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6/10 su 846 voti. Titolo originale: Fantasy Island, uscita: 12-02-2020. Budget: $7,000,000. Regista: Jeff Wadlow.

Fantasy Island | La recensione del film horror di Jeff Wadlow

13/02/2020 recensione film di William Maga

Blumhouse porta al cinema alla sua maniera la serie Fantasilandia, costringendo Maggie Q, Lucy Hale e Michael Peña a partecipare a una vacanza su un'isola da sogno senza spaventi, senza regole e senza logica

fantasy island film 2020

Jeff Wadlow occupa una delle nicchie più bizzarre e indecifrabili a Hollywood, quella dei registi / sceneggiatori a cui rivolgersi per gli incarichi più improbabili. Avete per le mani un titolo ad effetto ma nessuna storia da mettergli intorno, oppure un franchise moribondo che deve essere riattivato, lui è l’uomo da chiamare. Almeno così pare dal suo curriculum, volto principalmente al mercato adolescenziale, in cui si leggono titoli collegati alle arti marziali come Never Back Down, cinecomic ‘alternativi’ come Kick-Ass 2 e horror soprannaturali senza una goccia di sangue come Obbligo o Verità (la recensione).

fantasy island film poster 2020Fedele a questa traiettoria, Jeff Wadlow è ora giustamente passato a Fantasy Island, film ispirato nel concept all’omonimo programma televisivo prodotto da Aaron Spelling tra il 1978 e il 1984 (in Italia conosciuto come Fantasilandia), una variante fantastica della popolare Love Boat che quasi sicuramente nessuno che abbia meno di 35 anni oggi ricorda. Situata da qualche parte nel sud del Pacifico, l’isola del titolo era una località turistica letteralmente da sogno, dove l’enigmatico signor Roarke, originariamente interpretato da Ricardo Montalbán faceva avverare i desideri dei suoi ospiti. Tuttavia, come l’antico detto – e film molto recenti come Wish Upon (la recensione) – insegna, c’è sempre un prezzo da pagare.

Prodotto dalla Blumhouse, specialista ormai da anni in prodotti del terrore usa e getta low budget e sostanzialmente innocui che hanno delle intriganti idee alla base ma si risolvono quasi sempre in meri jumpscare in sequenza e poco altro, questa versione di Fantasy Island è significativamente più macabra dell’originale. Mr. Roarke, ora interpretato da un impassibile Michael Peña (Ant-Man), è una figura – almeno sulla carta – gustosamente satanica / faustiana, specialmente quando insiste nel dire che “la fantasia deve arrivare alle sue logiche conclusioni”.

Come nella serie TV, il film salta – almeno inizialmente – tra le diverse sottotrame che seguono ciascuno dei visitatori dell’isola (Maggie Q, Lucy Hale, Ryan Hansen, Austin Stowell e Jimmy O. Yang) attraverso le loro incredibili esperienze personalizzate. Abbastanza ingegnosamente, ognuna evoca un genere cinematografico diverso (così da garantire location disparate): il ricordo romantico nostalgico, i film di guerra, i torture porn alla Saw – L’enigmista e la bromantic comedy in stile Una notte da Leoni (vale peraltro la pena sottolineare che, dopo anni di oscurantismo, in un horror mainstream si vedono di nuovo belle ragazze discinte e lascive, nelle persone delle supermodelle Charlotte McKinney e Renee Murden). Queste ‘fantasie che si fanno realtà’ sono simulazioni rese possibili grazie a una sofisticatissima tecnologia, come in Westworld, oppure siamo finiti nuovamente sulla misteriosa isola di Lost (al posto delle Hawaii, qui siamo a Taveuni, nelle Fiji)? O ancora, potrebbe esser tutto possibile grazie a qualcosa di soprannaturale, alla Quella casa nel bosco?

La risposta è posticipata il più a lungo possibile, ma qualunque impossibile logica sia al lavoro in Fantasy Island è chiaramente surreale. Gli eventi aggirano come da consuetudine le normali leggi del tempo e dello spazio, eppure tutte le storie sembrano svolgersi in stretta prossimità fisica, sbrodolando l’una nell’altra senza preavviso. Jeff Wadlow vuole sollevare negli spettatori dubbi sulla – generalmente sciapa – fantasia che stanno guardando in qualsiasi momento: interpretandolo così, il film potrebbe essere inteso come una riflessione su se stesso e sull’industria cinematografica in generale. Beata inegenuità.

Michael Peña, Lucy Hale e Austin Stowell in Fantasy Island (2020)I colpi di scena e le piste false nel terzo atto sembrano presi di peso da un LibroGame o da un volume Scegli la tua avventura, come se gli sceneggiatori Jillian Jacobs e Christopher Roach avessero escogitato una mezza dozzina di finali, lanciato tutte le bozze in aria e poi girato le pagine a caso. Sarebbe pure tutto sommato apprezzabile, se soltanto il caos onirico venisse pienamente abbracciato. Proprio come nel precedente Obbligo o Verità, si avverte troppo la volontà – con conseguente tedio – dello sforzo di convincerci che la storia di Fantasy Island alla fine abbia senso.

Se Portia Doubleday (Mr. Robot) e Maggie Q (Nikita) riescono a garantire prove attoriali discrete, il resto del cast viaggia ai minimi storici dell’espressività e dell’empatia. Più in generale, i personaggi sono fastidiosi e stereotipati, guidati da dinamiche assolutamente prive di pathos o di gore. Come anticipato, il terzo atto di Fantasy Island possiede alcuni dei colpi di scena più insensati, irrazionali e illogici delle storia recente. Forse, si potrebbe tirare in ballo Serenity – L’isola dell’inganno dello scorso anno (la recensione), ma là il clamoroso twist era intuibile sin dall’inizio. Qui, gli ultimi venti minuti sono profondamente inaspettati perché nessuno potrebbe immaginarsi una decisione narrativa così sconcertante.

Non c’è alcun accumulo, abbiamo solamente un montaggio goffamente instabile nella scena clou tesa a scoprire le carte attraverso il classico spiegone di un personaggio che si presenta sullo schermo e inizia a raccontare cos’è successo davvero, generando in tal modo così tante incongruenze che è meglio non ripensare a quanto si è visto. Il film inizia stabilendo alcune regole, e nemmeno un’ora dopo sceglie di ignorarle o cambiarle completamente. Confusione e scrittura indegna insomma. Mettiamoci l’assenza quasi totale di sangue e un Michael Rooker (Guardiani della Galassia) sprecato e non possiamo che constatare come aver usato del prezioso tempo per dedicargli così tante parole sia l’unico complimento possibile.

Forse il prossimo progetto di Jeff Wadlow, Magic 8-Ball, segnerà la sua svolta (ma le premesse, Blumhouse + budget misero + idea che gratta il fondo del barile, non sono certo benauguranti). Per il momento, tuttavia, la sua fantasia di girare un buon film horror rimane insoddisfatta.

Di seguito il trailer finale italiano di Fantasy Island, nei nostri cinema dal 13 febbraio:

Fonte: YouTube

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