Drive, Nicolas Winding Refn racconta la lavorazione: “Quasi tutti lo odiavano”
21/07/2026 news di Stella Delmattino
Il regista ripercorre la travagliata nascita del cult del 2011, ricordando i dubbi, le continue riscritture e l'incontro con Ryan Gosling che cambiò tutto

A quindici anni dalla sua uscita, Drive è considerato uno dei film più influenti del cinema contemporaneo. Ha trasformato Ryan Gosling in un’icona e consacrato Nicolas Winding Refn come uno degli autori più riconoscibili della sua generazione.
Eppure, durante la lavorazione, quasi nessuno credeva nel progetto. Ripercorrendo la nascita del film nel podcast It Happened in Hollywood, il regista ha raccontato una produzione segnata da dubbi, continue riscritture e tensioni interne.
“Quasi tutti lo odiavano. Fino alla prima a Cannes c’erano persone che volevano togliere il proprio nome dal film”.
Il film con Harrison Ford che non si fece mai
Prima di dedicarsi a Drive, Refn stava sviluppando un progetto scritto da Paul Schrader con Harrison Ford come protagonista. Il film, però, naufragò quando l’attore decise di non interpretare un personaggio destinato a morire.
“Stavo lavorando a un film con Harrison Ford in cui avrebbe dovuto morire. Era una bellissima sceneggiatura di Paul Schrader. Ma mentre la sviluppavo, decise che non voleva morire. Ed era il fondamento stesso del film”.
Fu proprio in quel periodo che Ryan Gosling contattò Refn, dopo aver apprezzato i suoi lavori precedenti.
L’incontro con Ryan Gosling cambiò tutto
Il loro primo incontro, almeno inizialmente, non lasciava presagire nulla di buono. Refn ricorda di essere malato d’influenza e completamente stordito dai medicinali.
“Abbiamo avuto una conversazione molto strana in cui praticamente non abbiamo parlato. Non ci guardavamo nemmeno perché non riuscivo quasi a muovermi… sembrava un appuntamento al buio andato malissimo“.
Dopo cena, Gosling lo riaccompagnò a Santa Monica. Durante il viaggio alla radio partì I Can’t Fight This Feeling Anymore dei REO Speedwagon.
Refn iniziò a cantare, poi scoppiò improvvisamente a piangere.
“Mi girai verso Ryan e gli urlai: ‘Ho capito! So che film faremo. Racconteremo di un uomo che guida di notte ascoltando musica, perché è il suo unico sfogo emotivo’. Ryan mi guardò e disse: ‘Ci sto’.“
Secondo il regista, fu proprio quel momento a definire l’anima di Drive.
Una casa dove tutti vivevano e lavoravano insieme
La lavorazione del film prese presto una piega decisamente insolita. Lo sceneggiatore Hossein Amini si trasferì nella stessa casa hollywoodiana affittata da Refn per continuare a riscrivere la sceneggiatura.
Poco dopo arrivò anche Carey Mulligan, inizialmente soltanto per un incontro.
“Appena entrò dalla porta pensai: ‘Sei tu. Sei lei’. Per qualche motivo finì per vivere anche lei nella casa”.
Persino il montatore Matt Newman lavorava lì, montando il film al piano inferiore mentre al piano superiore la sceneggiatura continuava a essere modificata.
Refn ha descritto quell’atmosfera come una sorta di comune artistica.
“Era come immagino fossero gli anni Settanta… ma senza cocaina.“
Refn era convinto che la casa fosse infestata
Il regista ha raccontato anche uno degli episodi più curiosi dell’intervista: era convinto che la casa fosse infestata.
“Avevo davvero paura di quella casa. Era infestata.“
La situazione lo turbava al punto che il produttore Adam Siegel talvolta si fermava a dormire con lui, semplicemente per non lasciarlo solo.
La sceneggiatura cambiò fino al primo giorno di riprese
Il copione continuò a evolversi persino dopo l’inizio della produzione.
“Consegnai la versione rivista della sceneggiatura il primo giorno di riprese.“
Nel frattempo Refn eliminò gran parte dei dialoghi, del passato del protagonista e della struttura tipica del crime movie.
Per il regista il Driver non doveva essere spiegato.
“Non dovreste sapere chi è.“
Proprio questa scelta contribuì a trasformare il personaggio interpretato da Ryan Gosling in una figura quasi mitologica.
La giacca con lo scorpione e la scena dell’ascensore
Durante la lavorazione nacquero anche alcuni degli elementi più iconici del film.
La celebre giacca di raso con lo scorpione dorato fu ispirata a Scorpio Rising di Kenneth Anger.
“Volevo che avesse un animale. Come un supereroe.“
Anche la celebre scena dell’ascensore non era presente nella sceneggiatura originale. Refn desiderava mostrare quello che definisce “il bacio che non avevano mai avuto” tra il Driver e Irene, prima della definitiva trasformazione del protagonista nella figura violenta che aveva sempre nascosto.
Da film rifiutato a cult moderno
Quando i dirigenti dello studio videro il montaggio finale rimasero disorientati.
“Alcuni dirigenti mi dissero: ‘Che cos’è questa cosa?‘. E io risposi: ‘È un film di Nicolas Winding Refn.‘”
Pochi mesi dopo arrivò però il Festival di Cannes. Refn vinse il premio per la Miglior Regia e Drive iniziò il percorso che lo avrebbe trasformato in uno dei cult del XXI secolo.
Il regista ha infine confermato di sperare in una nuova collaborazione con Ryan Gosling.
“Abbiamo ancora un altro film da fare insieme. Ne abbiamo fatti due. Adesso dobbiamo fare il terzo.“
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