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	<title>Michele Senesi | Il Cineocchio</title>
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		<title>Riflessione &#124; Cinema vs. coronavirus (Part II): pandemia &#8216;cafona&#8217; e modello cinese</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/riflessione-cinema-vs-coronavirus-part-ii/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 15:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[riflessione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la nostra esplorazione di questo difficile e inedito momento storico, provando a capirne le possibili conseguenze sul mondo dell'intrattenimento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/riflessione-cinema-vs-coronavirus-part-ii/">Riflessione | Cinema vs. coronavirus (Part II): pandemia &#8216;cafona&#8217; e modello cinese</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/riflessione-cinema-vs-coronavirus-part-i/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primi due contributi</a>, proseguiamo con il terzo corposo intervento nella nostra &#8216;indagine interna&#8217; alla redazione del Cineocchio per provare a capire quali saranno gli effetti della pandemia di coronavirus (COVID-19) sul mondo del cinema e dell&#8217;intrattenimento.</p>
<p><strong>Michele Senesi</strong> (direttore di AsianFeast.org e direttore creativo della PALONEROfilm)</p>
<p>Innanzi tutto, fatti. Uno, di colore: tra le produzioni televisive stoppate causa pandemia c&#8217;è anche quella epocale, per la prima volta in 33 anni, di <strong><em>Beautiful</em></strong>. Uno, per alimentare i complottisti: in Cina <strong>si era al ridosso del capodanno cinese</strong>. E, seppur solo una supposizione priva di conferma, ovviamente, c&#8217;erano i presupposti motivati per una drastica inversione di tendenza della storia del cinema. Le settimane del capodanno lunare avrebbero visto le sale occupate da uno stuolo di titoli che con ogni probabilità avrebbero segnato un record epocale rimettendo in discussione posizioni e pesi all&#8217;interno del mercato internazionale. La campagna di marketing dei mesi precedenti era stata monumentale e i film erano fortemente attesi. In pratica in sala si sarebbero presentati i sequel (o prodotti strettamente correlati) di tutti i maggiori incassi dei cinque anni passati, titoli che nel solo territorio nazionale avevano incassato quanto un blockbuster USA incassa nel mondo.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/cinema-cinesi.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Cinema vs. coronavirus (Part II): pandemia 'cafona' e modello cinese"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-46969" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/cinema-cinesi-300x171.jpg" alt="cinema cinesi" width="351" height="200" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/cinema-cinesi-300x171.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/cinema-cinesi.jpg 686w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>Avremmo avuto <strong><em>The Rescue</em></strong> di Dante Lam (il suo recente action bellico <em>Operation Red Sea</em> era stato il campione di incassi del 2018 con 550 milioni di euro), la commedia<strong><em> Detective Chinatown 3</em></strong> (il precedente “episodio” era stato secondo incasso nel 2018), <strong><em>Lost in Russia</em></strong> (l&#8217;ultimo capitolo era stato terzo incasso dell&#8217;anno nel 2015), <strong><em>Legend of Deification</em></strong> (sorta di sequel non ufficiale di quel <em>Nezha</em>, primo incasso dell&#8217;anno scorso con 700 milioni). Più, l&#8217;atteso <strong><em>Leap</em> </strong>di Peter Chan con Gong Li e un nuovo Jackie Chan,<strong><em>Vanguard</em></strong>, tipologia di film che solitamente si posiziona sempre tra i primi 5-10 dell&#8217;anno. Insomma, è come se nella stessa settimana fossero usciti il nuovo <em>Avatar</em>, <em>Spider-Man</em>, <em>Star Wars</em>, <em>Avengers</em> e <em>Fast and Furious</em>. <em>Lost in Russia</em> ha affrontato una sorta di &#8216;fase 1&#8217; di preliminare diffusione <em>free</em> in una complessa joint venture web televisiva, in attesa di una release in sala. Gli altri, rimandati a data da destinarsi.</p>
<p>In occidente, prese le dovute contromisure si stanno ipotizzando opzioni. Sale chiuse, Festival rimandati, <strong>gente che fa i cosplay di <em>Fallout</em> e de <em>L&#8217;Eternauta</em> ma senza Lucca Comics</strong>. Arrivasse la neve saremmo davvero nel capolavoro di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López (edit: è arrivata. Lanciamo una challenge #Leternauta per TikTok).. Potrebbe quindi la crisi risolversi come sorta di occasione per gli indipendenti? No. Lo slittare dei Festival ha tolto loro la vetrina privilegiata e più consona. E la riapertura delle sale sarà così satura di titoli da togliere ogni possibile finestra di visione per film non ”ufficiali”. Ovvio che gli indipendenti abbiano rimarcato la loro presenza, sottolineando la propria esistenza web o regalando i loro prodotti on line in slot temporali o meno (cito a rappresentanza del tutto i cortometraggi <strong><em>Birthday</em> </strong>di Alberto Viavattene, <strong><em>Fricozoid</em> </strong>di Federico Scargiali e il film <strong><em>Bumba Atomika</em></strong> del sottoscritto, su YouTube). Va notata anche la pregevole iniziativa intitolata <strong>Quarantine Online Film Festival</strong>, sorta di Festival web con articolato palinsesto giornaliero, vetrina di prodotti audiovisivi indipendenti, lunghi e brevi, on line fino alla ipotetica fine della quarantena. Ma questo materiale fa fatica ad arrivare agli spettatori e a ricevere empatia da un pubblico di massa che in realtà cerca e vuole altro.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/eternauta-solano-lopez.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Cinema vs. coronavirus (Part II): pandemia 'cafona' e modello cinese"><img decoding="async" class=" wp-image-93591 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/eternauta-solano-lopez.jpg" alt="eternauta solano lopez" width="231" height="348" /></a>L&#8217;unico prodotto indipendente bramato dalle masse fa parte di quella corrente trasversale alle arti che caratterizza &#8211; nel presente &#8211; la vitalità culturale del nostro paese. Dopo il dadaismo, il surrealismo, la nouvelle vague, il neorealismo,<strong> stiamo vivendo l&#8217;epoca de “li cazzi mia online”</strong>, corrente artistica che abbraccia trasversalmente musica, fumetto e video, caratterizzata da egocentrica riproposizione pedissequa della realtà senza rielaborazione, patetici riscontri comici, miserrima articolazione tecnica, e retorica ostentazione nozionistica, farcita di imbarazzanti riferimenti ad una istituzionalizzata cultura popolare. Tipo la commedia all&#8217;italiana però brutta e stupida. Quello vuole il pubblico, quello offre il mercato.<strong> Il video indipendente che cerca e insegue ambizioni più nobili resta in un limbo di invisibilità</strong>.</p>
<p>Personalmente questo periodo storico si rivela <strong>una grandissima occasione</strong>. Lo stop alle produzioni Netflix e i primi due mesi da dieci anni a questa parte senza supereroi americani nelle sale, rappresentano il paradiso di Paul Gustave Doré per ogni vero amante del Cinema. Qualcuno potrebbe far notare che non solo non ci sono più film di supereroi, ma non ci sono più film tout court. Si, certo, è un “muoia Sansone e tutti i Filistei”, ne sono cosciente. Ma a fronte di un film di supereroi al mese che occupa militarmente e monopolizza le sale, in questo<strong> ideale libero mercato non libero</strong>, e a fronte di 500.000 visitatori al Lucca Comics, com&#8217;è possibile che quando al cinema esce (a fatica) un capolavoro come <strong><em>Promare </em></strong>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/promare-la-recensione-dellabbacinante-film-animato-di-hiroyuki-imaishi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recensione</a>) gli spettatori siano dieci per sala? C&#8217;è un macroscopico problema a monte, pericoloso e contagioso di cui prendere atto. <strong>La pandemia <em>cafona</em></strong>.</p>
<p>Ecco che questo periodo miracoloso potrebbe rivelarsi come una sanificazione culturale e sensoriale, un&#8217;amuchina per gli occhi, una mascherina per il cervello, dei guanti chirurgici per l&#8217;intelletto, una ricerca del gusto per uno spettacolo di qualità anche nell&#8217;intrattenimento, un momento per ritrovare e riconquistare quello che ci hanno rubato negli ultimi vent&#8217;anni, in primis il gusto per la fantasia e la creatività come valori fondanti e successivamente quello per una scrittura cinematografica intelligente, raffinata e articolata; fattori ormai esenti dall&#8217;80% delle produzioni da sala e dalla quasi totalità di quelle basate sulla serialità. Certo, dobbiamo lavorarci tutti e approfittarne. <strong>Serve la Croce Rossa della cultura cinematografica, la Protezione Civile del buon Cinema</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/rescue-dante-lam.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Cinema vs. coronavirus (Part II): pandemia 'cafona' e modello cinese"><img decoding="async" class="alignright wp-image-93592" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/rescue-dante-lam-300x151.jpg" alt="rescue dante lam" width="350" height="176" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/rescue-dante-lam-300x151.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/rescue-dante-lam-768x387.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/rescue-dante-lam-752x380.jpg 752w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/03/rescue-dante-lam.jpg 870w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Ecco che iniziative come <strong>Cine34</strong>, con le sue copie discutibili può rivelarsi però per uno spettatore casuale occasione di riscoperta e curiosità come può esserlo l&#8217;iniziativa che unisce il Far East Film Festival di Udine e il sito MyMovies nel proporre un palinsesto web di film asiatici. Si è attivata anche la giapponese <strong>Toei</strong> che pubblicherà on line, sottotitolate in inglese, gratuitamente, ben 70 (!) serie tokusatsu realizzate negli anni (<a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-i/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il nostro dossier</a>). Un evento epocale. Dove non riescono gli indipendenti, privi di strumenti sanitari adeguati possono riuscire questi canali dotati di attrezzatura medica più moderna e all&#8217;avanguardia.<strong> Sarà dura trovare un vaccino che possa affrancarci dall&#8217;analfabetismo audiovisivo da cui volontariamente o meno siamo stati contaminati</strong>.</p>
<p>Il futuro (e ora andiamo con le ipotesi, quindi parlando di fuffa) probabilmente sarà simile a quello che perseguono in Asia da tempo: differenziazione dei prodotti, deframmentazione transmediale e sbilanciamento del peso verso prodotti pensati appositamente per fruizioni non convenzionali nel dispositivo e formato, da sbirciare distrattamente e frammentariamente lungo l&#8217;intero arco giornaliero. Nel momento in cui scrivo, la Cina sta riorganizzando l&#8217;apertura delle sale e a quanto pare i primi titoli ad affollarle saranno i campioni di incasso locali del vicino passato ad ingresso gratuito o simbolico. Da noi, per adesso, la raccomandazione è sempre la stessa. State a casa. E guardate (solo buoni) Film. Con la “F” maiuscola.</p>
<p><strong>Continua &#8230;</strong></p>
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		<title>Riflessione &#124; Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2018 22:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[Gantz: O]]></category>
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		<category><![CDATA[The Villainess]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esaminiamo 35 titoli internazionali tra sorprese, novità e cambiamenti epocali che non vogliono farci sapere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima della lista, ci troviamo a inizio 2018 a ripetere e confermare <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/classifica-i-migliori-film-del-2016-non-esiste-solo-hollywood/" target="_blank" rel="noopener">quanto detto lo scorso anno</a>. Che no, non è come enunciano alcuni su cui torneremo dopo, che ci troviamo nel periodo storico con la maggiore proposta audiovisiva. Ci troviamo solo in un momento in cui si sono moltiplicate le possibilità e “piattaforme” da cui fruire. Ma che non servono a offrire una pluralità e varietà, ma a preservare lo status quo. <strong>Tanti mezzi per mangiare sempre la stessa erba, nemmeno tanto verde, posta sulla mangiatoia sempre dallo stesso contadino</strong>. Basti vedere i dati di incassi e occupazione delle sale. Ovvero <strong>un periodo macroscopicamente oscuro</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/Journey-to-the-West-Conquering-the-Demons-2.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-38008" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/Journey-to-the-West-Conquering-the-Demons-2-300x163.jpg" alt="" width="324" height="176" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/Journey-to-the-West-Conquering-the-Demons-2-300x163.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/Journey-to-the-West-Conquering-the-Demons-2.jpg 700w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px" /></a>Ma abbiamo ora anche un&#8217;aggravante. Che ormai esistono due storie del cinema. La prima è quella elargita dalla maggior parte della critica italica ormai ridotta a un bollettino di propaganda hollywoodiana, rivolta a un pubblico che si ingolfa di serie TV e poi se ne va al cinema a guardare altre serie TV nel corpo di un qualcosa che simula una forma vagamente filmica, ma dallo sviluppo seriale: un film di supereroi al mese, un crossover ogni 6, un <em>Guerre Stellari</em> l&#8217;anno, e poi sequel, prequel, remake, <em>reboot</em>, in un eterno apparato digestivo bovino di ruminanza cinefila. Anche i lemmi adottati per disquisire di questo tipo di “cinema” sono totalmente derivati dalle serie TV. E il tutto si ferma qui, in <strong>un&#8217;ovvia glorificazione di cinema mediocre ai fini di creare un<em> corpus</em> che mendacemente rappresenti il tutto</strong>. Attitudine supportata inoltre da telegiornali e stampa generalista (ma spesso anche specializzata). Ecco che quindi, senza riferimenti pluralistici reali, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-logan-the-wolverine-di-james-mangold/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Logan – The Wolverine</strong></em></a> di James Mangold diventa un buon film, si urla al capolavoro per prodotti furbi, ruffiani e inoffensivi e si filosofeggia sui cinecomics nemmeno fossero uno Żuławski, quando in realtà sono i cinepanettoni <em>made in USA</em>. Ma mensili. Ovvero il pubblico sta mangiando il panettone anche ad agosto. E non ci fa caso. E ha anche degli autorevoli garanti che lo incentivano. Esattamente come fa l&#8217;allevatore con le mucche. Che a tempo debito abbatte per farci le bistecche.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/attraction-Fedor-Bondarchuk.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23288 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/attraction-Fedor-Bondarchuk-300x137.jpg" alt="" width="318" height="145" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/attraction-Fedor-Bondarchuk-300x137.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/attraction-Fedor-Bondarchuk-768x352.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/attraction-Fedor-Bondarchuk.jpg 777w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" /></a>Non esce quasi nulla d&#8217;altro in sala. Per trovare il nuovo film di <strong>Michael Haneke</strong>, uno dei più rilevanti registi viventi, bisogna avventurarsi in un cinema per provincia. Quando va bene. Eventi speciali di un giorno a prezzi maggiorati. <strong>L&#8217;Arte ormai ridotta ad attività semi clandestina</strong>. Di nuovo, o si va ai Festival o incrociate le dita e sperate in tre anni di delay (come l&#8217;ultimo <strong>Shin&#8217;ya Tsukamoto</strong>, apparso solamente in DVD &#8211; inglese &#8211; a tre anni dal passaggio alla Mostra del cinema di Venezia). C&#8217;è poi anche una seconda storia del cinema, quella vera. Quella che mostra e dimostra con continuità cristallina e macroscopica,<strong> come il cinema sia in continua mutazione e fermentazione, gli assi strutturali si stiano spostando</strong>, nei budget, negli incassi, nei generi, nella qualità. Che escono grandi film, che esce grande cinema d&#8217;autore e che in tutto il mondo esce cinema popolare e smaccatamente commerciale capace di intrattenere, investire e incassare cifre monumentali al pari di quelle americane. Qualcuno di voi si è accorto o ha letto due righe sul fatto che nel 2017 sia uscito un film cinese che ha incassato più di <em>Wonder Woman</em>, <em>Transformers</em>, <em>Star Wars</em>, <em>Inception</em> e altri titoli affini? No, vero?</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/Baahubali-2-The-Conclusion-film.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-41112" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/Baahubali-2-The-Conclusion-film-300x163.jpg" alt="" width="342" height="186" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/Baahubali-2-The-Conclusion-film-300x163.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/Baahubali-2-The-Conclusion-film.jpg 657w" sizes="(max-width: 342px) 100vw, 342px" /></a>Ad esempio, durante il 2017 si è sviluppata una sorta di esplosione, ritorno di fiamma, vampata (non volevo utilizzare il termine “rivoluzione” a sproposito) all&#8217;interno del cinema d&#8217;azione. Il cinese <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/jacky-wu-e-frank-grillo-sono-un-team-implacabile-nel-trailer-di-wolf-warrior-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Wolf Warriors 2</em></strong></a> (maggiore incasso della storia del cinema locale) di cui scrivevamo sopra, è stato il film dei record (870 milioni di dollari). <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/prabhas-e-una-furia-nel-trailer-di-baahubali-2-the-conclusion/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Baahubali</strong> <strong>2</strong></em></a>, probabilmente il fantasy più epico del decennio, è diventato il maggiore incasso della storia del cinema indiano; distribuito in Francia, ottimi incassi negli USA, proiettato in semiclandestinità dalle comunità indiane in Italia &#8230; Il coreano <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-sitges-50-the-villainess-jung-byung-gil/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>The Villainess</em></strong></a> propone una modalità totalmente nuova e folgorante di messa in scena dell&#8217;azione, grazie all&#8217;utilizzo del digitale, proponendo un qualcosa di mai visto prima d&#8217;ora, quasi incredibile.<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-gantz-o-di-yasushi-kawamura/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong> Gantz: O</strong></em></a> è il film d&#8217;azione più inventivo, furibondo e dadaista del decennio almeno, inarrivato e imperdibile. Il sequel di <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/final-trailer-pieno-di-azione-e-colore-per-journey-to-the-west-2-di-tsui-hark/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Journey to the West</em></strong></a> di Tsui Hark, spinge l&#8217;effetto digitale in soglie di delirio, gigantismo e immersione sensoriale totalmente inedite. L&#8217;inizio del russo <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-attraction-di-fedor-bondarchuk/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Attraction</em></strong></a> di Fyodor Bondarchuk, con la navicella aliena che collassa sui palazzi del distretto Chertanovo di Mosca con in sottofondo il crescendo della canzone <em>Closer</em> di Paulina Andreeva, ha un senso del meraviglioso, una messa in scena maestosa e un&#8217;utilizzo &#8211; fuso alla qualità &#8211; degli effetti digitali propri del cinema più ricco e competitivo, a tratti spielberghiano. E se qualcuno volesse anche una storia corposa mescolata a melodramma lancinante (seppur a tratti sconclusionata) c&#8217;è <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/tony-jaa-louis-koo-e-gordon-lam-protagonisti-del-cupo-trailer-di-paradox/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Paradox</em></strong></a> di Wilson Yip, che è da pelle d&#8217;oca. E questi atti, questi sviluppi, sono riscontrabili in tutte le tipologie di cinema e paese. Qualcosa a malapena riesce a raggiungere i Festival per pochi fortunati, salvo poi scomparire, quando va bene, per anni. Il resto viene risucchiato in <strong>un buco nero di mortifera oscurità e irreperibilità</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/10/The-Villainess1.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52147 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/10/The-Villainess1-300x165.jpg" alt="" width="325" height="179" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/10/The-Villainess1-300x165.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/10/The-Villainess1-768x422.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/10/The-Villainess1.jpg 1151w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /></a>Detto questo, ecco <strong>la classifica</strong>. Di nuovo, arbitraria nel lasso temporale preso in esame per i motivi sopraelencati e molto libera, impalpabile, parziale, personalissima. In ordine rigorosamente non cronologico. Al momento della stesura non ho ancora visto <strong><em>The Square </em></strong>di Ruben Östlund. Quindi se non è in classifica probabilmente c&#8217;è un perché. Gli “altri” li ho visti. E se non sono in classifica, sicuramente c&#8217;è un perché.</p>
<p><strong>Gantz: O</strong> (Kawamura Yasushi, Saitô Keiichi, Giappone). Il film d&#8217;azione più dadaista, furioso, inventivo e roboante del decennio. Un tour de force mai visto prima d&#8217;ora, libero e onesto, senza nessun compromesso.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-t2-trainspotting-di-danny-boyle/" target="_blank" rel="noopener"><strong>T2: Trainspotting</strong></a> (Danny Boyle, Inghilterra). Sequel miracoloso, melodramma dei perdenti, epica del tempo in fuga, con vittoria totale nella sfida fotografica e musicale.</p>
<p><strong>See you Tomorrow</strong> (Zhang Jiajia, Cina). Un esordio stordente, prodotto da <strong>Wong Kar-wai</strong>, che diventa quasi un terzo capitolo dopo <em>Hong Kong Express</em> (1994) e <em>Fallen Angels</em> (1995). Cibo per i sensi.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/demon-marcin-film.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-37111" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/demon-marcin-film-300x154.jpg" alt="" width="310" height="159" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/demon-marcin-film-300x154.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/demon-marcin-film-500x257.jpg 500w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/demon-marcin-film.jpg 689w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-demon-di-marcin-wrona/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Demon</strong></a> </strong>(Marcin Wrona, Polonia). Uscito da tempo e scomparso grazie ai miracoli della distribuzione. Un horror in cui a fare più paura sono le dinamiche furibonde di un matrimonio polacco. Ultimo film del regista. Ahimè, per sempre.</p>
<p><strong>Journey to the West: Demon Chapter</strong> (Tsui Hark, Cina). Per vincere la sfida con il precedente, Tsui la butta in gigantismo, surrealismo e immersione sensoriale totale grazie a un utilizzo naif e vertiginoso degli effetti digitali. Quasi da mal di testa.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-colossal-di-nacho-vigalondo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Colossal</strong></a> (Nacho Vigalondo, Canada / Spagna). Perché si.</p>
<p><strong>Destruction Babies</strong> (Mariko Tetsuya, Giappone). Indescrivibile elegia dei setti nasali sfondati, top nichilismo dell&#8217;anno.</p>
<p><strong>Happy End</strong> (Michael Haneke, Francia / Germania / Austria). Un Haneke <em>minore</em> contiene più cinema di decine di altri titoli da classifica.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/a-ghost-story-affleck.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-41684 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/a-ghost-story-affleck-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/a-ghost-story-affleck-300x192.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/a-ghost-story-affleck.jpg 636w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>The Looming Storm</strong> (Dong Yue, Cina). Il noir cinese dell&#8217;anno che fa di tutto per sembrare prevedibile e derivativo salvo poi disattendere ogni cosa. Cresce dentro.</p>
<p><strong>Final Fantasy XV</strong> (Tabata Hajime). Vista la provocazione dei Cahiers du Cinéma di inserire in lista qualunque cosa, incluse le serie TV, mi adatto e inserisco un&#8217;esperienza videoludica. FFXV ha la narrazione e l&#8217;epica del grande cinema, un coming-of-age luttuoso e malinconico, melodramma delle responsabilità e della perdita (dei cari, del tempo, del corpo, dell&#8217;innocenza, della spensieratezza). Un monumento.</p>
<p>e</p>
<p>[ex aequo] <strong>Loveless</strong> (Andrey Zvyagintsev, Russia) / <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/invasione-extraterrestre-inizia-giappone-trailer-before-we-vanish/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Before we Vanish</strong></a> (Kiyoshi Kurosawa, Giappone). Due film “minori” (?) di due grandi autori, ma che contengono entrambi pezzi di cinema macroscopici da portare nelle scuole (di cinema).</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Brawl-In-Cell-Block-99-film.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-49855" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Brawl-In-Cell-Block-99-film-300x159.jpg" alt="" width="315" height="167" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Brawl-In-Cell-Block-99-film-300x159.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Brawl-In-Cell-Block-99-film-768x406.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Brawl-In-Cell-Block-99-film.jpg 809w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /></a>Baahubali 2: The Conclusion</strong> (S. S. Rajamouli, India). Insieme alla prima parte, il fantasy più epico del decennio.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-brawl-in-cell-block-99-di-s-craig-zahler/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Brawl in Cell Block 99</strong></a> (S. Craig Zahler, USA). E uno dei rari film in cui il regista riesce a tenere rigore ed equilibrio sia nel tatto della parte fiction sia nel premere il pedale nelle sequenze più estreme.</p>
<p><strong>Sarkar 3</strong> (Ram Gopal Varma, India). Continua la saga epica e noir, oscura e funerea. Grandi attori e nessun calo narrativo o qualitativo.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-a-ghost-story-di-david-lowery/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A Ghost Story</strong></a> (David Lowery, USA). Melodramma tristissimo fatto di <em>concept</em>, idee, bassissimo budget e regia.</p>
<p>Altri titoli particolarmente apprezzati:</p>
<p>[ex aequo] <strong>Smoke &amp; Mirrors</strong> (Alberto Rodríguez Librero, Spagna) e <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo-di-raul-arevalo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Vendetta di un Uomo Tranquillo</strong></a> (Raúl Arévalo, Spagna). Due film spagnoli minori dei rispettivi registi, comunque pieni di buoni pezzi di cinema.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/05/la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Il cinema del 2017: Hollywood non è più il centro del mondo"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-44394 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/05/la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo-300x144.jpg" alt="" width="321" height="154" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/05/la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo-300x144.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/05/la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo-500x240.jpg 500w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/05/la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo.jpg 745w" sizes="(max-width: 321px) 100vw, 321px" /></a>Sword Master</strong> (Derek Yee, Cina). Tsui Hark in vacanza che produce test ed esperimenti. E va sempre bene.</p>
<p><strong>Io, Daniel Blake</strong> (Ken Loach, Inghilterra). Banale, ma ci sta.</p>
<p><strong>The Donor</strong> (Qiwu Zang, Cina). Oscuro ma elegante, disperato ma candido. E tanti vari bonus qualità.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-raw-grave-di-julia-ducournau/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Raw &#8211; Una cruda verità</strong></a> (Julia Ducournau, Francia/ Belgio). Film che ha diviso in due i colleghi. Io ho gradito.</p>
<p><strong>The Villainess</strong> (Jeong Byeong-Gil, Corea del Sud). Nel campo dell&#8217;azione propone cose mai viste prima d&#8217;ora. Imperdibile.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-sitges-50-blade-of-the-immortal-di-takashi-miike/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Blade of Immortal / L&#8217;immortale</strong></a> (Miike Takashi, Giappone). Il centesimo Miike, in forma anche se un po&#8217; di maniera.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-the-autopsy-of-jane-doe-di-andre-ovredal/" target="_blank" rel="noopener"><strong>The Autopsy of Jane Doe</strong></a> (André Øvredal, USA). Fa paura. E lo fa bene.</p>
<p>E in misura minore:</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-baby-driver-il-genio-della-fuga-di-edgar-wright-2/" target="_blank" rel="noopener">Baby Driver &#8211; Il genio della fuga</a> di Edgar Wright<br />
<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-bifff-35-free-fire-di-ben-wheatley/" target="_blank" rel="noopener">Free Fire</a> di Ben Wheatley<br />
<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-scappa-get-out-jordan-peele/" target="_blank" rel="noopener">Scappa &#8211; Get Out</a> di Jordan Peele<br />
<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-le-perle-nascoste-in-netflix-pelle-di-eduardo-casanova/" target="_blank" rel="noopener">Pieles / Pelle</a> di Eduardo Casanova<br />
<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-attraction-di-fedor-bondarchuk/" target="_blank" rel="noopener">Attraction</a> di Fedor Bondarchuk<br />
<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-bifff-35-the-void-il-vuoto-di-jeremy-gillespie-e-steven-kostanski/" target="_blank" rel="noopener">The Void – Il Vuoto</a> di Jeremy Gillespie e Steven Kostanski<br />
<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/andy-lau-alle-prese-con-un-dinamitardo-nel-trailer-di-shock-wave/" target="_blank" rel="noopener">Shock Wave</a> di Herman Yau<br />
Paradox di Wilson Yip<br />
<a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/sol-kyung-gu-e-uno-spietato-detenuto-nel-full-trailer-di-the-merciless/" target="_blank" rel="noopener">The Merciless</a> di Byun Sung-Hyun<br />
The Battleship Island di Ryoo Seung-wan</p>
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		<title>[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte V)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2017 18:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Tokusatsu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si conclude il nostro approfondimento sugli ultimi 10 anni di un genere praticamente 'invisibile' dalle nostre parti, ancora assolutamente vivo e creativo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-v/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte V)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-v/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte V)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte IV)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Apr 2017 07:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Tokusatsu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci avviciniamo alla conclusione del viaggio, ma la strada è ancora ricca di tappe importanti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-iv/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte IV)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-iv/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte IV)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte II)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 23:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Godzilla]]></category>
		<category><![CDATA[Tokusatsu]]></category>
		<category><![CDATA[Ultraman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro viaggio nel genere prosegue: questa volta esaminiamo tre 'mostri sacri'</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-ii/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte II)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-ii/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte II)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte I)</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-i/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 10:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Tokusatsu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esploriamo l'ultimo decennio di un genere che continua a rinnovarsi ed evolversi rimanendo fedele alle sue origini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-i/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte I)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-tokusatsu-2006-2016-parte-i/">[dossier] Tokusatsu 2006-2016 (parte I)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<item>
		<title>[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/classifica-i-migliori-film-del-2016-non-esiste-solo-hollywood/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 08:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppo spesso ci dimentichiamo di grandi titoli prodotti in Asia, Europa e Sud America</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/classifica-i-migliori-film-del-2016-non-esiste-solo-hollywood/">[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uscivamo delusi dal 2015 cinematografico ma con molte speranze riposte nell&#8217;anno successivo. Speranze ben riposte anche se con i blocchi interni decisamente spostati rispetto alle previsioni. <strong>Innanzitutto le cose spiacevoli</strong>. Anche confrontandoci con vari colleghi, questa corrente inizia ad essere avvertita un po&#8217; da tutti. Si è acuita la varietà di possibilità di diffusione cinematografica in Italia (ma anche in occidente in generale). Speravamo che il diffondersi di possibilità di visione tra TV tradizionale, TV a pagamento, canali web, sale e supporti avrebbe portato ad una pluralità del prodotto. Invece non ha fatto altro che dare ancora maggior spazio sempre alla stessa roba; ogni film hollywoodiano o serie televisiva anglofona esce in Italia in contemporanea agli altri paesi. Tutto il resto sembra non esistere. Il risultato è che a meno di non poter presenziare ad ogni Festival &#8220;grande&#8221; è diventato arditissimo riuscire a vedere i film e sopratutto a vederli in tempi dignitosi. E a volte anche peggio.<strong> Ad oggi sono ancora invisibili grandi titoli</strong>. No, non stiamo parlando di titolini di nicchia, o roba in video, o almeno non solo di quelli, ma di grandi autori e grandi film. E&#8217; praticamente ad oggi invisibile il capolavoro spagnolo <strong>Magical Girl</strong>, l&#8217;ultimo Tsukamoto (<strong>Nobi</strong>), l&#8217;ultimo Jiang Wen (<strong>Gone with the Bullets</strong>) ma anche film di autori riconosciuti come Johnnie To, Tsui Hark e Stephen Chow, gli ultimi due, campioni di incassi dello scorso anno in Cina. Quel poco che arriva, arriva con un ritardo talmente grossolano da risultare imbarazzante (gli annunciati Train to Busan e Godzilla Resurgence, secondo previsioni, 6-8 mesi dall&#8217;uscita in patria in un numero pare ridicolo di copie e giorni di programmazione). Di conseguenza è diventato sempre più complicato stilare classifiche sensate anche perché il risultato non cambia nemmeno volendosi affidare ad una &#8211; legittima a questo punto &#8211; ottica pirata.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/12/poster-magical-girl-vermut.jpg" rel="lightbox" title="[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-36886" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/12/poster-magical-girl-vermut-210x300.jpg" alt="poster-magical-girl-vermut" width="210" height="300" /></a>Una classifica quindi sarà disorganica</strong>, e dovrà pescare sicuramente dall&#8217;anno precedente, specie per titoli divenuti reperibili mesi e mesi dopo, magari solo in patria e magari sottotitolati da dei volontari in lingue note. O a volte con l&#8217;obbligo di leggerli anche in altre lingue che non siano l&#8217;inglese. Quindi, mettendo le mani avanti, la vaga classifica che andiamo a proporre è del tutto personale e consapevolmente incompleta. Confrontandoci con le altre classifiche pubblicate ad oggi i titoli in ballo più o meno li abbiamo visti. Forse ce ne mancano alcuni particolarmente recenti o ancora del tutto inediti. A voi il dubbio di capire se li abbiamo omessi appositamente perché non reputati come rilevanti o semplicemente perché non ancora visti.</p>
<p><strong>Osservazioni sparse</strong>. Gli anni precedenti erano stati ben più fertili per il cinema europeo rispetto al 2016, vuoi per l&#8217;assenza dei nuovi film di nomi noti, vuoi magari per una minore onda d&#8217;ispirazione. <strong>Catastrofico il cinema statunitense</strong> con davvero poche cose degne di attenzione e dotate di un minimo spessore. Meglio il Sud America. <strong>Leggermente più vitale l&#8217;Asia</strong>, con alcuni moti però inaspettati. Il Giappone che davamo per morto ha dato un bel colpo di coda regalando se non capolavori, film con dentro alcune delle sequenze più belle dell&#8217;anno o con atti di radicalità inaspettata. <strong>La Cina sembra ormai il cinema più interessante e completo del mondo</strong> passando dai venefici blockbuster insopportabili, a quelli &#8220;colti&#8221;, ad un cinema medio e uno d&#8217;autore di incredibile resa. Un cinema che continua a crescere in numeri, varietà, investimenti e incassi e colpire pregiato da continue vittorie ai Festival. Dal resto dell&#8217;Asia tra chi si è fatto notare di più in questi ultimi anni c&#8217;è nientemeno che l&#8217;India, con un cinema più sofisticato, traumatizzante e ricercato rispetto al passato. Forse nessun capolavoro immortale ma alcuni titoli, in rigoroso ordine sparso, che contengono dentro grandi pezzi di cinema. <strong>Forse non i più belli, forse non i più amati, ma probabilmente i più &#8220;vivi&#8221;</strong>. E miracolosamente sono più di dieci.</p>
<p>1) <strong>Al di là delle Montagne</strong> (Jia Zhangke, Cina). Ok, Cannes 2015 e uscita in patria a fine 2015. Il resto della distribuzione (Italia inclusa) è del 201 6. Un film monumentale. Forse meno perfetto de <em>Il Tocco del Peccato</em> ma una<br />
enorme opera di cinema.</p>
<p>2) <strong>Cosmos</strong> (Andrzej Żu ławski, Francia/Portogallo). Insopportabile e così deve essere. Cinema come vaccino che dopo la scomparsa del regista non ci sarà più.</p>
<p>3) <strong>Miss Hokusai</strong> (Keiichi Hara, Giappone). Molta buona animazione quest&#8217;anno (v. sotto) in tutto il mondo. Questo forse è quello più di spessore e che più ci ha convinto.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/04/neon-demon-elle.jpg" rel="lightbox" title="[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18938 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/04/neon-demon-elle-300x164.jpg" alt="neon demon elle" width="300" height="164" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/04/neon-demon-elle-300x164.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/04/neon-demon-elle.jpg 730w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>4) <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/intervista-a-nicolas-winding-refn-su-the-neon-demon/" target="_blank"><strong>The Neon Demon</strong></a> (Nicolas Winding Refn, Francia, Danimarca, Stati Uniti). Il rischio cazzata è sempre dietro l&#8217;angolo, e spesso anche oltre, ma il film ci fa dimenticare i due precedenti e possiede alcune delle immagini più potenti dell&#8217;anno. E no, non sono quelle psichedeliche con i <em>flares</em> digitali aggiunti in post-produzione.</p>
<p>5) <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-the-handmaiden-di-park-chan-wook/" target="_blank"><strong>The Handmaiden</strong></a> (Park Chan-wook, Corea del Sud). Film passato totalmente in sordina; erotico che si spinge oltre i limiti immaginabili dalla mano e sensibilità del regista.</p>
<p>6) <strong>Julieta</strong> (Pedro Almodovar, Spagna). Un melodramma. Ben scritto. E un&#8217;attrice come Emma Suárez straordinaria. Quanto basta. Fosse durato 15 secondi in meno sarebbe stato ancora più bello.</p>
<p>7) <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-three-di-johnnie-to/" target="_blank"><strong>Three</strong></a> (Johnnie To, Cina/Hong Kong). Un film &#8220;minore&#8221; di To è comunque un&#8217;opera straordinaria. Un viraggio in diurna dei suoi noir in pochissimi ambienti. E poi contiene una delle scene tecnicamente più sorprendenti dell&#8217;anno che è anche una nuova sequenza balistica che resterà nei libri di storia.</p>
<p>8) <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-shin-godzilla-di-shinji-higuchi-e-hideaki-anno/" target="_blank"><strong>Shin Godzilla</strong></a> (Hideaki Anno, Giappone). Il miglior Godzilla dal 1954. Il miglior <em>monster movie</em> dai tempi di The Host. Il miglior catastrofico da molti anni. Godzilla, quello vero, è tornato.</p>
<p>9) <strong>Crosscurrent</strong> (Yang Chao, Cina). Ancora Cina, ma ormai va preso atto del presente brillante di quel cinema. Crosscurrent è un film difficile e impegnativo. Ma gratifica con una portata visiva a tratti stordente (premio per la fotografia al Festival di Berlino). Una produzione complessa che ha percorso per intero il terzo fiume più lungo del mondo per 6 mesi con tutta la troupe a bordo, girando in 35mm. Sembra quasi un Andrei Tarkovsky.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/03/Creepy-Kiyoshi-Kurosawa.jpg" rel="lightbox" title="[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-17038" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/03/Creepy-Kiyoshi-Kurosawa-300x169.jpg" alt="Creepy-Kiyoshi-Kurosawa" width="300" height="169" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/03/Creepy-Kiyoshi-Kurosawa-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/03/Creepy-Kiyoshi-Kurosawa.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>10) <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/online-il-primo-trailer-di-creepy-di-kiyoshi-kurosawa/" target="_blank"><strong>Creepy</strong></a> (Kiyoshi Kurosawa, Giappone). Un horror buono di Kurosawa. Ma stilisticamente è stupendo e contiene un dialogo in cui il direttore della fotografia in stretta affinità con il fonico producono cose che la nostra memoria cinefila e i nostri sensi avevano probabilmente dimenticato.</p>
<p>11) <strong>Raman Raghav 2.0</strong> (Anurag Kashyap, India) Thriller indiano cruento e psichedelico. Anche qui a sorprendere sono alcune scene particolarmente ispirate e un piano sequenza al ralenti che mette i brividi.</p>
<p>12) <strong>Il Club</strong> (Pablo Larraín, Cile) Ancora 2015, con distribuzione italica nel 2016, quindi lo inseriamo a forza come<br />
rappresentanza dei tre film diretti dal regista in poco più di un anno. Spietato ed eccessivo ai limiti della maniera, freddo, forse furbo ma Larrain è così.</p>
<p>13) <strong>Baahubali: The Beginning</strong> (S. S. Rajamouli, India) Lo si può deridere quanto si vuole per i suoi effetti digitali naïf ma è l&#8217;unico fantasy da parecchi anni a questa parte a produrre un&#8217;emozione complessa e rara, continua e palpabile dall&#8217;inizio alla fine: l&#8217;epica. Attesissima la seconda (e ultima) parte annunciata per metà 2017.</p>
<p><strong>Altri titoli degni di nota.</strong></p>
<p>Abbiamo visto anche altri film molto interessanti per motivi ogni volta diversi. Li segnaliamo, non sono inclusi tra quelli sopra solo per convenzione visto che il livello qualitativo è quasi lo stesso.</p>
<p><strong>La Memoria dell&#8217;Acqua</strong> (Patricio Guzmán, Cile) Traumatizzante sorta di documentario filosofico che finisce a narrare il terribile genocidio sanguinario operato dal regime di Pinochet con il supporto diretto degli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Mr. Six</strong> (Guan Hu, Cina): ottimo cinema medio cinese, a metà tra popolare e d&#8217;autore. Davvero insperato e inaspettato.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/elle-isabelle-huppert.jpg" rel="lightbox" title="[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-29080 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/elle-isabelle-huppert-300x171.jpg" alt="elle-isabelle-huppert" width="300" height="171" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/elle-isabelle-huppert-300x171.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/elle-isabelle-huppert-768x438.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/elle-isabelle-huppert.jpg 883w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Elle</strong> (Paul Verhoeven, Francia/Germania/Belgio) Infinite sottotrame surreali e morbose che portano al nulla. Ma ha il suo fascino in una sorta di Demonlover diretto da Haneke.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-the-mermaid-di-stephen-chow/" target="_blank"><strong>The Mermaid</strong></a> (Stephen Chow, Cina/Hong Kong): Come per To, un film minore di Chow è comunque un&#8217;opera di rara compiutezza e stile. Blockbuster popolare ma raffinato e intelligentissimo. Una rarità.</p>
<p><strong>Son of Saul</strong> (László Nemes, Ungheria) E il test di un nuovo modo di narrare stilisticamente il &#8220;male assoluto&#8221;. Con efficacia, va detto.</p>
<p><strong>Hime-Anole</strong> (Yoshida Keisuke, Giappone) Una cesura a metà film come non si vedeva da Dal Tramonto all&#8217;Alba. Porky&#8217;s che diventa American Psycho. Piccolo film, grande trauma e scelte impopolari.</p>
<p><strong>Toni Erdmann</strong> (Maren Ade, Germania) Il film tenerello dell&#8217;anno con sbavature surreali. Lungo e un po&#8217; fine a sè stesso, ma irresistibile.</p>
<p>Inoltre, nel 201 6 sono usciti almeno un paio di film di autori decisamente interessanti ma alle prese con titoli meno riusciti del previsto. Parliamo principalmente di <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/nuovo-trailer-e-locandina-per-il-distopico-high-rise-di-ben-wheatley/" target="_blank"><strong>High-Rise</strong></a> (Ben Wheatley, Inghilterra) e di <strong>A Conspiracy of Faith</strong> (Hans Petter Moland, Danimarca).</p>
<p><strong>MENZIONI TEMATICHE</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/12/Your-Name-shinkai-film.jpg" rel="lightbox" title="[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-35830 alignright" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/12/Your-Name-shinkai-film-300x188.jpg" alt="your-name-shinkai-film" width="300" height="188" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/12/Your-Name-shinkai-film-300x188.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/12/Your-Name-shinkai-film.jpg 727w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Animazione</strong>. Molti titoli interessanti usciti quest&#8217;anno in tutto il mondo. Dal delicatissimo <strong>La Canzone del Mare</strong> (Tomm Moore, del 2014, uscito in Italia quest&#8217;anno), vasta co-produzione europea passando per la rappresentanza giapponese composta dall&#8217;esagitato e ricco <strong>The Boy and the Beast</strong> (Hosoda Mamoru) e il campione di incassi <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/data-di-uscita-e-trailer-italiano-per-your-name-di-makoto-shinkai/" target="_blank"><strong>Your Name</strong></a> (Shinkai Makoto), fino al bellissimo americano <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-kubo-e-la-spada-magica-di-travis-knight-laika/" target="_blank"><strong>Kubo e la spada magica</strong></a> (Travis Knight). Il nostro preferito, come già detto, è stato <em>Miss Hokusai</em>.</p>
<p><strong>Arti marziali</strong>. L&#8217;anno di Sammo Hung? Prima con la sua tiepida regia <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/intervista-a-sammo-hung-su-the-bodyguard-e-sul-cinema-di-arti-marziali/" target="_blank">My Beloved Bodyguard</a></strong> (che regala però un finale, con leve e colpi in interni stretti, parecchio doloroso) poi con le coreografie del riuscito colossal <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/primo-trailer-per-il-fantasy-cinese-the-monkey-king-2-di-pou-soi-cheang/" target="_blank"><strong>The Monkey King 2</strong></a> e infine quelle più &#8220;reali&#8221; e raffinate di <strong>Call of Heroes</strong>. <strong>La Leggenda del Calcio d&#8217;Acciaio</strong> (<em>Super Bodyguard</em>) è stato il raro caso di film uscito in Italia in DVD a ridosso dell&#8217;uscita in sala in patria. Ha buone sequenze ma va dimenticata la narrazione. <strong>The Final Master</strong> ha reinventato tutto di nuovo come negli ultimi 3 film di Xu Haofeng ma il suo film scivola con molta facilità in un ambito più autoriale e raffinato. <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/il-trailer-di-hardcore-henry-ci-catapulta-in-prima-persona-in-mezzo-allazione/" target="_blank"><strong>Hardcore Henry</strong></a> ha spinto l&#8217;azione in territori inediti ma si è scordato tutto il resto dell&#8217;elemento cinema. Grande delusione dal sequel de La Tigre e il Dragone e da <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/nuova-clip-da-ip-man-3-con-donnie-yen/" target="_blank"><strong>Ip Man 3</strong></a>.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/10/Train-to-Busan.png" rel="lightbox" title="[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-31805 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/10/Train-to-Busan-300x165.png" alt="train-to-busan" width="300" height="165" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/10/Train-to-Busan-300x165.png 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/10/Train-to-Busan.png 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Horror</strong>. Molti horror interessanti di cui alcuni acclamati. Non facciamo polemica su titoli che reputiamo di pessimo livello e che appaiono in testa a tante classifiche dei colleghi. Quindi li mescoliamo tra loro anche solo a scopo divulgativo: <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-the-witch-di-robert-eggers/" target="_blank"><strong>The Witch</strong></a>, <strong>Over your Dead Body</strong>, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/intervista-a-can-evrenol-su-baskin/" target="_blank"><strong>Baskin</strong></a>, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-the-wailing-di-na-hong-jin/" target="_blank"><strong>The Wailing</strong></a>, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/it-follows-si-presenta-al-pubblico-italiano-con-il-trailer-e-la-locandina-ufficiali/" target="_blank"><strong>It Follows</strong></a>, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-train-to-busan-di-yeun-sang-ho/" target="_blank"><strong>Train to Busan</strong></a>, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-sadako-vs-kayako-di-koji-shiraishi/" target="_blank"><strong>Sadako VS Kayako</strong></a>. Il nostro preferito per l&#8217;apparato tecnico è stato Creepy. Per l&#8217;innovazione e apporto emotivo il folle <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-i-am-a-hero-di-shinsuke-sato/" target="_blank"><strong>I am a Hero</strong></a>.</p>
<p><strong>Fotografia</strong>. Creepy e Crosscurrent ci hanno realmente emozionato solo grazie all&#8217;impianto fotografico e visivo di alcune sequenze.</p>
<p><strong>Il PEGGIO</strong></p>
<p>Siamo rimasti sconvolti e/o imbarazzati dal&#8217;estrema bruttura di <strong>Mai-chan&#8217;s Daily Life</strong>. <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-yoga-hosers-di-kevin-smith/" target="_blank">Yoga Hosers</a></strong>, <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/michelle-yeoh-impugna-la-micidiale-destino-verde-nel-trailer-di-la-tigre-e-il-dragone-2-sword-of-destiny/" target="_blank">La Tigre e il Dragone 2: La Spada del Destino</a></strong>, <strong>Chinese Odyssey 3</strong>, Ip Man 3 e quel gingillino di propaganda di <strong>Ten Years</strong>. C&#8217;è andata bene alla fine, abbiamo filtrato con oculatezza le visioni.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/yoga-hosers-trailer.jpg" rel="lightbox" title="[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-22888" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/yoga-hosers-trailer-300x140.jpg" alt="yoga hosers trailer" width="300" height="140" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/yoga-hosers-trailer-300x140.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/06/yoga-hosers-trailer.jpg 767w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Cina</strong>. Il centro del mondo. Non è qui e adesso, lo spazio e il momento per approfondire, ma solo soffermandoci al cinema d&#8217;autore, a quello più di spessore e rilevanza qualitativa in un solo anno il numero di titoli degni di nota è aumentati. <strong>Kaili Blues</strong>, <strong>Mountain Cry</strong> e i già citati Crosscurrent e <strong>Al di là delle Montagne</strong> sono esempi impressionanti.</p>
<p><strong>Italia</strong>. <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/veloce-come-il-vento-intervista-a-stefano-accorsi-matilda-de-angelis-e-matteo-rovere/" target="_blank"><strong>Veloce come il Vento</strong></a>. Onesto. Sentito. Pulito. Competitivo. E non stiamo ammiccando alle sequenze automobilistiche, ma a tutto il resto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/classifica-i-migliori-film-del-2016-non-esiste-solo-hollywood/">[classifica] I migliori film del 2016: non esiste solo Hollywood!</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Visita a Bavaria Filmstadt: un tour nella storia del cinema (non solo tedesco&#8230;)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 07:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia infinita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La 'Cinecittà' di Monaco di Baviera è una continua fonte di meraviglia, gratifica e commozione per un appassionato di cinema tout court ma anche per il semplice turista più curioso e attento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/visita-a-bavaria-filmstadt-un-tour-nella-storia-del-cinema-non-solo-tedesco/">Visita a Bavaria Filmstadt: un tour nella storia del cinema (non solo tedesco&#8230;)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte IV)</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/speciali/cineocchio-dossier-wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile-parte-iv/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 10:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Chow]]></category>
		<category><![CDATA[Tsui Hark]]></category>
		<category><![CDATA[Wuxiapian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo alla fine del nostro viaggio: tra alti e bassi, negli ultimi 15 anni il genere è riuscito però ancora una volta a reinventarsi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/cineocchio-dossier-wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile-parte-iv/">Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte IV)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (INTEGRALE)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 23:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Tsui Hark]]></category>
		<category><![CDATA[Wuxiapian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio dagli anni 70 a oggi tra eroi, spadaccini erranti e maestri di arti marziali dell'antica Cina, protagonisti di un genere cinematografico estremamente vitale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/cineocchio-dossier-wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile-integrale/">Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (INTEGRALE)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/cineocchio-dossier-wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile-integrale/">Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (INTEGRALE)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte III)</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/speciali/cineocchio-dossier-wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile-parte-iii/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 11:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Wuxiapian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo arrivati agli anni '90: tra incertezze per il futuro e crisi dell'industria, fa capolino l'interesse di Hollywood</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/cineocchio-dossier-wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile-parte-iii/">Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte III)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/cineocchio-dossier-wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile-parte-iii/">Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte III)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte II)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 11:30:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tsui Hark]]></category>
		<category><![CDATA[Wuxiapian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro viaggio tra spadaccini erranti ed eroi delle arti marziali prosegue con gli anni '80, dove un nome emerge prepotente su tutti: Tsui Hark</p>
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		<title>Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte I)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Senesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 11:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Wuxiapian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizia il nostro viaggio tra eroi, spadaccini erranti e maestri di arti marziali dell'antica Cina, protagonisti di un genere cinematografico estremamente vitale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/wuxiapian-sguardo-su-un-genere-intangibile/">Cineocchio Dossier &#8211; Wuxiapian: sguardo su un genere intangibile (Parte I)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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