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Voto: 5/10 Titolo originale: The Accountant , uscita: 13-10-2016. Budget: $44,000,000. Regista: Gavin O'Connor.

The Accountant: la recensione del film diretto da Gavin O’Connor, con Ben Affleck

02/05/2020 recensione film di Teresa Scarale

Il regista di Warrior mette insieme un film d’azione multistrato in cui i pezzi però non si annodano mai

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Più Colt che contabilità. Christian Wolff (Ben Affleck), autistico ad alto funzionamento, già da piccolo mostra un acume matematico fuori dal comune. Ma non si tratta di Will Hunting, e nemmeno di Rain Man. Cresciuto, anziché le porte del MIT, gli si spalancano quelle di uno studio di contabilità. Il suo. In realtà non si tratta di un lavoro tranquillo; dietro alle mirabolanti detrazioni fiscali per coppie di vecchietti ansiosi di ottimizzare il debito fiscale (ogni mondo è paese, e una furtiva lacrima scende sulla gota dello spettatore quando sente pronunciare “Modelli Unici”: miracoli del doppiaggio italiano), si nasconde incessante una losca attività.

accountant-affleck-posterNon ci è dato sapere subito perché, ma Christian accetta spesso e volentieri incarichi da tesoriere o revisore contabile per organizzazioni criminali. Al contempo, vediamo che il ragazzone tira niente male, novello Rambo grazie all’educazione di stampo militar vietnamita ricevuta dal padre; lo vediamo infatti tutto contento a sfracellar meloni disegnati a mo’ di emoticon nel prato della coppia di vecchietti a lui grati per il risparmio fiscale.

Poi, la sceneggiatura scritta da Bill Dubuque (The Judge) si perde in mille trame sbocconcellate, senza che nessuna abbia una tensione narrativa corposa o almeno emotiva, tutto è abbozzato e buttato via, non ci si addentra in nulla. È come ascoltare tutte insieme le prime battute di altrettante canzoni di media qualità, la disarmonia nell’opera diretta da Gavin O’Connor – apprezzatissimo per Warrior del 2011 (la recensione) – è totale e il disinteresse galoppante.

Gli stessi attori sembrano appiccicati alla scena, non restituendo nessuna credibilità. Ben Affleck che corruga la fronte e abbassa lo sguardo per esprimere il tormento di un’infanzia segnata dal disagio psichico non convince, il disegno del suo personaggio adulto è totalmente incoerente, la sua interpretazione procede a sussulti e sbalzi.

La coprotagonista Dana Cummings (Anna Kendrick), contabile pure lei, ha un’espressione sempre sospesa fra Rooney Mara e Annamaria Franzoni e dalla sua petulanza non traspare mai un’intenzione chiara: è un’impicciona, è solo una che cerca un fidanzato, non si capisce. Non è credibile nello spavento, nella sorpresa, negli approcci. Si salva solo l’ottimo J.K. Simmons (Ray King), ma è davvero troppo poco per salvare il film.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di The Accountant:

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