Horror & Thriller

5/10 su 448 voti. Titolo originale: Amityville: The Awakening, uscita: . Budget: sconosciuto. Regista: Daniel Farrands.

[recensione] Amityville – Il Risveglio di Franck Khalfoun

di

Bella Thorne e Jennifer Jason Leigh sono le protagoniste del nuovo capitolo della celebre saga della casa infestata, che cerca attraverso il metafilmico di dire qualcosa di nuovo, con alterne fortune

Amityville – Il Risveglio (Amityville – The Awakening), scritto e diretto da Franck Khalfoun (Maniac), è il tredicesimo film che trae spunto dai terribili omicidi avvenuti nella celebre casa di 112 Ocean Avenue ad Amityville, New York, che però cerca di discostarsi dai suoi predecessori mettendo in gioco una maggior consapevolezza, un tocco di metafilmico e modernizzando l’arcinota storia che ha dato vita a infinite filiazioni fin dagli anni ’70. Riesce in effetti a mostrare addirittura qualcosa di un minimo più inventivo della media (viste anche le limitate aspirazioni del prodotto, probabilmente destinato direttamente all’homevideo nel resto del mondo), ma cade in fallo purtroppo nell’ultimo atto dello svolgimento, proprio nel suo momento culmine. La colpa del parziale fallimento è forse da ricercarsi, oltre che nei limitati fondi, marchio di fabbrica della Blumhouse, nelle difficoltà di lavorazione e nei cambi di rotta della lavorazione: inizialmente prevista con il titolo di The Amityville Horror: The lost tapes, la pellicola sarebbe infatti dovuta essere un found footage e uscire già nel gennaio del 2015, salvo poi, dopo mille peripezie in termini di riscritture e ritardi, approdare soltanto ora nei cinema (in quelli italiani – tra i primi paesi al mondo a proiettarlo – a partire dal 24 agosto).

amityville risveglio posterUltimo erede d’una lunga stirpe, Il Risveglio deve innanzitutto fare i conti con tutto ciò che l’ha preceduto, aspetto niente affatto facile. Il fascinosissimo materiale primigenio, i fatti di cronaca legati all’abitazione infestata, sono stati certo stati una fonte inesauribile di ispirazione per numerosissimi lungometraggi (gli ultimi 10 capitoli del franchise sono tutt’ora inediti nel nostro paese), documentari e libri; il primo romanzo di Jay AnsonOrrore ad Amityville (The Amityville Horror) risale al 1977, da cui è stato adattato peraltro il capostipite filmico ed Amityville Horror di Stuart Rosenberg del 1979 e il suo sequel, è tra i punti di riferimento irrinunciabili per il sottogenere, sempre molto in voga, della haunted house. Poi c’è la storia originaria: il 13 novembre 1974, alle 3.15 di notte, il ventenne Ronald DeFeo Jr. imbraccia un fucile a canne mozze e stermina tutta la famiglia senza alcuna pietà all’interno della loro villetta. Il ragazzo, decisamente problematico, faceva uso di alcol, droghe ed LSD e al processo, tenutosi il 14 ottobre 1975, non fu difficile sostenere per la difesa l’infermità mentale, supportata peraltro dall’affermazione di aver sentito delle voci nella sua testa che gli intimavano di uccidere la madre, il padre e i 4 fratelli e sorelle minori. Non solo, nel dicembre 1986 la famiglia Lutz si trasferì nella fosca casa coloniale e fuggì dopo solo un mese, adducendo che delle presenze maligne abitassero le sue mura; furono chiamati i celebri coniugi Warren, vere eminenze nel campo della demonologia, i quali affermarono di aver percepito delle presenze maligne nello scantinato, fatto che il professor Hans Holzer, scrittore e studioso del paranormale, confermò e addusse all’esistenza di un cimitero indiano (dopo una visita nel 1976 con i suddetti e altri esperti in materia).

Non potendo cancellare i pregressi, Amityville: Il Risveglio sceglie saggiamente di concentrarsi su una storia inedita e aggiornata, praticamente al femminile. Protagonista è Belle (Bella Thorne), adolescente dark e travagliata che si trasferisce nella funesta magione con la madre Joan (Jennifer Jason Leigh), la sorellina Juliet (Mckenna Grace) e il gemello James (Cameron Monaghan), in coma già da due anni dopo un incidente. La ragazza è del tutto ignara dei trascorsi non proprio edificanti della sua abitazione, che pare invece essere stata consapevolmente scelta dalla genitrice single (il padre è morto di cancro anni prima) per il – comprensibilmente – modico costo (i soldi le servono per fornire le debite cure al figlio in stato pressoché vegetativo), nonché perché si trova vicino a dove risiede la sorella infermiera Candice, incarnata dalla ex specializzanda di Dottor House e figlia di Biancaneve in C’era una volta Jennifer Morrison, qui in un ruolo assai marginale.

Amityville The Awakening bellaCome è ovvio aspettarsi, dopo poco che i nuovi arrivati risiedono tra le mura maledette, l’entità che vi dimora inizia a farsi sentire, prima solo nella sfera onirica, attraverso terrificanti incubi, poi sempre più invasivamente. I segnali della presenza demoniaca sono convenzionali: oltre alle visioni già citate, c’è tutto il repertorio di apparizioni, ombre, porte che si aprono da sole, scricchiolii, l’infante di turno che comunica inspiegabilmente con il fratello e infine terrificanti mostri che emergono dall’ombra di tanto in tanto; su questo fronte non assistiamo a nulla di inedito o degno d’interesse, nè tantomeno gore, visto il PG-13: ci sono una serie di escamotage narrativi e visivi piuttosto ritriti, che chiamano i classici ‘salti sulla sedia’ che sono peraltro intensificati dai soliti effetti sonori improvvisi tesi all’aumento delle palpitazioni. Diversamente, è singolare la scelta della vittima della possessione stessa: si tratta di James, il quale è incapace di muoversi o di dare anche il benché minimo segno di vita, ma che, poco dopo il trasloco, inizia a dare prova di un miracoloso rinsavimento, cominciando a sbattere le palpebre, mostrando capacità cognitive e poi respirando addirittura da solo, fatto che non solo stupisce il Dottor Milton (Kurtwood Smith), che lo ha in cura, ma che genera il giubilo incondizionato della madre, mentre saggiamente è più sospettosa la gemella, soprattutto quando viene a sapere dei trascorsi della villa. Fatto curioso, i più assidui frequentatori della cinematografia del terrore non potranno non notare la somiglianza con i presupposti narrativi del recente Shut In (la nostra recensione) di Farren Blackburn, in cui il diciottenne Stephen, interpretato da Charlie Heaton, si ritrova gravemente menomato e allettato dopo un terribile incidente che lo rendeva tetraplegico, e la matrigna, Naomi Watts, se ne prendeva cura da sola in una grande e isolata abitazione nel mezzo dei boschi, finché dei sinistri fenomeni non iniziavano a susseguirsi; se differente era poi lo sviluppo, alcuni tratti sono tutt’altro che dissimili, tenendo comunque conto che questo film è successivo a quello di Khalfoun.

Amityville The AwakeningTornando invece alla maniera con cui viene trattata la cospicua e multiforme tradizione legata a Amityville, intelligente è la scelta di approcciare il tutto con un tono piuttosto smaliziato: sin dalle prime sequenze vengono mostrate direttamente alcune immagini di repertorio tratte dai servizi dei telegiornali dell’epoca degli omicidi, nonché brani presi dal film del 1979 e addirittura gli amici di Belle, Terrence (Thomas Mann) e Marissa (Taylor Spreitler), le regalano il libro di Anson per comprendere meglio la situazione in cui è probabilmente capitata. Questa scelta conferisce alla pellicola una direzione palesemente metafilmica e curiosamente consapevole. Inoltre, i compagni di scuola parlano apertamente e con un certo sarcasmo dei misfatti avvenuti al 112 di Ocean Avenue e vogliono addirittura vedere il suddetto DVD horror nella casa infestata esattamente alle 3.15 di notte, sottolineando come soltanto il primo e il secondo capitolo siano davvero degni di essere visti e schifando il remake (perchè “i seguiti sono tutti uguali”), presente nella pila dei papabili per la visione. Purtroppo però, il film non osa più di tanto in termini di irriverenza metacinematografica (come invece aveva fatto con successo Scream per intenderci), ma si limita solo ad alcune sparute uscite, per poi tornare a toni più seriosi, tra vagheggiamenti all’eutanasia o all’ateismo, fallendo nel trattarli con la necessaria profondità. Denso altresì di stramberie, abbiamo nei momenti topici il mix di sguardo sgranato e rachitismo innaturale che rimanda fin troppo alla Mummia incarnata da Boris Karloff, per non parlare del finale, assolutamente scontato anche per chi ha soltanto un minimo di familiarità con la saga.

Sebbene quindi in Amityville – Il Risveglio ci sia pur qualche carattere non del tutto esecrabile – specie se si inizia la visione senza aspettarsi proprio nulla -, come la recitazione della Jason Leigh ad esempio, che riesce sempre a mantenersi credibile tra il folle, l’ossessivo e l’inquietante, nonché le grazie della Thorne, mostrate in parte in qualche mise conturbante (tra cui una culotte rosa con voilé), questi non sono sufficienti a salvare il film dalla mediocrità che a tratti declina nel demenziale.

Di seguito il trailer ufficiale italiano:

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