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5/10 su 212 voti. Titolo originale: A Vigilante , uscita: 29-03-2019. Regista: Sarah Daggar-Nickson.

A Vigilante | La recensione del revenge movie con Olivia Wilde

16/04/2019 recensione film di William Maga

Sarah Daggar-Nickson esordisce alla regia con un'opera più importante che facile da digerire, che affronta lo spinoso tema degli abusi domestici senza i soliti sensazionalismi hollywoodiani

Specialmente negli ultimi anni (da Kill Bill del 2003 dai), il filone revenge inaugurato dal regista Michael Winner col seminale Il giustiziere della notte non è più a esclusivo appannaggio di protagonisti maschili. Se è vero che il remake targato Eli Roth del classico del 1974 è arrivato nei cinema – con scarso successo – lo scorso anno (la recensione), proprio in queste settimane è uscito Peppermint – L’Angelo della Vendetta con Jennifer Garner (la recensione), mentre è di pochi mesi fa Millennium – Quello che non uccide con Claire Foy. Al gruppetto si unisce ora A Vigilante, opera assai più intima e indipendente scritta e diretta dalla debuttante Sarah Daggar-Nickson presentata in anteprima al SXSW di Austin in marzo

A Vigilante olivia wilde film posterOlivia Wilde (Tron: Legacy), in quella che è facilmente la sua miglior interpretazione in carriera, è Sadie, una donna con un unico obiettivo: aiutare le donne e i ragazzini che si trovano in una situazione familiare di costanti minacce e abusi psicologici e/o fisici. Quando la incontriamo per la prima volta, è camuffata da parrucca e lenti a contatto, pronta ad entrare in azione. Il suo piano è semplice, calcolato e predisposto per essere quasi irrintracciabile. Quando invece non ‘lavora’, passa le sue giornate ad allenarsi duramente al sacco per la prossima ‘missione’. Nei pochi momenti in cui abbassa la guardia, soffre di DPTS e sensi di colpa.

A Vigilante non va certo per il sottile nel modo in cui mette in scena l’abuso domestico, giustamente. Argomenti come questo possono allontanare potenziali spettatori, ma qualcuno deve pur raccontarli e dare una voce a chi ne è vittima, e farlo in modo diretto e crudo se possibile. Il film in questo modo finisce per diventare una via di mezzo tra un prodotto originale drammatico tipico di Lifetime (avete capito no?) e le opere di exploitation degli anni ’70. C’è una grande passione che pulsa nel copione, e si sceglie di non appoggiarsi troppo agli stereotipi o agli omaggi diretti, vacillando tra momenti compassati e meditativi e azione punitiva a passo sostenuto.

Non è scontato che un regista all’esordito possegga una visione d’insieme così sicura, ma Sarah Daggar-Nickson va all-in e il risultato finale premia ampiamente il suo sforzo, anche se la situazione cambia in un terzo atto, che, sebbene emotivamente necessario, stride inevitabilmente un po’ con quanto visto fin lì. In ogni caso, riesce a catturare Olivia Wilde in intensi primi piani, trasmettendo allo spettatore tutta la rabbia e il dolore che ribollono dentro alla protagonista. Non c’è però nulla di sensazionalistico o forzatamente ‘piacevole’ nella produzione, e la fotografia cinerea e algida di Alan McIntyre Smith si abbina funzionalmente col soggetto maneggiato.

Come detto, gran parte del voto complessivo verte sulla sentita e totale performance della bionda attrice dagli occhi di ghiaccio, presente in ogni fotogramma di A Vigilante. Se gli eventi avessero dovuto per qualche ragione allontanarsi da lei, puntando ad una più ampia portata, non sarebbe stata la stessa cosa, a prescindere da verruche e rughe. I comprimari arrivano per lo più sotto forma di membri del gruppo di supporto inquadrati mentre Sadie si riprende dalla sua tragedia personale. Nel corso di un affannoso e sconvolgente monologo, la donna descrive nel dettaglio il suo matrimonio e il “momento del distacco”, le cui cicatrici porta ancora addosso internamente ed esternamente. Con una mossa coraggiosa, Sarah Daggar-Nickson decide di non mostrare mai questo topico momento in un flashback. Il suo peso, tuttavia, influenza ogni minuto del film. Uno spettro a cui l’eroina non potrà mai sfuggire.

A Vigilante olivia wilde filmIl processo che porta Sadie a trasformarsi in ‘vendicatrice’ è semplice e devastante. Influenzata dalle ‘lezioni di sopravvivenza’ impartitele dal marito sommate con tecniche di autodifesa imparate da autodidatta e da video tutorial presi da YouTube, è ormai in grado di vivere fuori dai radar. Le sue informazioni personali di contatto vengono diffuse solamente all’interno dei gruppi di supporto tra coloro che hanno estremo bisogno di essere salvati. La società più in generale non interessa a Sadie, che, essendo lei per prima una vittima, vive solamente per poter dare agli altri come lei le vite che desiderano così disperatamente e che lei stessa non potrà più avere.

Sebbene non sia violento in modo gratuito, quando il caos erompe, lascia il segno. Il sangue scorre solo quando necessario, ma ogni volta sgorga fresco e viscerale, sfidando gli audaci a non guardare altrove. Raramente le punizioni sono ‘edulcorate’. Il trucco e il sound-design mandano a segno ogni doloroso colpo con precisa verosimiglianza. È qui che il personaggio di Olivia Wilde potrebbe facilmente stare al fianco del Joaquin Phoenix di A Beautiful Day – You Were Never Really Here, del Keanu Reeves di John Wick o della Charlize Theron di Atomica Bionda.

Allo stesso tempo, A Vigilante potrebbe però scontentare qualcuno che si aspettasse maggior compiacimento dalle azioni di Sadie. Se è vero che tutti i colpevoli vengono puniti giustamente (e duramente), la sua missione non è necessariamente quella di “intrattenere”, quanto di smascherare il lato crudele della società (anche se in molti si ritroveranno facilmente a fare il tifo per Sadie).

In definitiva, A Vigilante è più importante che facile da digerire. Apre gli occhi su crimini che accadono troppo spesso ai nostri familiari, amici, colleghi di lavoro e sconosciuti che incontriamo quotidianamente. È emotivamente pesante, con una Olivia Wilde al top (che parla poco e lascia che siano i suoi gesti a dire tutto), scritto e diretto con un grande rispetto per le vittime. Insomma, un film che non merita di passare inosservato.

Di seguito il trailer internazionale di A Vigilante, al momento senza una data di uscita italiana: