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Vin Diesel difende Fast and Furious a Cannes: “Il cinema popolare non è arte minore”

17/05/2026 news di Stella Delmattino

La star risponde alle polemiche

Paul Walker e vin diesel in Fast and Furious (2001)

Vin Diesel è tornato al Festival di Cannes per celebrare il 25° anniversario di Fast and Furious, trasformando l’evento in un momento simbolico non solo per il franchise, ma anche per il proprio percorso artistico. In un editoriale pubblicato da Variety, l’attore ha riflettuto sul legame personale con il festival, ricordando come Cannes abbia accompagnato fin dagli inizi la sua carriera da regista e interprete.

Cannes è sempre stato parte del mio percorso”, scrive Diesel, sottolineando quanto il festival rappresenti per lui un punto fondamentale della propria identità cinematografica.

Gran parte del testo è però dedicata alla difesa del blockbuster e del cinema mainstream, soprattutto dopo le polemiche nate attorno alla proiezione di Fast and Furious a Cannes, considerata da alcuni una scelta troppo “commerciale” per il festival.

Secondo Diesel, il cinema popolare merita lo stesso rispetto artistico del cinema d’autore. “Il cinema popolare non è una forma d’arte minore”, afferma l’attore, spiegando come i film pensati per il grande pubblico possano comunque avere profondità emotiva e un forte impatto culturale, soprattutto quando riescono a parlare a spettatori di tutto il mondo.

Per Diesel, il primo Fast and Furious ha avuto un ruolo importante nell’industria cinematografica moderna: “Quello che il primo Fast fece 25 anni fa fu ricordare a Hollywood qualcosa che aveva silenziosamente dimenticato”. L’attore definisce il cinema popolare come “la forma più antica ed essenziale del racconto”, paragonandolo a un fuoco attorno al quale una comunità si riunisce per condividere storie ed emozioni.

Nel suo intervento, Diesel insiste anche sul rapporto con il pubblico, sostenendo che il vero valore di un film si misuri nella connessione con gli spettatori. “Ciò che conta davvero è il modo in cui il pubblico reagisce”, scrive, ribadendo come l’impatto culturale possa essere importante quanto il riconoscimento della critica.

L’attore racconta inoltre di una conversazione avuta durante il festival con Thierry Frémaux, storico delegato generale di Cannes, conosciuto nel 2006. Diesel lo descrive non come “un amministratore del cinema”, ma come “un suo protettore”. Secondo la star di Fast and Furious, tra i due esisterebbe una visione comune del cinema, pur provenendo da mondi apparentemente opposti.

La presenza di Fast and Furious a Cannes ha acceso il dibattito tra chi considera il festival uno spazio esclusivo per il cinema d’autore e chi invece vede naturale l’apertura verso franchise popolari capaci di segnare l’immaginario collettivo. Negli ultimi anni anche saghe come Mission: Impossible, Top Gun e persino Solo: A Star Wars Story hanno scelto Cannes come vetrina internazionale, confermando come il confine tra cinema commerciale e cinema festivaliero sia diventato sempre più sottile.

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