Voto: 6/10 Titolo originale: In the Grey , uscita: 13-05-2026. Regista: Guy Ritchie.
In the Grey recensione: sparatorie, mercenari e caos nel nuovo film di Guy Ritchie
16/05/2026 recensione film In the Grey di William Maga
Pur senza reinventare nulla, il film diverte grazie alla chimica tra Cavill e Gyllenhaal e a un ritmo abbastanza brillante da far perdonare gran parte della confusione narrativa

Con In the Grey, Guy Ritchie torna nel suo territorio più riconoscibile: criminali eleganti, mercenari impeccabili, piani complicatissimi, battute secche, vestiti bellissimi e una trama che sembra divertirsi a diventare più intricata del necessario. Il risultato è un action movie volutamente leggero, spesso derivativo, a tratti confuso, ma anche molto più godibile di quanto la sua natura quasi usa-e-getta potrebbe far pensare.
La storia ruota attorno a Rachel, interpretata da Eiza González, un’avvocata specializzata nel recuperare enormi somme di denaro da figure pericolose che si muovono nella zona grigia tra legalità e crimine. Quando deve recuperare un miliardo di dollari da un potente uomo d’affari legato al mondo criminale, Rachel chiama in aiuto Sid e Bronco, due ex militari (Henry Cavill e Jake Gyllenhaal). Da lì il film diventa una lunga operazione di sabotaggio, inseguimenti, sparatorie, trappole, fughe impossibili e doppi giochi.
Ritchie costruisce tutto come un grande gioco di prestigio: spiega continuamente piani, nomi, oggetti e movimenti, spesso attraverso grafiche su schermo e voice over, quasi temesse che lo spettatore possa perdersi dentro il meccanismo. In parte succede comunque. In the Grey è insieme semplicissimo e inutilmente complicato: sotto il labirinto di strategie finanziarie, recuperi miliardari e manovre legali, resta un film su gente molto cool che fa cose molto cool sparando a persone molto meno cool.
Il punto è che, quando il film accetta questa sua natura, funziona. Non ha la cattiveria di Wrath of Man, né la brillantezza dei migliori Ritchie, ma possiede un ritmo agile e un piacere visivo non trascurabile. Le location assolate, gli abiti, le auto, i cocktail, le armi e i movimenti di squadra costruiscono un universo patinato e quasi irreale, a metà tra action anni Ottanta, caper movie e videogioco di lusso.
Il cast fa gran parte del lavoro. Eiza González ha presenza, eleganza e un controllo freddo che rendono credibile Rachel anche quando la sceneggiatura le chiede più stile che profondità. Henry Cavill e Jake Gyllenhaal sembrano divertirsi moltissimo nei panni di Sid e Bronco, due professionisti della violenza che si muovono con calma quasi irritante in mezzo al caos. La loro chimica è il vero motore del film: tra battute, complicità, sottotesti affettuosi e una strana intimità da coppia action, riescono a dare personalità a personaggi che sulla carta sarebbero poco più che archetipi.
Il problema è che In the Grey non trova sempre un vero centro emotivo. Tutti sono bravissimi nel proprio lavoro, tutti hanno il controllo, tutti sembrano usciti da una pubblicità di profumi armata fino ai denti. Questo rende il film elegante, ma abbassa parecchio la tensione. I protagonisti sembrano raramente in pericolo e i cattivi, per quanto numerosi, finiscono spesso per cadere come bersagli da poligono.
Anche la struttura risente della solita iperattività di Ritchie. Il montaggio corre, la trama salta, alcune ellissi sembrano nate più da tagli di post-produzione che da vere scelte narrative, e il finale arriva con una rapidità quasi brusca. Il film tiene botta finché resta nel territorio del gioco, ma quando prova a dare peso a tutte le sue macchinazioni rischia di inseguire la propria coda.
Eppure, nonostante i limiti, In the Grey resta un action piacevole. Non profondo, non memorabile, non sempre solido, ma costruito con abbastanza mestiere da non annoiare quasi mai. È Guy Ritchie in modalità comfort zone: più interessato al movimento, allo stile e alla chimica tra i suoi interpreti che a raccontare qualcosa di davvero nuovo.
Alla fine, funziona soprattutto come divertimento da serata popcorn: un caper action elegante e confusionario, pieno di uomini belli in camicie costose, donne più intelligenti di quasi tutti gli uomini in scena, piani assurdi e sparatorie ben confezionate. Non è il Ritchie migliore, ma è ancora Ritchie abbastanza da rendere il viaggio più piacevole del previsto.
Il trailer doppiato in italiano di In the Grey, nelle nostre sale dal 14 maggio:
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