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Pirati dei Caraibi ha un prequel ufficiale che quasi nessuno ha visto

12/08/2026 news di Stella Delmattino

Dura appena dieci minuti, racconta cosa accadde a Scarlett e Giselle prima de La maledizione della prima luna e nasconde diversi collegamenti con la saga di Jack Sparrow

Pirates of the Caribbean Tales of the Code Wedlocked (2011) cortometraggio

Esiste un prequel ufficiale di Pirati dei Caraibi – La Maledizione della Prima Luna. Dura appena dieci minuti, recupera diversi personaggi della saga e racconta persino un piccolo retroscena legato a Jack Sparrow. Eppure molti spettatori dei cinque film potrebbero non averlo mai visto.

Si intitola Pirates of the Caribbean: Tales of the Code: Wedlocked ed è un cortometraggio diretto da James Ward Byrkit, regista che qualche anno più tardi avrebbe realizzato il sorprendente sci-fi Coherence. Disney lo distribuì nel 2011 come contenuto della raccolta Blu-ray dedicata ai primi quattro film della saga. La stessa D23, enciclopedia ufficiale Disney, lo identifica esplicitamente come prequel di La Maledizione della Prima Luna.

Ma Wedlocked è più interessante di quanto possa suggerire la sua natura di semplice extra home video. Non soltanto recupera alcuni personaggi minori del primo Pirati dei Caraibi: prova anche ad ampliare quella mitologia piratesca che i film di Gore Verbinski avevano progressivamente costruito attorno a Jack Sparrow, Barbossa e soprattutto al Codice dei Pirati.

Pirati dei Caraibi: cosa racconta il prequel Wedlocked?

Al centro della storia troviamo Scarlett (Lauren Maher) e Giselle (Vanessa Branch), le due donne che gli spettatori ricorderanno per i loro burrascosi incontri con Jack Sparrow. Le ritroviamo prima degli avvenimenti de La maledizione della prima luna, entrambe convinte di essere sul punto di sposarsi.

C’è soltanto un problema: confrontando i rispettivi anelli e parlando dei loro futuri mariti, scoprono che lo sposo è lo stesso uomo: Jack Sparrow.

Johnny Depp non compare realmente nel cortometraggio, ma il suo personaggio aleggia sull’intera vicenda. Scarlett e Giselle finiscono infatti coinvolte in un’asta di spose popolata da pirati, capre e personaggi sopra le righe, in una sequenza direttamente ispirata a uno degli elementi storici dell’attrazione Pirati dei Caraibi di Disneyland. Anche D23 sottolinea esplicitamente questo legame con l’attrazione dalla quale, a sua volta, nacque la saga cinematografica.

Il gioco diventa ancora più interessante quando entra in scena un oggetto ben conosciuto dagli appassionati: il Codice dei Pirati.

Il Codice dei Pirati collega Wedlocked ai film

Nel corso dell’asta Scarlett e Giselle scoprono di essere considerate proprietà del banditore e utilizzano proprio questa assurda situazione contro di lui: se appartengono a qualcuno, ragionano, sarà quel qualcuno a dover rispondere delle loro azioni.

Pirates of the Caribbean Tales of the Code Wedlocked (2011)Ne deriva una rissa che finisce per coinvolgere il Codice stesso, trattato dai pirati quasi come un oggetto sacro. Un proiettile colpisce accidentalmente il volume e la reazione generale chiarisce immediatamente quanto grave sia l’affronto.

È un dettaglio piccolo ma significativo, perché Wedlocked prova a dare ulteriore consistenza a una delle idee ricorrenti della trilogia originale: anche un mondo apparentemente governato dall’anarchia possiede regole, rituali e una propria forma di autorità. Il Codice che nei lungometraggi viene continuamente citato, interpretato e aggirato diventa qui il centro materiale della storia.

E i collegamenti non finiscono lì. Nel corto compare anche Cotton, mentre Scarlett e Giselle preparano indirettamente uno dei primi momenti che abbiamo visto di Jack Sparrow al cinema.

Wedlocked spiega anche un dettaglio dell’inizio de La maledizione della prima luna

Nel finale Scarlett rivela infatti di aver sabotato la barca di Jack togliendole alcuni chiodi. Il riferimento conduce direttamente a una delle immagini più memorabili dell’introduzione del personaggio nel film del 2003: Jack che raggiunge Port Royal su una piccola imbarcazione che sta inesorabilmente affondando.

Wedlocked trasforma così una gag visiva perfettamente autosufficiente in una piccola conseguenza delle precedenti disavventure sentimentali del pirata.

È il genere di retcon che non modifica realmente ciò che sappiamo del film, ma premia chi conosce la saga: invece di raccontare una grande origine segreta, il cortometraggio lavora sugli interstizi della continuità.

Racconti del Codice doveva diventare qualcosa di più grande

Persino il titolo suggerisce però un progetto più ambizioso. Wedlocked non si chiama semplicemente Pirati dei Caraibi: Wedlocked, ma Racconti del Codice: Wedlocked: una denominazione che sembra concepita per ospitare più “racconti del Codice”.

Il cortometraggio rimase invece un episodio isolato. La sua produzione sfruttò inoltre una circostanza particolare: vennero riutilizzati i set pirateschi costruiti per Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo, destinati alla demolizione. Le ricostruzioni disponibili sulla produzione indicano che il corto fu preparato rapidamente e girato nell’arco di appena tre giorni.

L’idea di espandere Racconti del Codice non era però soltanto implicita nel titolo. Lo sceneggiatore Terry Rossio ha successivamente spiegato che il progetto era stato pensato proprio come una possibile serie di brevi storie capaci di ampliare l’universo di Pirati dei Caraibi e arricchire i contenuti home video; sarebbero esistite anche altre sceneggiature sviluppate nell’ambito di quell’idea.

Tre pirati nascondono un omaggio alle origini di Pirati dei Caraibi

C’è poi un’altra curiosità particolarmente raffinata. Tre dei pirati presenti nel corto si chiamano Marquis D’Avis, Atencio e Slurry Gibbons. Non sono nomi scelti casualmente.

Pirates of the Caribbean Tales of the Code Wedlocked (2011) cortoSono omaggi a Marc Davis, Xavier Atencio e Blaine Gibson, tre degli Imagineer legati alla realizzazione dell’attrazione originale Pirati dei Caraibi. È la stessa D23 a segnalare il riferimento.

Il cortometraggio crea quindi una curiosa struttura circolare: un film derivato da una saga cinematografica nata da un’attrazione Disney torna direttamente all’iconografia e agli autori di quell’attrazione.

Il regista di Wedlocked avrebbe poi realizzato Coherence

Con il senno di poi, il nome più sorprendente dietro il progetto resta però quello di James Ward Byrkit. Prima di dirigere Wedlocked, Byrkit aveva già lavorato nell’orbita creativa dei film di Gore Verbinski; successivamente sarebbe passato a un cinema apparentemente lontanissimo dallo spettacolo multimilionario Disney.

Nel 2013 avrebbe infatti diretto Coherence – Oltre lo spazio tempo, piccolo film di fantascienza diventato negli anni un autentico cult grazie a una costruzione narrativa basata su universi paralleli, identità e progressiva disgregazione della realtà.

Ed è forse proprio questa combinazione a rendere oggi Wedlocked una curiosità più interessante del normale contenuto speciale dimenticato in un vecchio Blu-ray. È un pezzo ufficiale della storia di Pirati dei Caraibi, collega direttamente alcuni dettagli al primo film e rappresenta ciò che resta di un progetto che avrebbe potuto espandere ulteriormente l’universo della saga.

La filmografia cinematografica di Pirati dei Caraibi conta cinque lungometraggi. Ma nascosto tra Ai confini del mondo e Oltre i confini del mare esiste anche questo piccolo capitolo laterale: dieci minuti di storia ufficiale che riportano Scarlett, Giselle e il Codice dei Pirati a prima ancora che Jack Sparrow arrivasse, su una barca mezza affondata, a Port Royal.

Il corto:

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