del film di Spielberg, la Universal ha proseguito il franchise con <em>Lo squalo 2</em> (1978), <em>Lo squalo 3</em> (1983) e <em>Lo squalo 4 &#8211; La vendetta</em> (1987), senza riuscire a replicare l&#8217;impatto del capostipite.</p>
<p>Flanagan sembra dunque interessato non tanto a rifare il film originale, quanto alla possibilità di recuperare la dimensione di terrore che aveva reso così efficace la sua premessa: un predatore quasi invisibile, una comunità minacciata e la paura di ciò che si nasconde sott&#8217;acqua.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">Jurassic Park potrebbe diventare un vero horror sui dinosauri?</span></h2>
<p>Ancora più interessante, almeno per gli appassionati di cinema di genere, è l&#8217;idea di un <strong><em>Jurassic Park</em> dichiaratamente horror</strong>.</p>
<p>Fin dal romanzo originale di Michael Crichton, la saga ha intrecciato fantascienza, avventura e suggestioni horror, mettendo in scena le conseguenze della manipolazione genetica e l&#8217;impossibilità di controllare creature appartenenti a un ecosistema scomparso milioni di anni fa.</p>
<p>Nel corso dei successivi capitoli cinematografici, tuttavia, la componente spettacolare e avventurosa ha spesso assunto un ruolo predominante. Le parole di Flanagan suggeriscono invece un approccio più vicino alla tensione claustrofobica e alla vulnerabilità dei personaggi di fronte a predatori che non possono essere affrontati con mezzi convenzionali.</p>
<p>Non sarebbe necessariamente una rottura con il film di Spielberg, che già conteneva sequenze costruite secondo i meccanismi del cinema horror, dall&#8217;attacco del Tyrannosaurus rex alla caccia dei velociraptor nelle cucine. Piuttosto, si tratterebbe di portare quella componente al centro dell&#8217;intera narrazione.</p>
<p>Naturalmente, <strong>non esiste al momento alcun progetto annunciato che coinvolga Flanagan nei franchise di <em>Lo squalo</em> o <em>Jurassic Park</em></strong>. Le sue dichiarazioni esprimono un desiderio personale, non l&#8217;esistenza di trattative con Universal Pictures.</p>
<p>Resta però interessante osservare come un autore che ha spesso raccontato l&#8217;orrore attraverso il trauma, il lutto e i conflitti familiari immagini di confrontarsi con due universi cinematografici tradizionalmente associati al cinema spettacolare. Soprattutto nel caso di <em>Jurassic Park</em>, un film capace di recuperare la dimensione più brutale e spaventosa dei romanzi di Crichton potrebbe rappresentare una direzione sensibilmente diversa per la saga.</p>
<p>Nel frattempo, il prossimo appuntamento cinematografico con Flanagan resta <strong><em>The Exorcist: Martyrs</em></strong>, atteso nelle sale statunitensi il 12 marzo 2027.</p>
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		<title>The Exorcist: Martyrs, il trailer: Mike Flanagan reinventa la saga con Scarlett Johansson e un serial killer satanico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 22:18:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Chiwetel Ejiofor]]></category>
		<category><![CDATA[John Leguizamo]]></category>
		<category><![CDATA[L'esorcista]]></category>
		<category><![CDATA[Laurence Fishburne]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Flanagan]]></category>
		<category><![CDATA[Scarlett Johansson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il regista di Doctor Sleep cambia le regole dell'orrore demoniaco: un'indagine su efferati omicidi rituali riporta alla luce un male che sembra sopravvivere alla morte del suo carnefice</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/the-exorcist-martyrs-il-trailer-mike-flanagan-reinventa-la-saga-con-scarlett-johansson-e-un-serial-killer-satanico/">The Exorcist: Martyrs, il trailer: Mike Flanagan reinventa la saga con Scarlett Johansson e un serial killer satanico</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il male non muore insieme a chi lo ha commesso.</strong> È questa la premessa del nuovo trailer completo di <em>The Exorcist: Martyrs</em>, il film con cui <strong>Mike Flanagan</strong> si prepara a riportare sul grande schermo una delle saghe horror più celebri della storia del cinema. E questa volta, almeno in apparenza, l&#8217;orrore non comincia con una possessione demoniaca, ma con un&#8217;indagine su una serie di omicidi rituali.</p>
<p>Universal Pictures e Blumhouse hanno diffuso il filmato in occasione del <strong>New York Comic Con 2026</strong>, mostrando per la prima volta in modo esteso il nuovo capitolo interpretato da <strong>Scarlett Johansson</strong>, affiancata da <strong>Chiwetel Ejiofor</strong>, Diane Lane, Sasha Calle, <strong>John Leguizamo</strong>, <strong>Laurence Fishburne</strong> e Jacobi Jupe. L&#8217;uscita americana è fissata per il <strong>12 marzo 2027</strong>. <cite></cite></p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">Un serial killer giustiziato, nuovi omicidi e un&#8217;indagine che conduce al soprannaturale</span></h2>
<p>Al centro della storia troviamo <strong>Julie Miller</strong> (Johansson), detective della polizia di New York e madre single di un ragazzo di dodici anni. Tredici anni prima, la donna era riuscita a fermare <strong>Father Sunday</strong> (John Leguizamo), un assassino seriale ossessionato dall&#8217;immaginario cattolico e responsabile di una serie di delitti di matrice satanica.</p>
<p>La cattura del criminale aveva trasformato Julie in un&#8217;eroina. Ma quando un nuovo assassino scrive il suo nome sulle pareti della cripta di una chiesa usando il sangue di un chierichetto, il passato torna improvvisamente a perseguitarla.</p>
<p>Ad aiutarla nell&#8217;indagine saranno <strong>Gina Restrepo</strong> (Sasha Calle), una giovane detective, e <strong>padre William</strong> (Chiwetel Ejiofor), ex cappellano carcerario che aveva raccolto l&#8217;ultima confessione di Father Sunday.</p>
<p>Le loro ricerche porteranno alla luce un possibile legame tra assassini appartenenti a epoche diverse, da <strong>H. H. Holmes allo Zodiaco</strong>. Un filo conduttore che potrebbe suggerire l&#8217;esistenza di una forza maligna capace di attraversare le generazioni, servendosi di individui differenti per continuare a uccidere.</p>
<p>Nel frattempo, la minaccia si avvicina alla famiglia della protagonista: anche Max (Jacobi Jupe), il figlio dodicenne di Julie, sembra essere diventato il bersaglio di una presenza demoniaca.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-322523" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/10/scarlett-film-The-Exorcist-Martyrs-film-2027-300x180.jpg" alt="scarlett film The Exorcist Martyrs film 2027" width="350" height="210" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/10/scarlett-film-The-Exorcist-Martyrs-film-2027-300x180.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/10/scarlett-film-The-Exorcist-Martyrs-film-2027-768x461.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/10/scarlett-film-The-Exorcist-Martyrs-film-2027.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Il trailer di The Exorcist: Martyrs richiama L&#8217;esorcista III e il cinema sui serial killer</span></h2>
<p>Le nuove immagini insistono sull&#8217;aspetto investigativo della vicenda: scene del crimine, simboli religiosi, cripte, rituali e il sospetto crescente che dietro gli omicidi si nasconda qualcosa di impossibile da spiegare razionalmente.</p>
<p>È un&#8217;impostazione che richiama da vicino <strong><em>L&#8217;esorcista III</em></strong> (1990), diretto da William Peter Blatty, nel quale un&#8217;indagine su delitti apparentemente riconducibili a un assassino morto da anni conduceva verso una realtà soprannaturale.</p>
<p>Flanagan sembra recuperare proprio questa dimensione del franchise, avvicinandola al thriller criminale di <em>Seven</em> e <em>Il silenzio degli innocenti</em>. La possessione non scompare necessariamente dall&#8217;orizzonte narrativo, ma non è più l&#8217;unico meccanismo attraverso cui raccontare l&#8217;irruzione del male nel mondo contemporaneo. <cite></cite></p>
<p>Il regista ha chiarito a <em>Esquire</em> di non voler realizzare una nuova versione del capolavoro di William Friedkin:</p>
<blockquote><p>«Credo che il primo obiettivo sia far capire al pubblico che non vedrà una ripetizione de <em>L&#8217;esorcista</em>. Non stiamo cercando di realizzare un reboot o un remake, né di sostituirci al film di Friedkin. Vedrete una storia ambientata nell&#8217;universo de <em>L&#8217;esorcista</em> che non è mai stata raccontata prima, unica all&#8217;interno del franchise e capace di portarlo in una direzione molto diversa da quelle esplorate in passato».</p></blockquote>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">Mike Flanagan promette il film più oscuro della sua carriera</span></h2>
<p>Dopo <em>Doctor Sleep</em>, <em>Midnight Mass</em>, <em>La caduta della casa degli Usher</em> e la recente trasposizione televisiva di <em>Carrie</em>, Flanagan torna quindi a confrontarsi con un classico dell&#8217;orrore, ma attraverso una storia originale.</p>
<p>Parlando del nuovo film, il regista lo ha descritto come <strong>il progetto più oscuro che abbia mai scritto</strong>, spiegando di essersi spinto verso situazioni emotive particolarmente difficili:</p>
<blockquote><p>«È estremamente oscuro. A tratti è oscuro in modo quasi pericoloso, e ci siamo spinti in territori emotivi che non avevo mai esplorato prima su un mio set. Ma devo dire che, alla fine, siamo riusciti a trovare anche un po&#8217; di luce e di speranza, e ne sono davvero grato, perché è una storia straziante».</p></blockquote>
<p>La promessa è quella di un horror nel quale la violenza non sia soltanto spettacolare, ma abbia conseguenze profonde sui personaggi. Un approccio coerente con la filmografia di Flanagan, spesso interessata al rapporto tra trauma, fede, perdita e sopravvivenza.</p>
<p>Il progetto rappresenta inoltre un nuovo tentativo di rilanciare la saga dopo <em>L&#8217;esorcista &#8211; Il credente</em> del 2023, senza proseguire direttamente la vicenda di quel film.</p>
<p><strong><em>The Exorcist: Martyrs</em> arriverà nei cinema statunitensi il 12 marzo 2027.</strong> Resta da capire fino a che punto Flanagan riuscirà a trasformare un&#8217;indagine sui serial killer in una nuova interpretazione dell&#8217;orrore religioso che ha reso celebre il franchise.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="The Exorcist: Martyrs | Official Trailer" src="https://www.youtube.com/embed/iIEYfH-jg1Y" width="1035" height="582" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Robert Pattinson e Tom Holland hanno recitato insieme prima di Odissea in questo thriller poco conosciuto</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/robert-pattinson-e-tom-holland-hanno-recitato-insieme-prima-di-odissea-in-questo-thriller-poco-conosciuto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 06:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il film Netflix con Tom Holland e Robert Pattinson che ha diviso critica e pubblico. Analisi completa del thriller di Antonio Campos.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un momento preciso in cui capisci che <strong>Le strade del male non è un film qualunque</strong>. Forse è quando vedi un uomo pregare davanti a un altare improvvisato nel cuore della foresta, sacrificando animali nella disperata speranza di salvare sua moglie dal cancro. O forse è quando realizzi che <strong>ogni personaggio di questa storia</strong>, ambientata nella sperduta Knockemstiff dell&#8217;Ohio, <strong>porta con sé una forma di dannazione che si trasmette come un virus</strong>, di generazione in generazione, di incontro in incontro.</p>
<p><strong>Uscito su Netflix</strong> il 16 settembre 2020, <strong>Le strade del male è l&#8217;adattamento cinematografico del romanzo di Donald Ray Pollock, un thriller psicologico</strong> diretto da Antonio Campos che ha diviso critica e pubblico con la sua rappresentazione cruda e spietata dell&#8217;America rurale tra la fine della Seconda guerra mondiale e la guerra in Vietnam. Un&#8217;America dove la fede religiosa si mescola alla violenza, dove la corruzione morale è la norma e dove il male si annida proprio dove dovrebbe esserci redenzione.</p>
<p><strong>Il film inizia nel 1945, quando il giovane marine Willard Russell, interpretato da Bill Skarsgård, torna dalla guerra</strong> portandosi dietro traumi che non lo abbandoneranno mai. Durante un&#8217;operazione militare si è imbattuto in un commilitone scuoiato e crocifisso dai giapponesi, costringendolo a porre fine alla sua agonia con un colpo di grazia. Quell&#8217;immagine, <strong>quella violenza estrema, quel momento in cui Dio sembra aver voltato le spalle all&#8217;umanità</strong>, segnerà per sempre la sua esistenza.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="The Devil All The Time starring Tom Holland &amp; Robert Pattinson | Official Trailer | Netflix" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/EIzazUv2gtI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Tornato a casa, Willard sposa la giovane cameriera Charlotte e si trasferisce a Knockemstiff cercando di costruire una vita normale. Ma quando sua moglie si ammala di cancro, la disperazione lo spinge verso forme di devozione sempre più estreme. Costruisce un altare nel bosco, prega ossessivamente, poi <strong>inizia a sacrificare animali, convinto che solo un atto estremo possa convincere Dio a concedere un miracolo</strong>. Il giovane Arvin, loro figlio, assiste a tutto questo, crescendo in un ambiente dove la linea tra fede e follia è diventata impercettibile.</p>
<p><strong>Tom Holland</strong>, che il grande pubblico conosce come l&#8217;attuale Spider-Man del Marvel Cinematic Universe, <strong>interpreta Arvin adulto con una maturità sorprendente</strong>. Questo ruolo rappresenta per l&#8217;attore britannico un distacco netto dall&#8217;immagine dell&#8217;eroe positivo, mostrandolo invece come un giovane segnato dalla perdita e dalla violenza, costretto a confrontarsi con un mondo dove la bontà sembra non avere spazio. Dopo la morte della madre e il conseguente suicidio del padre, <strong>Arvin si ritrova solo, bullizzato a scuola, cresciuto da una nonna che fa del suo meglio ma non può cancellare le cicatrici che il ragazzo porta dentro</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Le strade del male con Tom Holland e Robert Pattinson | Trailer ufficiale | Netflix Italia" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/M3ESnIX8zfU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>La struttura narrativa del film è particolare, quasi corale</strong>. Non segue una sola storia lineare ma intreccia le vite di diversi personaggi, tutti legati da un filo conduttore di violenza e religiosità deviata. C&#8217;è la coppia di serial killer formata da Carl e Sandy Henderson, interpretati rispettivamente da Jason Clarke e Riley Keough, che viaggia per le autostrade americane in cerca di autostoppisti da fotografare in pose compromettenti prima di ucciderli. C&#8217;è il predicatore Preston Teagardin, cui Robert Pattinson presta il volto con un&#8217;interpretazione disturbante, un uomo di chiesa che usa la sua posizione per abusare delle fedeli più giovani e vulnerabili, nascondendosi dietro la parola di Dio mentre commette gli atti più spregevoli.</p>
<p>Le strade del male è un film che chiede molto allo spettatore. Chiede di <strong>immergersi in un mondo senza speranza, di seguire personaggi raramente redimibili</strong>, di assistere a violenze esplicite e situazioni moralmente ripugnanti. Non è intrattenimento leggero, non offre catarsi facili o finali confortanti. È cinema che vuole disturbare, provocare, lasciare un segno. E in questo, per molti versi, ci riesce pienamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/robert-pattinson-e-tom-holland-hanno-recitato-insieme-prima-di-odissea-in-questo-thriller-poco-conosciuto/">Robert Pattinson e Tom Holland hanno recitato insieme prima di Odissea in questo thriller poco conosciuto</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Mammina, il finale spiegato: cosa succede davvero a Bela e perché il film cambia il destino del romanzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gioia Majuna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 20:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Guida all'interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Chastain]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'horror di Rob Savage con Jessica Chastain riscrive il finale di Incidents Around the House di Josh Malerman. Ecco cosa vuole l'entità, come viene sconfitta e perché l'ultima scena lascia qualche dubbio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/mammina-il-finale-spiegato-cosa-succede-davvero-a-bela-e-perche-il-film-cambia-il-destino-del-romanzo/">Mammina, il finale spiegato: cosa succede davvero a Bela e perché il film cambia il destino del romanzo</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ATTENZIONE: l&#8217;articolo contiene <strong>spoiler</strong> sul finale del film e del romanzo.</p>
<p>In <strong><em>Mammina </em></strong>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/mammina-la-recensione-jessica-chastain-si-sdoppia-in-un-horror-che-dimentica-come-fare-paura/" target="_blank" rel="noopener">la recensione</a>), il mostro più spaventoso non è quello che si nasconde nell&#8217;armadio, ma quello che assume il volto della persona di cui una bambina dovrebbe potersi fidare più di chiunque altro. L&#8217;horror diretto da <strong>Rob Savage</strong>, con <strong>Jessica Chastain</strong> nel doppio ruolo di Ursula e della sua inquietante imitatrice, costruisce attorno a questa idea una storia di possessione che, nel finale, prende una direzione molto diversa da quella del romanzo di <strong>Josh Malerman</strong>, <em>Incidents Around the House</em>.</p>
<p>La differenza è sostanziale: <strong>nel film Bella sopravvive e riesce a respingere l&#8217;entità, mentre nel libro il suo destino è decisamente più terribile</strong>. Ma per capire il significato di questa scelta bisogna partire da ciò che Mammina vuole davvero.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">Chi è Mammina e perché vuole entrare nel cuore di Bella?</span></h2>
<p>Fin dalle prime apparizioni, la creatura rivolge alla piccola <strong>Bella</strong> (Arabella Olivia Clark) una domanda apparentemente innocente: può entrare nel suo cuore?</p>
<p>Non si tratta di una richiesta d&#8217;affetto. Mammina è un&#8217;entità demoniaca che desidera ciò che gli esseri umani possiedono e lei no: <strong>un corpo vivo, un&#8217;identità e la possibilità di esistere nel mondo materiale</strong>. Entrare nel cuore della bambina significa appropriarsi della sua esistenza, cancellandone progressivamente la coscienza.</p>
<p>La creatura, però, non cerca semplicemente di sopraffarla con la forza. Ha bisogno del suo consenso e per ottenerlo alterna manifestazioni terrificanti a un comportamento rassicurante. Si presenta come un&#8217;amica, promette protezione e assume le sembianze di Ursula, sfruttando proprio il legame tra madre e figlia.</p>
<p>È una dinamica di manipolazione particolarmente crudele: <strong>Mammina crea paura e poi si propone come l&#8217;unica presenza capace di alleviarla</strong>. E più Bella si sente insicura nella propria famiglia, più quella falsa promessa di amore rischia di diventare convincente.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-319226" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/jessica-chastain-mammina-horro-film-2026-300x188.jpg" alt="jessica chastain mammina horro film 2026" width="351" height="220" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/jessica-chastain-mammina-horro-film-2026-300x188.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/jessica-chastain-mammina-horro-film-2026-768x482.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/07/jessica-chastain-mammina-horro-film-2026.jpg 1024w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" />Il segreto di Ursula: chi è il vero padre di Bella?</span></h2>
<p>Il demone trova terreno fertile nelle tensioni che attraversano la casa. Ursula e <strong>Russ</strong> (Jay Duplass) amano Bella, ma il loro rapporto è segnato da tradimenti e segreti che la bambina percepisce senza comprenderli pienamente.</p>
<p>Bella sa già che sua madre ha avuto una relazione con <strong>Frank</strong>, un amico di famiglia interpretato da Arian Moayed. Ma la verità che i genitori le nascondono è ancora più destabilizzante.</p>
<p>Quando la minaccia soprannaturale diventa insostenibile, Ursula rivela di essere stata sposata con un altro uomo quando ha conosciuto Russ. I due hanno iniziato una relazione clandestina, ma quando Ursula è rimasta incinta, <strong>il padre biologico di Bella era ancora il suo precedente marito</strong>.</p>
<p>Russ, dunque, non è il padre biologico della bambina, anche se è l&#8217;uomo che l&#8217;ha cresciuta e che lei considera suo padre.</p>
<p>La rivelazione non serve soltanto a spiegare le tensioni familiari. È fondamentale per il conflitto con Mammina: la creatura ha sfruttato la sensazione di Bella che gli adulti stessero nascondendo qualcosa, trasformando la sua insicurezza in una porta attraverso cui cercare di entrare.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">Il finale spiegato: come fa Bella a sconfiggere Mammina?</span></h2>
<p>Nello scontro conclusivo, Bella riesce a respingere l&#8217;entità non grazie a un esorcismo o a un intervento soprannaturale, ma affrontando ciò che ha cercato di evitare per tutta la storia.</p>
<p>La bambina comprende che <strong>i suoi genitori possono amarla pur essendo persone imperfette</strong>, capaci di mentire, tradirsi e ferirsi reciprocamente. Accetta che la propria famiglia non corrisponda all&#8217;immagine rassicurante alla quale si era aggrappata.</p>
<p>Questo cambiamento priva Mammina della sua principale arma: la possibilità di presentarsi come un&#8217;alternativa migliore agli adulti reali. Bella non ha più bisogno di credere alla promessa di una madre perfetta e onnipotente, perché ha imparato a riconoscere la differenza tra l&#8217;amore autentico, con tutte le sue contraddizioni, e quello utilizzato come strumento di controllo.</p>
<p><strong>Mammina viene così respinta e Bella conserva il proprio corpo.</strong> Anche Ursula e Russ sopravvivono. Il film sceglie quindi una conclusione relativamente rassicurante sul piano soprannaturale, ma non risolve automaticamente le fratture della famiglia.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">Come finisce Incidents Around the House? La differenza più importante con il romanzo</span></h2>
<p>È proprio qui che l&#8217;adattamento di Savage si allontana maggiormente dal libro di Josh Malerman.</p>
<p>Nel romanzo, <strong>Bella finisce per accettare la richiesta dell&#8217;entità e le permette di entrare nel proprio cuore</strong>. Subito dopo si ritrova in uno spazio immenso e vuoto, mentre sente la creatura esercitarsi a riprodurre la sua voce.</p>
<p>Il dettaglio suggerisce un vero e proprio scambio d&#8217;identità: Mammina si prepara a vivere nel mondo esterno al posto della bambina, mentre la coscienza originale di Bella rimane imprigionata altrove.</p>
<p>È un epilogo molto più crudele perché non si limita a mostrare la morte o la scomparsa della protagonista. Immagina qualcosa di peggiore: <strong>una sostituzione così completa che chi le sta vicino potrebbe non accorgersene</strong>.</p>
<p>Il film elimina questa conclusione e trasforma il confronto con il mostro in una dolorosa esperienza di maturazione. Bella perde la propria innocenza, ma non la propria identità. Nel romanzo, invece, la vulnerabilità infantile conduce a una sconfitta pressoché definitiva.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-321512" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026-300x174.jpg" alt="jessica chastain film horror mammina 2026" width="350" height="203" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026-300x174.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026-768x446.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Perché Ursula è infelice nell&#8217;ultima scena? È stata posseduta?</span></h2>
<p>L&#8217;ultima sequenza mostra Bella e Russ insieme, intenti a ridere, mentre Ursula appare distante e infelice. Dopo quanto accaduto, l&#8217;espressione della donna potrebbe sembrare il segnale di un&#8217;ulteriore minaccia.</p>
<p><strong>Il film, tuttavia, non conferma che Ursula sia posseduta.</strong> La sua espressione può essere interpretata più semplicemente come la conseguenza di una verità che il lieto fine soprannaturale non può cancellare: il matrimonio è ancora in crisi.</p>
<p>La famiglia ha sconfitto una presenza demoniaca, ma non ha risolto le contraddizioni che ne avevano favorito l&#8217;intrusione. Russ e Bella possono condividere un momento di serenità; Ursula, invece, sembra incapace di ritrovare la stessa tranquillità.</p>
<p>È una conclusione coerente con il percorso della bambina. <strong>Superare Mammina non significa tornare alla famiglia idealizzata di prima</strong>, ma imparare a convivere con una realtà emotivamente più complessa.</p>
<h2 style="color: #c00000;"><span style="color: #ff0000;">La scena dopo i titoli di coda significa che Mammina è ancora viva?</span></h2>
<p><em>Mammina</em> contiene anche un&#8217;ultima apparizione dell&#8217;entità dopo i titoli di coda. La creatura guarda verso lo spettatore e porta un dito alle labbra, invitandolo a fare silenzio.</p>
<p>Il momento suggerisce che la presenza demoniaca non sia necessariamente scomparsa per sempre, ma <strong>non dimostra che abbia conquistato il corpo di Bella o di Ursula</strong>. Funziona soprattutto come un&#8217;ultima provocazione horror rivolta direttamente al pubblico.</p>
<p>Resta così una differenza decisiva tra i due finali: nel romanzo l&#8217;orrore vince appropriandosi dell&#8217;identità della bambina; nel film Bella sopravvive, ma deve rinunciare all&#8217;idea che crescere significhi poter contare su adulti infallibili.</p>
<p><strong>Il vero prezzo della sua salvezza è la perdita dell&#8217;innocenza.</strong> Mammina non riesce a rubarle la vita, ma la costringe a guardare finalmente la propria famiglia per ciò che è, senza più poterla confondere con una promessa di protezione assoluta.</p>
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		<title>Crossed, il teaser trailer: il creatore di The Boys e il regista di The Sadness uniscono le forze per un horror estremo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 18:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal controverso fumetto di Garth Ennis arriva un'apocalisse in cui gli infetti non perdono la ragione, ma ogni freno morale. Rob Jabbaz promette un incubo senza compromessi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/crossed-il-teaser-trailer-il-creatore-di-the-boys-e-il-regista-di-the-sadness-uniscono-le-forze-per-un-horror-estremo/">Crossed, il teaser trailer: il creatore di The Boys e il regista di The Sadness uniscono le forze per un horror estremo</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi conosce <strong><em>Crossed</em></strong> sa che portarlo al cinema significa confrontarsi con uno dei fumetti horror più estremi e controversi degli ultimi decenni. Adesso l&#8217;adattamento cinematografico comincia a prendere forma: è stato diffuso il <strong>primo teaser trailer vietato ai minori</strong> del film diretto da <strong>Rob Jabbaz</strong>, già autore di <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/the-sadness-la-recensione-del-film-horror-taiwanese-di-robert-jabbaz/" target="_blank" rel="noopener"><em>The Sadness</em></a>, e scritto da <strong>Garth Ennis</strong>, il fumettista dietro <em>The Boys</em> e <em>Preacher</em>.</p>
<p>Un incontro creativo particolarmente significativo, considerando che proprio <em>Crossed</em> era stato una delle fonti d&#8217;ispirazione di Jabbaz per il suo esordio cinematografico. Dopo aver esplorato in <em>The Sadness</em> le conseguenze di un&#8217;epidemia capace di trasformare gli esseri umani in assassini sadici, il regista si confronta quindi direttamente con l&#8217;opera che aveva contribuito a influenzare il suo immaginario.</p>
<p>Creato da Ennis e illustrato da <strong>Jacen Burrows</strong>, <em>Crossed</em> racconta un mondo devastato da una misteriosa infezione. Chi contrae la malattia sviluppa un caratteristico <strong>segno a forma di croce sul volto</strong> e perde qualsiasi freno morale, abbandonandosi ai propri impulsi più violenti e perversi.</p>
<p>A differenza degli zombie tradizionali, però, gli infetti <strong>non perdono intelligenza, memoria o capacità di ragionamento</strong>. Possono parlare, organizzarsi, usare armi e pianificare le proprie azioni, rendendo la loro brutalità ancora più imprevedibile. Non si tratta dunque di creature guidate semplicemente dalla fame, ma di esseri umani privati di ogni inibizione, capaci di esercitare deliberatamente la crudeltà.</p>
<p>La storia seguirà <strong>Stan e Cindy</strong>, interpretati rispettivamente da <strong>Devin Druid</strong> (<em>13 Reasons Why</em>) e <strong>Ash Santos</strong> (<em>American Horror Story</em>), alla guida di un gruppo di sopravvissuti che tenta di raggiungere il nord per sfuggire agli infetti.</p>
<p>Nel cast figurano anche <strong>Ethan Jones Romero</strong> nel ruolo di Thomas, Kyla Hee in quello di Kelly, Chido Nwokocha nei panni di Kitrick, Spenser Granese come Brett, Bob Morley come Randall, Ana Mulvoy Ten come Sheena, Steven Hack come Geoff e Lorenzo Ross come Patrick.</p>
<p>Tra gli infetti spicca invece <strong>Owen Harn</strong>, chiamato a interpretare Horsecock, uno degli antagonisti più inquietanti della storia. Al suo fianco ci saranno Fedor Steer nel ruolo di Face e Kelvin Adekunle in quello di Stump. Completano il cast Angie Campbell e Peter Falls, rispettivamente nei panni di Amy e Joel.</p>
<p>La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso <strong>Garth Ennis</strong> e prende come riferimento i <strong>primi dieci numeri della serie originale</strong>, quelli che hanno introdotto il mondo di <em>Crossed</em> e ne hanno definito l&#8217;identità narrativa, fondata su un&#8217;esplorazione particolarmente brutale della violenza umana.</p>
<p>Il coinvolgimento diretto dell&#8217;autore e la scelta di Jabbaz suggeriscono la volontà di non attenuare eccessivamente il materiale di partenza. Del resto, <em>The Sadness</em> aveva già dimostrato come il regista fosse interessato non soltanto alla violenza grafica, ma anche all&#8217;idea di un contagio che trasformi gli impulsi più oscuri dell&#8217;essere umano in comportamenti incontrollabili.</p>
<p>Resta da capire quanto l&#8217;adattamento riuscirà a conservare della radicalità del fumetto senza limitarsi ad accumulare atrocità. <strong>Il vero elemento disturbante di <em>Crossed</em>, infatti, non è semplicemente la quantità di violenza, ma il fatto che i suoi responsabili continuino a essere pienamente consapevoli delle proprie azioni.</strong> È questa caratteristica a distinguere l&#8217;opera di Ennis dalla maggior parte dei racconti apocalittici sugli infetti.</p>
<p>Il primo teaser, riservato a un pubblico adulto, offre un assaggio dell&#8217;atmosfera del film. <strong>Una data di uscita precisa non è stata ancora annunciata.</strong></p>
<p>Di seguito il <strong>primo teaser trailer originale di <em>Crossed</em></strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="CROSSED Movie Teaser Trailer - The Sadness Director's Extreme Horror Movie Adapts Garth Ennis Comic" src="https://www.youtube.com/embed/rN8Ke4mWKG4" width="1035" height="582" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/crossed-il-teaser-trailer-il-creatore-di-the-boys-e-il-regista-di-the-sadness-uniscono-le-forze-per-un-horror-estremo/">Crossed, il teaser trailer: il creatore di The Boys e il regista di The Sadness uniscono le forze per un horror estremo</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Animals, recensione: Ben Affleck torna al crime thriller, ma dimentica la lezione di Kurosawa</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/animals-recensione-ben-affleck-torna-al-crime-thriller-ma-dimentica-la-lezione-di-kurosawa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gioia Majuna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Affleck]]></category>
		<category><![CDATA[Gillian Anderson]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Yeun]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ben Affleck dirige e interpreta il nuovo thriller Netflix con Kerry Washington, Steven Yeun e Gillian Anderson: un rapimento, una campagna elettorale e un dilemma morale che promette molto più di quanto mantenga</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/animals-recensione-ben-affleck-torna-al-crime-thriller-ma-dimentica-la-lezione-di-kurosawa/">Animals, recensione: Ben Affleck torna al crime thriller, ma dimentica la lezione di Kurosawa</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un candidato sindaco, una famiglia apparentemente perfetta e un rapimento che rischia di mandare in frantumi tanto la vita privata quanto le ambizioni politiche. Sulla carta, <strong><em>Animals</em></strong>, il nuovo thriller Netflix diretto e interpretato da <strong>Ben Affleck</strong>, possiede tutti gli ingredienti per un racconto teso e moralmente ambiguo. Eppure, nonostante un cast che comprende <strong>Kerry Washington, Steven Yeun e Gillian Anderson</strong>, il film fatica a trasformare le sue premesse in qualcosa di realmente coinvolgente, soprattutto quando diventa evidente quanto debba al cinema di <strong>Akira Kurosawa</strong>.</p>
<p>Affleck interpreta <strong>Mark Kimball</strong>, candidato indipendente alla carica di sindaco di Los Angeles. Ex militare e uomo dalle molteplici esperienze professionali, Mark ha costruito la propria campagna su promesse di trasparenza, uguaglianza e rinnovamento. Ma dietro l&#8217;immagine pubblica si nasconde una situazione precaria: i sondaggi lo danno in svantaggio, le spese elettorali hanno prosciugato le sue risorse e persino la casa di famiglia è stata ipotecata per finanziare la corsa al municipio.</p>
<p>Anche il matrimonio con <strong>Abigail (Kerry Washington)</strong>, psicologa e madre di suo figlio Denny, è tutt&#8217;altro che solido. Quando, durante la notte di Halloween, il bambino viene apparentemente rapito e i sequestratori chiedono sette milioni di dollari, Mark scopre che la sua ricchezza non è più sufficiente a garantirgli una soluzione. Il responsabile della campagna, <strong>Sam (Steven Yeun)</strong>, propone allora di rivolgersi a Dayle Burton (Gillian Anderson), una misteriosa consulente specializzata nel risolvere crisi compromettenti per personaggi pubblici.</p>
<p>La struttura narrativa richiama immediatamente <strong><em>Anatomia di un rapimento</em> (<em>High and Low</em>, 1963)</strong> di Kurosawa, già reinterpretato da Spike Lee nel recente <em>Highest 2 Lowest</em>. Il punto di contatto non è soltanto il sequestro, ma soprattutto il dilemma che ne deriva: <strong>quanto vale una vita umana quando salvarla significa sacrificare il proprio privilegio?</strong> Affleck trasferisce la questione nella politica americana contemporanea, intrecciandola con le contraddizioni di un candidato che predica solidarietà e inclusione, ma protegge anzitutto i propri interessi.</p>
<p>È qui che <em>Animals</em> avrebbe potuto trovare una propria identità. La campagna elettorale offre infatti un terreno ideale per esplorare <strong>la distanza tra convinzioni dichiarate e comportamenti reali</strong>. Mark parla spagnolo con gli elettori latinoamericani e difende pubblicamente gli immigrati, ma evita di assumere il compagno senza documenti della collaboratrice domestica Cecilia (Adriana Paz), temendo ripercussioni sulla propria immagine. La crisi familiare dovrebbe costringerlo a confrontarsi con quelle stesse disuguaglianze che, fino a quel momento, aveva potuto osservare da una posizione privilegiata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-321499" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/ben-affleck-film-animals-netflix-300x200.jpg" alt="ben affleck film animals netflix" width="341" height="227" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/ben-affleck-film-animals-netflix-300x200.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/ben-affleck-film-animals-netflix-768x512.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/ben-affleck-film-animals-netflix.jpg 1024w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" />Il problema è che <strong>la sceneggiatura di Affleck, Billy Ray e Connor O. McIntyre introduce questioni che raramente approfondisce</strong>. Le tensioni razziali e sociali restano sullo sfondo, mentre il matrimonio in crisi e i segreti dei protagonisti occupano uno spazio sproporzionato rispetto al loro peso drammatico. Le conversazioni si moltiplicano, i personaggi discutono continuamente delle conseguenze delle proprie scelte, ma il racconto sembra incapace di tradurre questi conflitti in autentica suspense.</p>
<p>Neppure la regia riesce a compensare tale debolezza. Affleck aveva dimostrato con <em>Gone Baby Gone</em> e <em>The Town</em> di saper intrecciare tensione criminale, psicologia dei personaggi e geografia urbana. Qui, nonostante <strong>la fotografia di</strong> <strong>Robert Elswit</strong>, Los Angeles rimane sorprendentemente anonima. Gran parte dell&#8217;azione si svolge negli interni della lussuosa abitazione dei Kimball, mentre gli spazi cittadini, potenzialmente decisivi per raccontare le divisioni sociali, vengono utilizzati soprattutto come scenari funzionali.</p>
<p>Qualche intuizione emerge, come il lungo movimento di macchina che accompagna il caos successivo alla notizia del rapimento, ma <strong>la messinscena rimane generalmente piatta</strong>. Persino le sequenze più movimentate soffrono di una costruzione poco incisiva, mentre il finale accumula svolte e soluzioni difficili da accettare, indebolendo ulteriormente le implicazioni morali della vicenda.</p>
<p>Sul fronte interpretativo, Affleck è convincente nel restituire l&#8217;ambiguità di un uomo che vorrebbe apparire sincero senza rinunciare al controllo della propria immagine. Kerry Washington, invece, fatica a rendere Abigail qualcosa di più di una figura costantemente esasperata, mentre Steven Yeun rimane confinato nel ruolo del consigliere pragmatico.</p>
<p><strong>A distinguersi è</strong> <strong>Gillian Anderson</strong>, che trasforma Dayle Burton in una presenza glaciale, elegantissima e deliberatamente sopra le righe. Il suo personaggio, con il completo bianco e la disinvoltura con cui attribuisce un prezzo a qualsiasi compromesso, introduce una vena di cinismo quasi grottesco. È una delle poche occasioni in cui il film sembra consapevole del potenziale corrosivo della propria materia.</p>
<p>Alla fine, <strong><em>Animals</em> rimane un thriller più interessato a enunciare i propri dilemmi che a metterli realmente alla prova</strong>. Dove Kurosawa costruiva un confronto spietato tra responsabilità individuale e disuguaglianza sociale, Affleck preferisce una narrazione più accomodante, nella quale anche le decisioni più discutibili finiscono per perdere le proprie conseguenze. Un&#8217;occasione mancata per un regista che, proprio nel cinema criminale, aveva trovato alcune delle sue espressioni migliori.</p>
<p><strong>Su Netflix dal 9 ottobre.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/animals-recensione-ben-affleck-torna-al-crime-thriller-ma-dimentica-la-lezione-di-kurosawa/">Animals, recensione: Ben Affleck torna al crime thriller, ma dimentica la lezione di Kurosawa</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Mammina, la recensione: Jessica Chastain si sdoppia in un horror che dimentica come fare paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gioia Majuna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 07:32:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Chastain]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rob Savage adatta il romanzo di Josh Malerman e trasforma le tensioni familiari in un incubo soprannaturale. Ma tra jump scare, effetti digitali e continui cambi di tono, l'orrore resta sorprendentemente innocuo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una bambina di sette anni scopre che qualcosa si nasconde nella sua casa. Ha l&#8217;aspetto di sua madre, ma non è sua madre. È una premessa inquietante quella di <strong><em>Mammina </em></strong>(<em>Other Mommy</em>), il nuovo horror di <strong>Rob Savage</strong>, regista di <em>Host</em> e <em>The Boogeyman</em>, tratto dal romanzo <em>Incidents Around the House</em> di <strong>Josh Malerman</strong>.(e non da <em>Coraline</em> di Neil Gaiman &#8230;). Interpretato da <strong>Jessica Chastain</strong>, il film possiede un&#8217;idea capace di insinuarsi nelle paure infantili, ma la disperde in una successione di spaventi meccanici e trovate visive che finiscono per neutralizzarla.</p>
<p>La protagonista è <strong>Bella (Arabella Olivia Clark)</strong>, che vive con la madre Ursula (Chastain) e il padre Russell (Jay Duplass). Dietro l&#8217;apparente normalità domestica, il matrimonio dei genitori attraversa una crisi che la bambina percepisce senza comprenderne le ragioni. Nella sua cameretta, intanto, ha stretto un rapporto con una presenza che chiama Mammina: una creatura capace di assumere le sembianze di Ursula e che insiste affinché Bella le permetta di entrare nel suo cuore.</p>
<p>Il presupposto più interessante riguarda <strong>la percezione infantile delle contraddizioni degli adulti</strong>. Bella coglie le reticenze dei genitori e intuisce che la madre le nasconde qualcosa. Il doppio mostruoso potrebbe incarnare la frattura tra l&#8217;immagine rassicurante della figura materna e la scoperta che anche gli adulti mentono, desiderano altro e possono diventare emotivamente inaccessibili.</p>
<p>È un terreno fertile per un horror psicologico costruito sull&#8217;incertezza. Savage, però, rinuncia quasi immediatamente a coltivarla. <strong>La presenza soprannaturale si manifesta troppo presto</strong>, rendendosi visibile anche agli adulti e trasformando il progressivo deterioramento della sicurezza domestica in una serie di aggressioni spettacolari. La domanda non è più se Bella possa fidarsi di ciò che vede, ma quale nuova apparizione escogiterà la creatura.</p>
<p>Il regista dimostra comunque <strong>talento per l&#8217;immagine perturbante</strong>. Mammina altera le proporzioni del corpo, compare negli spazi vuoti dell&#8217;inquadratura e modifica le leggi fisiche degli ambienti. Una festa familiare e una piscina di palline diventano scenari di incursioni soprannaturali, tra movimenti di macchina e distorsioni prospettiche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-321512" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026-300x174.jpg" alt="jessica chastain film horror mammina 2026" width="348" height="202" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026-300x174.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026-768x446.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/09/jessica-chastain-film-horror-mammina-2026.jpg 1024w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /></p>
<p><strong>Il problema è che l&#8217;invenzione visiva non si traduce in tensione.</strong> Le sequenze seguono uno schema riconoscibile: apparente tranquillità, anomalia nell&#8217;ambiente, movimento improvviso e inevitabile jump scare. Ripetuto senza variazioni, il meccanismo perde efficacia. Savage mantiene il film in uno stato di allarme permanente, dimenticando che la paura ha bisogno anche di attesa e incertezza.</p>
<p>A indebolire il racconto contribuisce <strong>la gestione del punto di vista</strong>. La storia dovrebbe appartenere a Bella, eppure la macchina da presa si concentra sulla bambina senza restituirci davvero il suo modo di elaborare gli eventi. Anche dopo episodi traumatici, le sue reazioni appaiono <strong>superficiali</strong>. La sceneggiatura di Nathan Elston procede da una situazione estrema all&#8217;altra, sacrificando la continuità emotiva alla necessità di introdurre nuovi spaventi.</p>
<p>Ne risente la componente familiare. Il rapporto tra Ursula e Russell, con omissioni e risentimenti, dovrebbe alimentare l&#8217;orrore, ma rimane schematico. <strong>La creatura sembra rappresentare le paure di Bella senza che il film stabilisca un legame convincente tra quelle paure e le sue manifestazioni.</strong> Non serve necessariamente spiegare l&#8217;origine di un&#8217;entità demoniaca; occorre però che il suo comportamento acquisti significato all&#8217;interno della storia.</p>
<p>In questo contesto, <strong>Jessica Chastain è l&#8217;elemento più interessante</strong>. L&#8217;attrice distingue la freddezza di Ursula dall&#8217;esuberanza sinistra del suo doppio, concedendosi espressioni esasperate e una fisicità innaturale. La sua interpretazione suggerisce un film più ambiguo, nel quale l&#8217;orrore potrebbe nascere dall&#8217;impossibilità di distinguere una madre autentica da una presenza che ne riproduce i gesti affettuosi. Ma il <strong>registro quasi caricaturale</strong> della creatura, amplificato dagli effetti digitali, provoca spesso incredulità anziché disagio.</p>
<p>Arabella Olivia Clark offre una prova spontanea, pur dovendo sostenere reazioni non sempre credibili, mentre Jay Duplass interpreta un padre affettuoso e spaesato, il cui comportamento oscilla tra preoccupazione e leggerezza. Anche <strong>il tono rimane instabile</strong>: alcune scene cercano un orrore familiare doloroso, altre sfiorano una comicità grottesca che non appare pienamente intenzionale.</p>
<p>Il limite di <em>Mammina</em> non è dunque la mancanza di idee, ma l&#8217;incapacità di svilupparle. <strong>La figura materna diventa terrificante quando smette di essere riconoscibile</strong>, ma il film preferisce trasformare questa intuizione in un catalogo di deformazioni corporee e apparizioni improvvise. Più la creatura mostra ciò che sa fare, meno diventa misteriosa.</p>
<p>Ne emerge un horror movimentato, a tratti visivamente ingegnoso, incapace però di costruire un&#8217;autentica esperienza di paura. Con <em>Host</em>, Savage aveva dimostrato quanto fosse efficace lavorare sui limiti dello spazio e su ciò che resta fuori campo. Qui dispone di mezzi maggiori, ma sembra aver perso quella disciplina. <strong><em>Mammina</em> continua a mostrarci il mostro, quando avrebbe dovuto farci temere di riconoscerlo.</strong></p>
<p>Se qualcosa non è chiaro e volete approfondire il significato del film e del finale, agevoliamo <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/mammina-il-finale-spiegato-cosa-succede-davvero-a-bela-e-perche-il-film-cambia-il-destino-del-romanzo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>una spiegazione</strong></a></span>.</p>
<p>Nei cinema <strong>dall&#8217;8 ottobre</strong>.</p>
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		<title>Il pericolo proviene da dentro di noi: questo film è il thriller più spaventoso di tutti i tempi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 06:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il thriller di Soderbergh che ha previsto la pandemia nel 2011 con accuratezza scientifica. Scopri come il film è diventato profetico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/il-pericolo-proviene-da-dentro-di-noi-questo-film-e-il-thriller-piu-spaventoso-di-tutti-i-tempi/">Il pericolo proviene da dentro di noi: questo film è il thriller più spaventoso di tutti i tempi</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando Contagion uscì nelle sale</strong> nel settembre 2011, <strong>pochi si aspettavano che quel thriller medico</strong> firmato Steven Soderbergh <strong>sarebbe diventato una delle opere più profetiche del cinema contemporaneo</strong>. Il film, che all&#8217;epoca incassò discretamente senza lasciare un segno indelebile nell&#8217;immaginario collettivo, è tornato prepotentemente alla ribalta durante la pandemia di Covid-19, scalando le classifiche delle piattaforme streaming e generando un dibattito globale sulla sua inquietante accuratezza.</p>
<p>La trama di Contagion si sviluppa attorno a uno scenario che nel 2011 appariva come pura fantascienza catastrofica, ma che oggi risuona con una familiarità agghiacciante. <strong>Beth Emhoff, interpretata da Gwyneth Paltrow, torna a Minneapolis dopo un viaggio d&#8217;affari</strong> a Hong Kong. Quello che sembra un banale jet lag si rivela invece il <strong>sintomo di un virus letale e sconosciuto. In 48 ore, la donna muore</strong> in un pronto soccorso, lasciando i medici e il marito Mitch, un Matt Damon scioccato e impotente, senza risposte.</p>
<p>Da lì inizia <strong>una reazione a catena inarrestabile. Il virus si diffonde attraverso i gesti più banali</strong> della quotidianità: una stretta di mano durante una riunione d&#8217;affari, una mano nella ciotola dei salatini di un aeroporto, un colpo di tosse su un autobus affollato. Basta un contatto, un solo istante, per trasmettere il contagio. Minneapolis, Chicago, Londra, Parigi, Tokyo, Hong Kong: il numero dei casi cresce esponenzialmente, da uno a quattro, poi sedici, centinaia, migliaia. Una pandemia globale esplode sotto gli occhi dello spettatore.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Primi Minuti | Contagion" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/aav1g29cjAY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La forza di Contagion risiede proprio nell&#8217;<strong>approccio quasi documentaristico con cui Soderbergh affronta la materia.</strong> Il regista premio Oscar, noto per la sua versatilità stilistica dimostrata in opere come Traffic e la trilogia di Ocean&#8217;s, costruisce qui una narrazione corale che intreccia le storie di ricercatori, politici, giornalisti e comuni cittadini alle prese con un nemico invisibile. Al Center for Disease Control degli Stati Uniti, il vice direttore Ellis Cheever, interpretato da Laurence Fishburne, cerca di contenere il panico crescente mentre coordina la risposta dell&#8217;agenzia federale. <strong>Kate Winslet veste i panni della dottoressa Erin Mears, incaricata di valutare i rischi sul campo</strong>, mentre Marion Cotillard interpreta Leonora Orantes dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, impegnata a tracciare l&#8217;origine del virus in Cina.</p>
<p>Ma <strong>ciò che rende Contagion particolarmente inquietante</strong>, oltre alla precisione scientifica con cui descrive la diffusione di un agente patogeno, <strong>è la sua capacità di anticipare le dinamiche sociali e mediatiche</strong> che avrebbero caratterizzato la pandemia reale. Il personaggio di Alan Krumwiede, un blogger complottista interpretato da Jude Law, incarna perfettamente la figura del diffusore di fake news, che alimenta la psicosi collettiva sostenendo l&#8217;esistenza di cure miracolose non riconosciute dalle autorità sanitarie. La sua influenza sui social media scatena disordini civili, assalti alle farmacie e una crisi di fiducia nelle istituzioni che suona drammaticamente familiare a chiunque abbia vissuto gli anni della pandemia da Covid-19.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Contagion - Primo trailer in italiano" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/_hi8iRR9NFY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Il film si distingue anche per il cast stellare assemblato da Soderbergh</strong>, un ensemble che include alcuni dei nomi più prestigiosi di Hollywood. Accanto ai già citati Paltrow, Damon, Winslet, Law, Cotillard e Fishburne, troviamo anche Jennifer Ehle nei panni della dottoressa Ally Hextall, la ricercatrice che lavora allo sviluppo del vaccino, Elliott Gould come il dottor Ian Sussman, Bryan Cranston e persino un cameo del giornalista medico Sanjay Gupta che interpreta se stesso.</p>
<p><strong>Oggi Contagion è disponibile su diverse piattaforme streaming in Italia, da Netflix a Prime Video</strong>, oltre che per il noleggio e l&#8217;acquisto su servizi come Chili, TIMVISION, Rakuten TV, Google Play e iTunes. La sua durata di 105 minuti permette una visione intensa e concentrata, che non concede pause o momenti di leggerezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/il-pericolo-proviene-da-dentro-di-noi-questo-film-e-il-thriller-piu-spaventoso-di-tutti-i-tempi/">Il pericolo proviene da dentro di noi: questo film è il thriller più spaventoso di tutti i tempi</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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