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Sei nani rubano a Dio la mappa del tempo: su Prime Video c’è un fantasy irripetibile

16/09/2026 news di Stella Delmattino

Terry Gilliam trasforma un'avventura per ragazzi in un viaggio anarchico tra Napoleone, Robin Hood e Sean Connery. Un film del 1981 che non somiglia a nessun altro

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Immaginate di avere undici anni, di aprire l’armadio della vostra camera e di vederne uscire sei nani che hanno appena rubato a Dio una mappa dell’universo. Non una mappa qualsiasi: contiene i buchi attraverso i quali è possibile viaggiare nel tempo. E i sei intendono sfruttarla per diventare i più grandi ladri della storia.

Se questa premessa vi sembra completamente folle, siete nel posto giusto. I banditi del tempo (Time Bandits), il fantasy del 1981 diretto da Terry Gilliam, è ora disponibile su Prime Video Italia. Ed è uno di quei film che sembrano provenire da un’epoca in cui Hollywood era ancora disposta a finanziare idee difficilmente riassumibili in una riunione di marketing.

Nel cast ci sono Sean Connery, John Cleese, Ian Holm, Shelley Duvall e David Warner. Ma il vero protagonista è Kevin, interpretato da Craig Warnock: un ragazzino appassionato di storia, ignorato da due genitori molto più interessati alla televisione e agli elettrodomestici che alla sua immaginazione.

Una notte, però, la sua camera diventa la porta d’ingresso di un’avventura impossibile.

Rubare a Napoleone, incontrare Robin Hood e sfuggire a Dio

I sei banditi sono ex collaboratori dell’Essere Supremo. Hanno sottratto una mappa che mostra le imperfezioni rimaste nella creazione dell’universo: passaggi segreti attraverso lo spazio e il tempo. Il loro piano è semplice: attraversare le epoche, rubare tutto ciò che possono e scappare prima di essere catturati.

Kevin finisce inevitabilmente coinvolto nella loro fuga. Da quel momento il film abbandona qualsiasi pretesa di normalità e diventa un viaggio attraverso una storia completamente reinventata dall’immaginazione di Gilliam.

Ci sono Napoleone, interpretato da Ian Holm, un Robin Hood decisamente insolito con il volto di John Cleese e Agamennone, interpretato da Sean Connery. Ma anche giganti, orchi, creature fantastiche e un’entità malvagia che osserva i protagonisti mentre cerca di impossessarsi della mappa.

La cosa sorprendente è che I banditi del tempo non funziona come una semplice successione di sketch. Dietro gli incontri assurdi si nasconde una precisa visione del mondo: gli adulti sono spesso avidi, vanitosi, distratti o ridicoli. Il bambino, invece, è l’unico a prendere davvero sul serio la meraviglia.

Il fantasy per ragazzi che non voleva rassicurare nessuno

Oggi siamo abituati a fantasy familiari che spiegano le proprie regole, costruiscono universi destinati a espandersi e cercano di accompagnare lo spettatore verso un finale rassicurante. Gilliam fa praticamente il contrario.

Il suo film è una fiaba sporca, caotica, a tratti inquietante, nella quale la comicità britannica convive con mostri, crudeltà e interrogativi decisamente più grandi dei suoi protagonisti. La presenza di Michael Palin, che collaborò anche alla sceneggiatura, e di John Cleese rende evidente il legame con l’umorismo dei Monty Python, ma qui l’assurdo diventa soprattutto un modo per osservare il mondo attraverso gli occhi di un bambino.

Non aspettatevi quindi un’avventura ordinata. La sua forza sta proprio nel fatto che non sappiamo mai quale assurdità comparirà dietro il prossimo salto temporale.

E non lasciatevi ingannare dall’etichetta di film per ragazzi: Gilliam non rinuncia a una vena oscura che rende alcune sequenze sorprendentemente disturbanti. È parte del motivo per cui questo fantasy continua a distinguersi da produzioni molto più levigate.

Sean Connery, George Harrison e un film impossibile da replicare

Anche dietro le quinte, I banditi del tempo è il prodotto di una combinazione difficilmente ripetibile. A sostenerlo fu la HandMade Films, la società cinematografica fondata da George Harrison e Denis O’Brien, mentre Gilliam arrivava dall’esperienza dei Monty Python con l’ambizione di costruire un’avventura fantastica che conservasse tutta la libertà del suo immaginario visivo.

Il risultato è un universo fatto di scenografie gigantesche, creature grottesche e ambienti che sembrano illustrazioni di un libro di fiabe improvvisamente diventate reali. Gli effetti visivi appartengono inevitabilmente al 1981, ma è proprio la loro consistenza materiale a dare al film un’identità che molti fantasy digitali faticano a ritrovare.

E poi c’è Sean Connery, lontano dall’immagine di James Bond, in un ruolo che introduce una presenza sorprendentemente autorevole e affettuosa all’interno di questo caos.

Nel 2024 il film ha ispirato anche una serie televisiva per Apple TV+ sviluppata da Jemaine Clement, Iain Morris e Taika Waititi, cancellata dopo una sola stagione. Ma l’originale di Gilliam resta un’esperienza molto diversa: meno interessata a costruire una formula e più disposta a seguire la propria immaginazione ovunque decida di andare.

I banditi del tempo è ora disponibile su Prime Video Italia. Se non lo avete mai visto, preparatevi a un’avventura nella quale persino Dio ha problemi con i propri dipendenti. E se lo ricordate come un innocuo film per bambini, potreste scoprire che la vostra memoria vi ha risparmiato parecchie delle sue stranezze.

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